“ [Lo zar] Pietro lanciò la Russia in una gara tecnologica con l’Occidente, gara che la Russia sta ancora sostenendo. La Russia non ha mai potuto concedersi un riposo perché l’Occidente ha avuto in continuità nuovi scatti. Per esempio, Pietro e i suoi successori del secolo diciottesimo portarono la Russia all’altezza del mondo occidentale di allora, tanto da mettere la Russia in grado di battere nel 1709 gli invasori svedesi e nel 1812 gli invasori francesi; ma nella rivoluzione industriale del diciannovesimo secolo, l’Occidente si lasciò indietro ancora una volta la Russia dimodoché nella prima guerra mondiale la Russia rimaneva sconfitta dagli invasori occidentali tedeschi come due secoli prima lo era stata dai polacchi e dagli svedesi. L’attuale governo autocratico comunista poté soppiantare lo zarismo in Russia in seguito alla sconfitta che la tecnologia industriale occidentale aveva inflitto alla Russia nel 1914-17; e allora il regime comunista si accinse a rifare per la Russia, dal 1928 al 1941, quello che Io zar Pietro aveva fatto circa 230 anni prima. Per la seconda volta nel capitolo moderno della sua storia la Russia fu costretta da un governatore autocratico a una marcia forzata per mettersi a pari di una tecnologia occidentale che ancora una volta aveva preceduto la sua; e il tirannico indirizzo di occidentalizzazione tecnologica seguito da Stalin finì per essere giustificato, come quello di Pietro, dalla prova del campo di battaglia. La rivoluzione tecnologica comunista in Russia sconfisse gli invasori tedeschi nella seconda guerra mondiale come la rivoluzione tecnologica di Pietro aveva sconfitto gli invasori svedesi nel 1709 e francesi nel 1812. E poi, pochi mesi dopo il completamento della liberazione russa dall’occupazione occidentale tedesca (1945), gli alleati occidentali americani della Russia sganciavano sul Giappone una bomba atomica che annunciava l’erompere di una terza rivoluzione tecnologica occidentale. Così oggi per la terza volta la Russia si trova a dover fare una marcia forzata per portarsi alla pari di una tecnologia occidentale che per la terza volta l’ha fulmineamente distanziata. Il risultato di questo terzo evento della perpetua competizione fra Russia e Occidente è ancora nascosto nel futuro; ma è già chiaro che questo rinnovarsi della gara tecnologica è un’altra delle serissime difficoltà che intralciano i rapporti fra queste due società ex-cristiane. “
Arnold J. Toynbee, Il mondo e l'occidente, con una nota di Luciano Canfora, traduzione di Glauco Cambon, Sellerio (collana La memoria n° 268), 1993²; pp. 18-20.
[1ª Edizione originale: The World and the West, (Oxford University Press, 1953) edizione della Reith Lecture (programma culturale annuale della BBC radio) tenuta da Toynbee nel 1952]









