In Volcano #1 - Movimento Continuo
Appunti #2
Identificazione del corpo fisico in relazione a ciò che sta intorno.

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In Volcano #1 - Movimento Continuo
Appunti #2
Identificazione del corpo fisico in relazione a ciò che sta intorno.
Waiting for #provaaperta
Appunti #4
Elementi messi in gioco per cercare la qualità sottile del movimento:
attenzione
respirazione
energia
E’ la respirazione che dà ritmo al movimento per rompere gli automatismi del corpo. La respirazione è come una carezza sul corpo, nel corpo.
Per alimentare la sensibilità fare precisa attenzione alla pelle del viso, ai pori.
Tempo vuoto \ Tempo dell’attesa
*In Volcano #1 - Movimento Continuo
In 'Corps 00:00' la relazione tra il movimento e il tempo è simile a quella che provoca in me la sensazione che non ci sia più tempo. È come se il tempo fosse sospeso. Invece nel momento coreografico in cui i movimenti sono eseguiti con velocità ascensionale, ho la sensazione di attraversare il tempo, ho l’impressione di poter essere io a controllarlo e farlo avanzare. 'Corps 00:00' è una pièce fuori tempo, non si fa altro che passare attraverso la linea del tempo.[...]
Enrico Pitozzi, Conversazione con Cindy Van Acker – Compagnie Greffe
*In Volcano #1 - Movimento Continuo
Waiting for #Dialoghi con la danza 1
Domenica 24 luglio, dopo la dimostrazione di lavoro di Cindy Van Acker e dei partecipanti a Volcano #1 – Movimento continuo (primo laboratorio del percorso Volcano – coreografia e complessità) ci sarà la presentazione del libro di Enrico Pitozzi, Magnetica. La composizione coreografica di Cindy Van Acker, Macerata, Quodlibet, 2015 con l’incontro a cura di Simona Bertozzi, Enrico Pitozzi, Stefano Tomassini
Comporre, per Cindy Van Acker, significa stabilire dei rapporti tra i corpi che abitano la scena – che siano essi anatomici, sonori o cromatici – dando loro una forma e una durata. Ogni relazione implica sempre una variazione di scala, un cambio di stato. Analizzandone gli aspetti compositivi e le implicazioni di ordine percettivo, il libro disegna la cornice estetica in cui s’inscrive l’opera della coreografa. Ciò che emerge è una concezione inedita del movimento: esso preesiste ai corpi e stabilisce con ognuno di questi una serie di concatenamenti in cui il gesto si prolunga nel suono e questo nella luce, senza soluzione di continuità. L’immagine definitiva è ciò che resta, indelebile, nel cervello dello spettatore.