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#viverelavita #esseresestessi #giocaresempre #rispettoprimaditutto #volarepervivere
Quando dopo 6 ore sul libro di storia dell'arte non ne puoi più e per staccare accendi la televisione, ma sei ormai così assuefatta che, quando casualmente ti capitano davanti 72 minuti di documentario su Michelangelo, non ci pensi due volte e ti ritrovi al trentaseiesimo minuto a commuoverti per la Fornarina.
Passatempo preferito: inventare scuse per non fare le cose.
Le persone belle, intelligenti, con senso dell'umorismo, che ti accettano per come sei, che amano tutti i tuoi pregi e difetti, che si fanno in quattro per farti sorridere le incontrano sempre gli altri.
Io invece sono quella che si becca il tizio che la invita a cena e che si dimentica volontariamente il portafoglio a casa per farsela offrire.
Odio: -i venerdì sera -i sabato sera -le domeniche -i lunedì mattina
In casa mia ora gira questo felino grande quanto una mano, grigio come le nuvole prima di un acquazzone con gli occhi verdi come una foglia di lattuga: ha appena imparato a miagolare e a fare le fusa e che il suo vicino di casa è un grosso labrador che se la mangerebbe volentieri in un sol boccone.
Tra di noi c’è un feeling inspiegabile: ha già capito che quando ho le balle girate deve stare lontana, che quando dormo deve stare lontana, che quando mangio deve stare lontana, che quando leggo deve stare lontana.
Io invece ho capito che quando ha fame miagola, che quando ha paura miagola, che quando vuole le coccole miagola, che quando vuole essere lasciata in pace graffia. Lei mi graffia ed io le soffio sul naso, lo odia.
Ogni tanto ho dei semi-infarti a causa sua perchè mi fa gli agguati al buio, compare quando meno me lo aspetto, produce intenzionalmente versi strani profondamente inquietanti.
E’ donna e rompe il cazzo, in questo siamo piuttosto simili.
Il gatto precedente -scappato non si sa dove- in confronto era un gran signore, lei è una guerriera e sembra già piuttosto indipendente, chissà se una di queste mattine deciderà di far perdere ogni sua traccia.
Vi prego ragazzi, vi prego, vi prego, vi prego, non facciamo di tutta l'erba un fascio! Solo perché una persona frequenta il classico non vuol dire che si senta superiore rispetto a uno che come scuola ha scelto il linguistico, non se la deve tirare per forza, non sta li sempre a correggervi un congiuntivo o un pronome sbagliato per far la saputella. Frequentare il liceo classico non implica essere una sega in matematica o non poter frequentare una facoltà diversa da lettere in futuro, non saper fare altro se non recitare a memoria paradigmi. Non siate prevenuti. Le persone ignoranti ci sono al classico, al linguistico, allo scientifico così come persone intelligenti ed aperte. Fare il classico non significa necessariamente non avere una vita sociale così come frequentare l'alberghiero non implica non studiare un cazzo ed avere la media del 9. Ogni scuola ha qualcosa da dare, il livello di preparazione che offre dipende dai professori la maggior parte dei quali oggi potrebbero insegnare in uno scientifico, domani in un liceo delle scienze umane.
Indecisione.
In teoria dovrei leggere il “De rerum natura” di Lucrezio per scuola. In pratica sono indecisa se finire “Soffocare” di Palahniuk o cominciare “Nel segno della pecora” di Murakami, c'è poi “Il giardino dei ciliegi” di Cechov che incombe scalpitante e non dimentichiamoci di Tolstoj, di “Anna Karenina” che mi ritrovo ovunque e che ora é finalmente sul comodino. Che si fa?