Mi arrendo alle mie fragilità. Mi arrendo alla mia dolcezza.
Mi arrendo alla mia bimba interiore che mi guarda con quegli occhi grandi pieni di paura.
Mi prendo cura io di te.
Mi rilasso e collasso. Trovandomi.
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Mi arrendo alle mie fragilità. Mi arrendo alla mia dolcezza.
Mi arrendo alla mia bimba interiore che mi guarda con quegli occhi grandi pieni di paura.
Mi prendo cura io di te.
Mi rilasso e collasso. Trovandomi.
Gioco a cosa c'è e non a cosa manca.
VOLTO
Mi perdo.
Tra le tue onde
tra i tuoi capelli.
Tristi,
alla penombra delle tue ciglia
sono i tuoi occhi.
Cerco.
Invano,
la tua forza
che,più,
mi vuoi mostrare.
Mi perdo.
Tra le pieghe del tuo viso
dove, non trovo un sorriso.
Hai spento la radio
e non so perché.
Mi piaceva,
perdermi,
nella seta del tuo vestito.
Triste,
mi guardi.
C'é un rumore atroce.
Nel tuo silenzio.
SCENE DI VITA QUOTIDIANA
Siamo seduti in cucina. Davanti a me mio figlio sta studiando, non so bene quale materia, parla ben poco dei suoi studi universitari.
Io,al computer, leggo qualche mail, non tanto perché debba lavorare, mi piace stare lì seduta in sua compagnia.
"Uhm!"
Così, all'improvviso rompe il silenzio.
"Che succede?"
"Niente, ogni tanto penso."
Gli sorrido dolcemente, mentre lui continua a studiare.
Voglio qualche giorno per pulirmi l'anima.
Qualche giorno per sentire la tenerezza,
per riascoltare il rumore del mio petto che trema.
Qualche giorno per lasciare che la testa riposi
per farle riprendere il silenzio.
Voglio qualche giorno per tornare.
Qualche giorno per fare uscire gli animali,
per far vivere la foresta.
Dammi qualche giorno
E poi...
Poi me la dai un'altra possibilità?
Un'altra possibilità per conoscersi.
[..]
Sediamoci tutti.
Che martedì è lontano
e ogni tanto non so che fare
davanti a chi vuole tornare alla vita
davanti a chi vuole tornare a sentire.
[...]
- Martedì -
Volalontano
E fui così che se ne andò
lasciando il mio cuore,
alle tristi viltà.
IL VASO
A Miranda non piaceva il suo lavoro. Il vecchio era strano, parlava sotto voce e non la guardava mai in volto. Sembrava molto triste. Miranda avrebbe voluto aiutarlo, ma non sapeva come. Quindi, aveva accettato quel lavoretto da brava ragazza e lo aiutava con quegli strani vasi. Lui sembrava adorarli. E infatti erano bellissimi. Grandissimi vasi, altissimi e coloratissimi. Così alti che Miranda doveva salire sopra una scala per poterli lucidare interamente,fino in cima. Così colorati che quando il sole si rifletteva su di essi miriadi di diamanti si disegnavano nell'aria.
Così Miranda non capiva perché a un certo punto il vecchio cominciava a riempirli d'acqua. Un goccio,due gocce,tre gocce. Ogni giorno, tutti i giorni.
E a un certo punto il vaso si riempiva. Si ricorda ancora la prima volta che successe, la prima volta che il vaso raggiunse la sua massima capienza. Lui in piedi alla scala a versare quell'ultima goccia. E se vedi un vaso stracolmo pensi che trabocchi. E invece no. Quello si mise a tremare tutto. Finché non si ruppe. E così acqua dappertutto,cocci,vetro.
Miranda si spaventò a morte. Corse a nascondersi cercando di evitare con poco successo l'acqua. Nessun coccio volò verso di lei. Nessun coccio uccise il vecchio. Lui semplicemente si girò verso di lei dicendole di cominciare a pulire. E così presero a uno a uno ogni pezzo di vaso e lo buttarono via. A una a una presero le gocce e le gettarano in mare.
"Domani non venire."
Miranda pianse. Lo supplicò, lo implorò di non mandarla via. Lui fu irremovibile.
"Domani non venire."
Lei pensava che fosse finita. Così, improvvisamente, senza lavoro. Senza il vecchio. Senza il vaso. E poi lui l'aveva richiamata. E lei aveva trovato un altro vaso. Che poi si ruppe. E poi un altro e un altro ancora.
Di recente il vecchio aveva cambiato tecnica. Aveva preso un secondo vaso che aveva collegato al primo con un enorme tubo. Così l'acqua diluiva man mano che lui l'aggiungeva. Oh come era contento. E così Miranda. Per molto tempo non ci furono più cocci. Non ci furono più pezzi. Solo un intero. Forte e resistente.
E poi,poi, accadde. Quella goccia, di nuovo. Il tubo stracolmo si ruppe,sollevandosi in aria e distruggendo quei bellissimi vasi. E di nuovo pezzi rotti ovunque.
Il vecchio in mezzo. Piangeva disperato e urlava, urlava.
Quelle ulra. A Miranda sembrano provenire dall'inferno. Era scappata via, sperando che lui non la chiamasse mai più.
E invece aveva chiamato. E lei... Lei come sempre aveva risposto. Ora era lì. Davanti un altro vaso. Con i guanti accanto e la cera. Il vecchio come al solito seduto in un angolo.
"Hai comprato un altro vaso"
"Si. E non solo."
Miranda lo guardò negli occhi,perplessa.
" Ho preso una grondaia. Non so te ma io ne ho abbastanza di pulire pezzi rotti. Vieni. Ti offro la colazione."
Pensa te. Miranda lo seguì sorridendo. Una grondaia. Finalmente.