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La famiglia che mi sono scelta
Alla tavola a parlare di qualsiasi cosa quasi come fosse normale, come fosse da sempre. Buongiorni e buonanotti come ci vedessimo ogni giorno. Questa famiglia che è fatta di abbracci forti, da toglierti il fiato, inaspettati, teneri e decisi, quasi a scioglierti. Sorrisi che ti spezzano l’anima e te la rimettono a posto. E parole, pensieri, gesti, piccoli, sostenuti, intensi, colori, opinioni, piume e brillantini. Siamo tutti qui, una famiglia mista e piena di sapori. È fatta di piccoli sguardi d’intesa regalati di nascosto, libri, disegni, parole, foto, musica che si può toccare, segnare, Sentire. La famiglia che mi fa stare solo bene, anche solo a respirarla. Con voci alte e balli e cadute e alcool e delitti e scale e ginocchia da curare, che assieme a quelle curiamo anche tutto il resto. La mia famiglia siete voi, piccoli pezzi di cuore, che avete diviso con me questa nuova alba, anche da lontano, che avete riso assieme a me e abbracciato l’aria di questa città che è diventata la nostra piccola casa, per qualche giorno. La mia famiglia è l’amore che porto nel cuore, per ognuno di voi, e tutta la gratitudine che ho per l’avervi nella mia vita.
E Maghe, Vale, c’eravate anche voi…
hulabalu replied to your post: Scusami amico, andavo di fret...
Sappi che se mi taglierai mai la strada ti meno! So dove stai! :D
ahahahah, ho perso un follower per colpa di quel post, temevo fossi tu.
<3
Taaac!
Oh là, finalmente posso scrivere un post nel quale dilungarmi oltre ogni limite possibile e immaginabile senza correre il rischio di mettere sotto pressione qualcuno (almeno spero) per la quantità di cose che scriverò. Non l'ho fatto prima perché ogni volta non ero soddisfatta del risultato. Non lo sono nemmeno ora ma ho deciso che dopo l'ennesimo tentativo mi sarei messa l'anima in pace e mi sarei accontentata. Martedì 28 sono stata a Firenze e definirla una bella giornata sarebbe decisamente riduttivo. Potete pure pensare che sia la solita cosa che si dice in questi casi, il solito ringraziamento sentito più e più volte (e dato che mi considero una persona abbastanza banale potrebbe pure venirne fuori un post simile) però sono stata in compagnia di tre individui tutt'altro che ordinari e noiosi e proprio per questo credo valga la pena di spendere due parole (ma pure più di due) quantomeno per loro. Sono partita con un'ansia al cubo, sebbene Nicco(noh,forseh,nonlosoh, vabbè diciamo solo Nicco ché tanto si capisce lo stesso) l'avessi già incontrato più di un mese prima. Ansia che fortunatamente se n'è andata non appena ho salutato lui e Normanora (e poco dopo anche Hulabalu). Già prima di conoscerli dal vivo mi ero fatta una certa idea di loro però, e non sto esagerando, si sono rivelati mille volte meglio. Delle persone che sono riuscite a farmi sentire a casa, ridere fino alle lacrime e al blocco della mandibola e mangiare panini dal dubbio contenuto (I regret nothing). Dove la trovate della gente che vi fa fare (nel limite del possibile) svariati giri da una parte all'altra della città, soffermandosi pure in posti dai quali poter vedere una panoramica di Firenze; che vi porta a mangiare nei posti che preferisce e insomma (anche se lo farei) non sto qui ad elencare ogni cosa fatta o detta perché la renderei una lista interminabile.. Davvero però, dove le trovate delle persone così? Dato che mi pare d'esser stata oltremodo taciturna (spero non troppo), di non aver dimostrato neanche un briciolo del mio reale entusiasmo e quindi d'aver fatto la figura dell'ameba per questo, proverò a scrivere qui quello che non mi sono azzardata a dire a voce. Grazie ad Hulabalu che come una guida ufficiale ha indicato edifici/monumenti, che ha interpretato come un esperto critico di opere d'arte i quadri di senso sconosciuto presenti in ospedale, che ci ha scarrozzati da una parte all'altra e ha fatto ridere tutti grazie all'aiuto delle foto del gatto che aveva fatto after, agli aneddoti riguardanti nonni e vecchie gite scolastiche. Grazie a Normanora che ha dato fondo a tutte le sue conoscenze culinarie per non farmi mancare nulla, che per mezza giornata ha dovuto guardare gli altri mangiare senza potersi permettere niente a parte della semplice acqua, che mi ha fatta uscire dalla Coop (non fosse per il suo aiuto sarei ancora lì, con aria spaesata); che ha condiviso racconti passati e non riguardanti lei, ma non solo, a mio parere non tutti facili da dire. Mi fermo un attimo su questo punto (perché se non allungo ulteriormente il post non sono contenta) per dire che questo tuo aspetto contribuisce in minima parte a renderti una persona forte. Hai sostenuto famigliari (e non solo) quando la situazione lo richiedeva (ma lo fai in ogni caso), ti fai forza per far fronte ai problemi che ti si pongono davanti e cerchi di affrontarli al meglio. Non è da tutti fare quello che hai fatto/fai tu ogni giorno quindi, almeno per quanto mi riguarda, io ti considero una persona forte per svariati motivi e dovresti renderti conto che ho ragione. Comunque per evitare di risultare ripetitiva sappi che confermo tutti i complimenti fatti in precedenza e aumento la dose, ché te lo meriti. Uhm, sto dimenticando qualcuno. Sarà mica quel qualcuno che mi aveva detto di non doverlo ringraziare? Mi pare giusto includerlo nell'insieme quindi grazie anche a Nicco che ha avuto la pazienza di rispondere alle mie domande (se in realtà nella sua testa stesse immaginando di strozzarmi non lo posso sapere), che ha finito le mie frasi e risposto al posto mio quando mi bloccavo, che ha svolto funzione di discarica umana finendo il cibo degli altri (m'è uscita malissimo questa cosa ma chi vuoi che ci faccia caso dai) e offrendone pure un po' del suo. Grazie (di nuovo, massì) per la vostra compagnia, senza la quale dubito che delle ore in ospedale si sarebbero mai potute vivere in una maniera simile. L'infermiera (o chiunque fosse) che ha detto di spostarci altrove era solo infastidita dal nostro buonumore, ne sono convinta; per avermi fatta ridere parlando con accento milanese, per le battute scadenti, per aver sacrificato una possibile giornata di studio, per gli abbracci, per le canzoni cantate (tranquilli, non divulgherò informazioni compromettenti) e i gesti da ghetto fatti in macchina. Quanto vi sia grata per qualsiasi cosa non potete immaginarlo e per quanto riesca a cavarmela scrivendo quello che penso, in questo caso dubito di essere riuscita a farlo come si deve ma spero sia sufficiente. Siete tutti e tre delle gran belle persone e mi auguro di non avervi rovinato la giornata, male che vada vi sono rimasti biscotti e disegni. Non vorrei che alla sola vista di questo post vi siate strappati i capelli. Sarei potuta essere sintetica (e giustamente lo dico ora) ma non sarebbe stata una cosa normale, perciò portate pazienza e immaginate che il premio per aver finito di leggere quest'ammasso di parole sia una scatola di dolci (che la scatola non ci sia poi è un dettaglio).
hulabalu ha risposto al tuo post : Ho detto a mia mamma che mi hanno accusato di...
Ti ho accusato di fare la figura da “milanese”…e la penso ancora così! ;)
Una rivincita, però, si concede sempre a tutti! :D