Diario minimo de "La villeggiatura" (del/con il Babbo)
Quest’anno ho trascorso due settimane di vacanza con il mio Babbo di 99 anni.
Questo è il diario che ho tenuto attraverso post giornalieri su Facebook.
Premessa.
Oggi porterò il Babbo nella sua residenza estiva (siamo in grave ritardo rispetto agli anni scorsi ma così va quest’anno). Formazione prevista: il Babbo, il signor Manuel (che lo accudisce con cura e attenzione rari) e io. In loco ci attende la mia augusta sorella maggiore (che però non vuole apparire su fb, quindi fate finta che non abbia scritto nulla di lei). Ci raggiungeranno poi marito (mio) e i figli che andranno e verranno, come si addice ai giovani.
Il bagaglio comprende oltre ai vestiti ecc… L’apposita borsa riservata ai libri, rigorosamente di carta, così si crea l’occasione di staccare per un po’ da queste diavolerie moderne dei tablet, smartphone e via discorrendo.
Non so se riesco a classificare questo periodo che mi attende come “vera” vacanza. Ma tant’è, così è la vita. Poi magari ci scappa qualcos’altro, chissà.
Primo giorno.
Il trasferimento del Babbo nella residenza estiva è andato via liscio. Lungo tutto il viaggio in autostrada, il Babbo ha allietato il signor Manuel e me commentando il percorso che conosce a mena dito, numero, nome e dislocazione delle gallerie compresi. Ha anche citato episodi storici legati ad alcune località che abbiamo incontrato lungo la strada.
E ora, che la villeggiatura cominci.
Secondo giorno.
Prima notazione. Il PD - meglio, quelli del PD - non ti lasciano mai sola, sono ovunque. Molto bene.
Seconda notazione. Il Babbo si sta ri-ambientando nella sua residenza estiva - la casa che ha voluto e curato amorevolmente per anni - quest’anno sensibilmente rinnovata dalle sue figlie. Alla fine sembra abbia approvato (“e ci mancherebbe” ha sentenziato la figlia minore, io).
Terza notazione. In questo posto io ci vengo, con continuità diverse, da quando avevo 6 (sei) mesi. Ci sono legata a filo doppio, ovvio. Però, da quando non c’è più la Mamma, qualcosa si è rotto. Come se fosse finita un’epoca. Come se questo luogo non fosse più lo stesso e avesse perso larga parte del suo senso e del suo valore. Tant’è. Siamo qui e qui si sta. Si villeggia.
Terzo giorno.
Prima notazione. Stamane, dopo una rapida rassegna stampa fatta al Babbo, ho provato a spiegargli, a modo mio, il senso degli strumenti digitali (cosa già fatta svariate volte). Credo avrebbe bisogno di una lezione privata di uno bravo vero. Andrea Boscaro, saresti disponibile?
Seconda notazione. Non sottovalutare il fatto che, comunque, per quanto sia in super forma, il Babbo è entrato nel suo 100esimo (centesimo) anno di vita. Non è concesso trascurare alcun dettaglio. Dopo stasera, lezione imparata.
Terza notazione (in memoria di Massimo Catalano, indimenticabile): è meglio incontrare persone gentili e disponibili che persone scortesi e poco collaborative.
Quarta (e ultima) notazione. Dopo stasera rifletterò ulteriormente sul sistema di assistenza sanitaria e sui suoi costi. Il tema dell’invecchiamento progressivo della popolazione e di quello che comporta (ma soprattutto comporterà) non si può ignorare.
Per chiudere. È la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, dei desideri che si esprimono. Che meraviglia.
Quarto giorno.
Prima notazione. Il Babbo alterna momenti di “nobile noia”, come direbbe lui, a chiacchiere piacevoli con la parte della famiglia presente. Primi timidi tentativi di registrare qualcosa che assomigli, seppur vagamente, alle “memorie del Babbo”. Vediamo se ci si riesce.
Seconda notazione. Prima di venire a conoscenza della scellerata dichiarazione del Ministro Alfano sui “vu cumprà” (dimostrazione plastica di come l’uso delle parole non possa essere lasciato mai al caso, soprattutto se si ricopre un incarico apicale nel Governo), con mia sorella notavamo un aumento esponenziale, rispetto all’anno scorso, dei venditori ambulanti sulla spiaggia.
Non mi è chiaro quale sia la strategia del Ministro per garantire la “tutela dei marchi italiani” dalla contraffazione. Mi verrebbe da suggerire di andare alla fonte, piuttosto che prendersela con chi cerca di sbarcare il lunario percorrendo sotto il sole le spiagge italiane.
Buona serata a tutti.
Quinto giorno.
Prima notazione. Il Babbo sta bene. Sembra niente e invece è un bel po’.
Seconda notazione. Oggi, su suggerimento della farmacista del luogo, abbiamo preso contatto con un medico in zona. In effetti, avendo con noi un signore di 99 (novantanove) anni, ci sta. È arrivato un dottore abbastanza burbero di primo acchito che, dopo mezz’ora di visita e chiacchiere, era già un po’ nostro migliore amico. Il dottore era abbastanza scettico e disilluso sulle nuove generazioni (“non hanno valori, non credono a niente”). Accompagnandolo all’uscita, mi sono permessa di contestare la sua visione. “E dove li vede questi giovani positivi, signora?” Io: “bè, vede io sono del Partito Democratico e lì ci sono un sacco di ragazzi pieni di entusiasmo, idee e voglia di cambiamento (pensando in particolare agli amici di FutureDem)”. Il dottore mi dice che per quanto ne sa lui ci sono un sacco di persone che sono passate da un apparato all’altro (vero), che ora sono saltati sul carro di Renzi senza crederci davvero (vero anche questo). Ma alla fine se ne va un pochino (poco poco, eh) più convinto che i giovani d’oggi non sono proprio da buttare. (La mia famiglia: “Tere ma tu riesci sempre a parlare del PD!” Vero, è più forte di me).
Sesto giorno.
Oggi, sulla località della villeggiatura, ha imperversato il maltempo. Ci siamo comunque organizzati e il Babbo, desideroso di muoversi (con il suo passo e i suoi tempi) si è mosso. Veniamo in questo posto da quando io ho sei mesi (quindi dal giurassico, come direbbe mia figlia). Da allora, siamo sempre andati allo stesso stabilimento balneare. Nel corso degli anni, abbiamo lentamente scalato la classifica della posizione dell’ombrellone (più vicino al mare e meglio è), fino ad arrivare, qualche anno fa, a conquistare la posizione agognata da tutti i villeggianti, la prima tenda, quella più vicino al mare (la posizione si conquista, ahimè, perché altri defungono o comunque spariscono). Abbiamo goduto del privilegio di questa mitica “prima tenda” per alcuni anni. Il privilegio è riservato a chi, come ha fatto il Babbo per anni, prenota (e paga) la tenda per tutta la stagione. Da quando la Mamma è mancata, nessuno è più venuto qui per tutta la stagione. Per un paio d’anni la mitica tenda ci è stata “concessa” (con qualche ruvidezza e un po’ di inutile maleducazione nei confronti del Babbo, cliente storico e quasi centenario che un minimo di buon senso avrebbe suggerito di tenere da conto) comunque per il solo mese di agosto. Da quest’anno, i padroni dello stabilimento balneare hanno detto chiaramente a mia sorella e a me che non erano più disponibili a concederci questo speciale privilegio.
In perfetta armonia, mia sorella e io, abbiamo dunque deciso di dare un secco taglio al passato e cambiare stabilimento. Dopo una rapida indagine, abbiamo individuato un nuovo stabilimento, un po’ fané e fuori dal tempo ma proprio per questo per noi alquanto suggestivo. Molto più spazioso e tranquillo. Senza legami inutili con il passato. Carino. E fa per noi.
Oggi ho portato, con un pizzico di timore, il Babbo a farne la conoscenza. Ci siamo seduti su una panchina e gli ho chiesto: “Allora, cosa ne pensi?”. Il Babbo: “Mi si è aperto un mondo, è molto bello”.
Insomma, anche il Babbo, alla sua veneranda età, accetta e apprezza il cambiamento. Non è poco. Anzi. È così che dovrebbe andare, alla fine.
Settimo giorno.
Forte vento, spiaggia quasi inagibile. Tant’è, l’estate quest’anno va così. Va bene lo stesso.
Oggi è arrivato il Nipote numero 1 (il più grande), accompagnato dalla fidanzata anglo-americana. Il Babbo è stato - ed è tuttora - un Nonno speciale, dunque tutti e tre i nipoti gli sono molto legati.
Il Babbo è felice di avere Nipote 1 con lui e attende con ansia l’arrivo degli altri due.
La mia famiglia ha un forte legame con gli inglesi e con l’inglese, intesa come la lingua. Mia Nonna, la Mamma della Mamma, era inglese. Una cosa un po’ stravagante all’epoca in cui ero bambina, primi anni ‘60, soprattutto a Genova, ambiente molto convenzionale (a me comunque piaceva essere un “po’ inglese”, mi è sempre sembrato un segno distintivo piacevole). I miei nipoti sono nati, cresciuti e vissuti sempre a Londra e, per varie circostanze della vita, tutta la mia famiglia, compresi i suoceri e cognati, parlano (o parlavano) tutti bene (o molto bene) l’inglese (la Mamma era addirittura perfettamente bilingue).
Tutti tranne il Babbo e me.
Il Babbo parla il francese, conosce suo malgrado il tedesco e cita a memoria latino e greco come se nulla fosse. Ma con l’inglese è come se avesse una sorta di barriera invisibile. Niente da fare. Corsi su corsi, numerosissime visite a Londra che conosce a menadito ma l’inglese non gli è mai entrato in testa (neanche a me a essere sincera, come se fosse una musica di sottofondo che ho sempre sentito ma che faccio fatica a comprendere. Quando lo parlo esibisco un buon accento ma faccio fatica, non ce n’è).
Dunque tutte le conversazioni tra il Babbo e gli inglesi necessitano di un interprete. Gli altri membri della famiglia si prestano volenterosi (Io chiacchiero in un mio personale grammelot, abbastanza comprensibile alla fine).
Stasera, nella conversazione con la fidanzata anglo-americana di Nipote 1 (ragazza deliziosa che sta facendo una brillante carriera come esperta finanziaria di una grande azienda internazionale) siamo finiti a parlare della Ministra ME Boschi… Le spiegavo, nel mio grammelot, che in Italia, una ragazza carina deve faticare parecchio per farsi accettare come persona competente e capace.
Bene. Lei sa poco della politica italiana. Però mi ha chiesto: “ma quella che è stata fotografata con il tanga fuori dai pantaloni?”. Io: “Ma no, quella era una foto manipolata con il Photoshop”. Lei era senza parole, mi ha chiesto come mai la Ministra non aveva intentato una causa legale contro chi aveva fatto una cosa simile.
Non ho saputo darle una risposta sensata.
Buona serata dall’Italia.
Ottavo giorno.
Anche oggi tempo tormentato qui nella località della villeggiatura. Ciò nonostante il Babbo ha macinato metri camminando. Ogni suo passo corrisponde a cinque o sei dei nostri. Va bene così. Lo si accompagna volentieri.
Oggi, mia sorella e io, abbiamo deciso di ridare vita alla bicicletta della Mamma. Negli scorsi mesi invernali qui, nella località della villeggiatura, c’è stata un’alluvione con conseguenti danni alla nostra abitazione (da qui la decisione, parecchio sofferta, perché impegnativa, di ridare vita alla casa del Babbo e nostra). Tra i tanti danni subiti, anche il deperimento delle nostre biciclette, tra cui quella che era della Mamma. Una bicicletta storica. La Mamma la usava dal 1938 (millenovecentotrentotto). Ci era affezionatissima. Ha scritto anche un racconto sulla sua bicicletta, di cui conserviamo amorevolmente copia. Bene, oggi abbiamo deciso che anziché buttarla (come forse il buonsenso avrebbe suggerito), valeva la pena investirci un po’ di euri (non troppi per fortuna) e rimetterla in pista. Suppongo che da lassù la Mamma ne sarà felice. E noi con lei.
Buona serata e buon ferragosto da qui, dalla “famiglia”.
Nono giorno.
Stasera è tardi e va così. Mi perdonerete se il racconto è solo un’immagine (ndr. L’immagine ritrae la scrivente - sorridente - davanti alla targa della sede del PD di Pietrasanta).
Grazie all’amico di sempre Francesco Allegri che l’ha fatta.
Serena notte a tutti.
Decimo giorno.
Avete presente il film “Quasi amici”? Quello in cui si crea una relazione speciale tra il ricco signore costretto in sedia a rotelle e il suo assistente/badante?
Bene. Ieri pomeriggio il Babbo, accompagnato dal fido signor Manuel, è sparito per un paio d’ore. Di solito escono insieme per fare due passi, al massimo intorno alla casa, date le ridotte capacità motorie del Babbo. Non ci siamo preoccupati ma ci siamo chiesti dove fossero finiti. A un certo punto li vediamo spuntare dal fondo della via, il Babbo seduto sulla sua sedia a rotelle (a cui si è “arreso” da poco), spinto dal signor Manuel. Avevano entrambi un’aria felice, un po’ complice (della serie “ve l’abbiamo fatta, signorine”). Il Babbo ci ha raccontato tutto orgoglioso di essere andato in paese, di aver raggiunto il pontile e di averlo percorso fino in fondo, a bordo del suo mezzo di trasporto. C’è un bel rapporto tra il Babbo e il signor Manuel, fortunatamente. Entrambi sono stati capaci di fare della loro personale “sfortuna” (il Babbo di essere costretto ad avere una persona che si prende cura di lui, il signor Manuel di trovarsi a fare questo mestiere avendo avuto ben altre aspettative per la sua vita) una piccola ricchezza. In questo anno e mezzo di convivenza hanno costruito un loro modo di stare insieme praticamente quasi sempre, che sembra abbastanza piacevole. Non è poco.
Buon tramonto, il cielo oggi è azzurro e luminoso qui nella località della villeggiatura.
Undicesimo giorno.
Dopo Nipote 1 (la numerazione corrisponde all’ordine di arrivo, non è una classifica) anche Nipote 2 e Nipote 3 hanno raggiunto la località della villeggiatura. La famiglia del Babbo è così al completo. E’ la 100esima (centesima) estate del Babbo. Che impressione.
Dodicesimo giorno.
Cielo complicato oggi nella località della villeggiatura. Nuvoloni, cielo a pecorelle, grigi e azzurri. Tutti mischiati. Alla fine anche il sole. Non male.
Il Babbo è di nuovo “scappato” in compagnia del signor Manuel, sono andati a farsi i loro giri. Tornano sempre felici. Nipote 1, 2 e 3 intrattengono ciascuno a proprio modo il Nonno (ovvero il Babbo). Noi, quelli che stanno in mezzo alle due generazioni, ci ricaviamo spazi di piccola autonomia. Io qui ho la fortuna di avere gli amici di una vita, incontrati quando avevo circa 11 (undici) anni. Siamo cresciuti, cambiati, ci siamo persi di vista per un po’ e poi ritrovati. Ancora adesso ci frequentiamo con grande piacere e un affetto profondissimo. Una fortuna speciale.
(La bicicletta della Mamma parzialmente risanata - quella del 1938 (millenovecentotrentotto) - è stata presa in uso da Nipote 3. Immagino che la Mamma da lassù ne sarà felice). Stasera il vento muove piacevolmente le foglie intorno alla casa nella località della villeggiatura. Serena notte.
Tredicesimo giorno.
Oggi, la “sacra famiglia riunita” ha portato il Babbo a bere un aperitivo nella piazza (bellissima) della località “madre” della località della villeggiatura. Allegria e buonumore. Nipote 1 e 2, poi pure noi sorelle, abbiamo spinto il Babbo sulla sua “carrozza” nella via principale della località madre. Il Babbo era contento. Ho acquistato al volo un po’ di “Cecina”, appena sfornata. Il Babbo giorni fa aveva espresso il desiderio di mangiarla. Squisita. Il Babbo ha apprezzato e gustato con piacere.
Abbiamo scoperto che, quando il Babbo era adolescente (parliamo degli anni ‘30), l’omosessualità era definita “il male inglese”. A voi le interpretazioni.
Infine, davanti a un fritto misto take away niente male, abbiamo chiacchierato della teoria dei 6 (sei) gradi di separazione (ho un po’ una fissa io, lo ammetto, troppo bella). Ciascuno di noi della generazione di mezzo (mia sorella, mio marito e io) abbiamo “esibito” i propri contatti più prestigiosi. Il mio marito è stato presentato a Bill Clinton, mia sorella (che vive a Londra) alla moglie di David Cameron e a Prince Charles. Io conosco personalmente Il Presidente del Consiglio italiano.
Viva l’Italia. Serena notte a tutti.
Quattordicesimo giorno.
Giornata tranquilla oggi nella località della villeggiatura. Ieri ho chiacchierato a proposito della teoria dei 6 (sei) gradi di separazione e dei contatti che la generazione di mezzo qui presente (ad esempio io) ha avuto e ha con “i famosi” (io rivendico con orgoglio la mia conoscenza personale con il PdC).
Ovviamente, il Babbo batte tutti.
Nel 1938 (millenovecentotrentotto) il Babbo era a Lucca a fare la scuola ufficiali. Improvvisamente vengono chiamati a fare il servizio d’ordine per la visita di Hitler e Mussolini a Firenze. Il Babbo racconta molto bene questo episodio (vale la pena ascoltarlo), lui schierato che si vede passare davanti i due e pensa in una frazione di secondo “adesso gli sparo”. La mia amica Laura, professoressa di qualità a Pistoia, l’altro giorno quando ha incontrato il Babbo, ci ha tenuto a dirgli che lei racconta ai suoi studenti: “sapete che io conosco un signore (il Babbo) che ha guardato negli occhi Hitler?”. Dice che gli studenti rimangono molto colpiti e ascoltano con grande attenzione.
Il Babbo è letteralmente un testimone della storia.
(Intanto, Nipote 1, 2 e 3 fanno video a modo loro. Io mi sono inserita e mi hanno fatto saltare. Bello )
Quindicesimo (e ultimo) giorno.
Stasera abbiamo accompagnato Nipote 1 all’aeroporto. Domattina presto accompagnerò Nipote 2 alla stazione. E domani ce ne andremo anche noi (marito, figlia - anche detta Nipote 3 - e io).
Abbiamo dedicato larga parte delle nostre vacanze al Babbo/Nonno/Suocero. Un motivo ci sarà. L’amore innanzitutto. Che ci porta a fare, ognuno per i propri legami e percorsi, certe scelte anziché altre. Così funziona, almeno qui da queste parti. Poi, com’è giusto che sia, ciascuno ha la sua vita, le sue preoccupazioni, gioie, aspirazioni, desideri, doveri. Va bene così. Personalmente ho la soddisfazione di aver contribuito a regalare al mio Babbo serenità e magari un po’ di felicità alla sua 100esima (centesima) estate. Non è poco. Alla fine, forse, le cose che potrei ricordarmi, casomai i geni del Babbo fossero anche i miei, sono anche queste.