Ma tu conoscerai del mio sorriso l'implorazione ferma nei millenni come una ferita, io del tuo l'alba a ogni alba. Germoglio lieve ti conoscerò: quanto aprirai, quanto ci appagherai di lievi avvenimenti. Droghe innocue, bufere di marzo; orti d'iridi e di cera, sinecure per menti e mani molli d'allergie; letture su pulviscoli d'estati, letture su piogge, tra spine infinite di piogge.
Andrea Zanzotto, Ecloga II, La vita silenziosa, in IX Ecloghe.














