“Il cuore me lo ha spezzato un diavolo dagli occhi blu vestito da principe azzurro.”
— Lucrezia Beha

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“Il cuore me lo ha spezzato un diavolo dagli occhi blu vestito da principe azzurro.”
— Lucrezia Beha
Ti auguro un natale di merda. Ti auguro di sentire la mia mancanza fin dentro le ossa e avere la paura di cercarmi. Ti auguro di camminare per il centro di Milano e sperare di incontrarmi. Ti auguro di sognarmi la notte, svegliarti e renderti conto che era solo un sogno. Ti auguro di aspettare un mio messaggio tutta la notte e di restare sveglio. Ti auguro di addormentarti piangendo e svegliarti con le lacrime secche sul viso o con gli occhi gonfi e fingendo dirai a tua madre che stai così perché non sei riuscito a dormire. Ti auguro tutto il male che mi hai fatto e ti auguro di non essere capace di reagire, a differenza mia. Ti auguro di essere a casa da solo, di ascoltare la musica e piangere tutto il pomeriggio. Ti auguro di non essere in grado di alzarti la mattina perché senza me non sai andare avanti. Ti auguro di dover fingere di star bene ogni singola mattina e ti auguro di ridere come un demente ad ogni singola battuta perché altrimenti piangeresti. Ti auguro di uscire con degli amici, bere fino a star male, divertirti, tornare a casa e saperti una merda. Ti auguro di sentire il vuoto dentro te stesso, ti auguro di vivere nell'ansia, nell'inquietudine e nella paura. Ti auguro di iniziare ad essere ossessivo e pessimista per ogni singola cazzata. Ti auguro di rimanere in bilico, sospeso per settimane chiedendoti se avresti potuto fare qualcosa in più. Ti auguro di pensarmi tutti i giorni e di essere sul punto di scoppiare, ti auguro di arrivare al limite. Ti auguro di restare solo e pensare che dopo tutto è giusto così. Ti auguro la distruzione e la morte interiore. Ti auguro che ti venga il rimorso di non avermi vista l'ultima volta e che io ti risponda di sparire dalla mia vita. Ti auguro di lottare contro te stesso per essere felice. Ti auguro di trovare la felicità e poi perderla, proprio come è successo a me. Ti auguro questo. Mi auguro questo.
~ Me
“Lo schifo che provo nei tuoi confronti è diverso da quello che riservo a tutti gli altri esseri umani: è un sentimento che nasce per una persona a cui ho tenuto tanto, forse anche troppo; quindi fidati se ti dico che odiare te fa così male a me, soprattutto a me. Mentre a te, forse, è una cosa che fa solo il solletico, a me squarcia l'anima, credimi.”
— Zoe.
“Ma tu la senti la mancanza?“ “Devo essere sincera? Sì. La mancanza la sento e penso che la sentirò per sempre. Anche quando sarò vecchia, resterà tra i miei rimpianti. Anche ora che ti parlo, lo sento quel buco che fa passare l'aria nel petto e mi rende freddo il cuore. Ma sai cosa non sento più? La necessità. Ecco, capisci? Questo determina la fine di un legame. Lasci che le cose vadano come devono, non ti sbatti più. Vuoi restare? Resti. Vai via? Non ti aspettare che ti corra dietro. Ti comporti come uno specchio: restituisci quello che ti viene dato. La mancanza, caro mio, quella me la porterò dentro a vita. La necessità, è quella che non provo più. E sai quando accade? Quando inizi a vivere per te stesso e con te stesso, senza dipendere da nessuna presenza, nessun profumo, nessuna voce, nessun messaggio. Quando capisci che la tua vita è TUA e che non appartiene a nessun'altro se non a te e quindi, capiscimi, non ha senso metterla nelle mani di qualcuno che non saprà che farsene e la getterà per terra quando tutto sarà finito, senza preoccuparsi di rimetterla cautamente nelle tue mani prima di andare, come ultimo gesto d'amore. Molti lo scambieranno per egoismo, io lo chiamo “amor proprio” e tra le due cose c'è un abisso. Mi manca, sì. La sera piango ancora quando sono sola nel mio letto ma, ad un certo punto, non si è più disposti ad essere calpestati da chi dice di amarci allora, a quel punto, spiegami che senso ha continuare a lottare.”
— Zoe.
“Esiste una parola gallese, si chiama “Cwtch” ed è intraducibile in altre lingue. Significa l'abbraccio in cui ci sentiamo protetti, il posto sicuro che ci dà la persona che ci ama. E’ un posto in cui niente ti turba, niente ti ferisce, niente può colpirti. E’ un posto speciale, un posto unico che puoi trovare solo tra quelle braccia. Si chiama Cwtch.”
— bittersweetsadnessblog
“Qualcosa dentro di me
si è rotto per sempre
ed ha fatto un frastuono
che ho sentito solo io.”
— Movimento per l'emancipazione della poesia
Datti tregua
E lasciati andare
Al bagliore
Di una luna sciagurata
Che spia
Le vite miserabili
Di chi vorrebbe toccarla
Ma non arriva nemmeno alle stelle.
(- @leparolechenonhodetto )
Mi hanno chiesto cosa abbia, esattamente, subito in passato da rendermi così. Cosa io abbia dovuto affrontare, sopportare. Chi mi abbia fatto così male da trasformarmi in una fredda e cinica ragazza.
Li ho fatti tutti accomodare ed ho preso a raccontare.
Ho raccontato di come ero sola a quei tempi. Quando ero ostinata nel temermi chiusa nel mio guscio, con l’unico scopo di proteggermi da tutto e tutti. Quando ostentavo indifferenza, perfino a me stessa. Quando la parola fiducia era un qualcosa di sconosciuto per essere digerito. Ho raccontato di come, nonostante tutto, sognavo amori platonici, quelli delle fiabe da bambini e dei film romantici tratti dai migliori classici inglesi. Quando, però, non riuscivo ad aprirmi più a nessuno. Quando mostrare l’interno del mio guscio era un passo troppo arduo da compiere, un gesto troppo grande da realizzare. Temevo le ferite, temevo le bugie. Poi, ho raccontato del tuo arrivo. Del modo in cui sei entrato nella mia vita, in punta di piedi, senza mai stravolgerla, senza mai provare a cambiarla. Di come, con pazienza, tu hai sgretolato il mio guscio. Giorno dopo giorno. Ora dopo ora. Mi hai scoperta e mi hai porto la mano, invitandomi ad uscire fuori. A conoscere il mondo, a conoscere te. Ed io, scettica come al solito, ho esitato ad afferrarla. Ho raccontato del momento in cui ho acquisito in te una strana fiducia, quella sconosciuta. Come se fosse dovuta solo e solamente a te. Da sempre. Come se non fosse esistito mai nessun altro che avrebbe potuto averla. Quando mi hai insegnato ad apprezzare anche i gesti più insignificanti, le parole più banali, gli amori più piccoli. Quando, con estrema calma, ma la tristezza nel cuore, mi hai detto “attenderò il giorno in cui fiorirai”, scritto tra le parole di una lettera. Perché tu, avevi promesso di prenderti cura di me. Hai annaffiato quel fragile fiorellino giorno dopo giorno, in attesa che potesse diventare raggiante. Ho raccontato delle nostre scoperte, le nostre passeggiate in riva al mare e si, di quella piccola spiaggia su cui di notte ci siamo rifugiati. Mi sembrava ancora di sentire l’odore del mare ed il suono delle piccole onde che si agitavano contro lo scoglio su cui eravamo seduti, per poi schizzare sulla pelle. Del tuo accompagnarmi ad ammirare paesaggi, perché sapevi quanto mi piacessero le luci di notte. E, con quattro occhi sono ancora più belle, per questo non lo faccio più. Ho raccontato di noi. Delle parole, delle promesse, degli sguardi. Dei ricordi. Ho raccontato di quanto sia difficile mantenere una promessa. Di come tu non abbia mai mantenuto la tua. Ho raccontato di come sei andato via. Di come, con la stessa abilità con cui sei entrato, sei uscito dalla mia vita. Solo che, questa volta, sei stato bravo a stravolgerla del tutto. E’ servito un attimo a distruggerla. Un solo attimo e tutto è crollato. Ho raccontato, tra le lacrime, le emozioni che mi tengono legata a te; i brividi sulla pelle che mi provoca il tuo nome; il battito del cuore che pare bloccarsi al tuo pensiero. Ed è raccontando che hanno capito. Hanno capito che, per me, non ci sarà nessun altro che avrà i tuoi occhi, il tuo sorriso, il tuo inimitabile modo di farmi star bene. Hanno capito che chiunque verrà non sarà mai capace di prendere il tuo posto, perché sarà sempre riservato a te. Nonostante tu non ci sia. Nonostante tu sia andato via. Nonostante tu non tornerai. Hanno capito che mai troverò qualcuno all’altezza delle tue attenzioni, al passo con le tue parole. E’ raccontando che hanno capito. Hanno capito perché i miei occhi hanno perso la loro luminosità, perché il mio sguardo abbia raggiunto quella durezza tipica di una ragazza delusa. Hanno capito perché io non ho più voglia di credere all’amore. Hanno capito perché sono diventata così.
Forse dovrei essere un po’ meno gentile e un po’ più stronza con le persone, tanto, a loro, non frega un cazzo se ci rimango male.
Non lasciate mai che qualcuno diventi il motivo per cui vi svegliate al mattino, quello per cui mangiate, quello per cui sorridete. Non lasciate diventare qualcuno il centro del vostro mondo, non mettete da parte nulla per nessuno, non lasciate che vi manchi dopo cinque minuti che è andato via. Non lasciate mai che qualcuno sia in grado di influenzare il vostro umore, non lasciate mai vedere la vostra fragilità a nessuno, non aggrappatevi a nessuno. Se ne andrà, e no. Non tornerà a salvarvi un attimo prima della caduta. Vi farà schiantare a terra, lascerà che vi si rompano tutte le ossa e non se ne fregherà se una costola vi perforerà un polmone. Non correrà da voi quando vi vedrà morire. Non vi salverà. Nessuno è la salvezza di un altro.
“Tu che indietreggi se io avanzo e poi ritorni quando scappo, siamo parole dette a caso da un pazzo che non gli da peso.”
— Ultimo
Ci avete mai pensato al fatto che siamo circondati da “sempre” differenti? C’è chi li intende come settimane, chi come mesi, chi come anni, purtroppo chi come pochi giorni, amicizie spettacolari e spesso melense, che finiscono al primo litigio, amori sconfinati e “Ti amo” detti per caso, baci sprecati e bugie di chi della parola “sempre” non comprende nemmeno il significato anche se provasse a leggere dal dizionario ..
Solo alcuni “sempre” rimarranno per tutta la vita. Sono quelli di chi non ce lo ha mai promesso.
My version of Emma ❤ #emmacarstairs #shadowhunters #tda
I saw this one got shared around twitter so I wanted to make sure it was shared with tumblr as well!!! Diana and Gwyn as Beauty and the Beast.
Another one in the Fairy Tales project @cassandraclare and I are working on!!!
>Little Red Riding Hood
Diana, Beauty.
Gwyn, the Beast.
queen of air and darkness snippet
Isabelle shook her head, then bent down and unclipped a chain from one slender ankle. She held it out to Emma. “This is blessed iron. Poisonous to faeries. Wear it and you can pack a hell of a kick.”
“Thanks.” Emma took the chain and wrapped it twice around her wrist, fastening it tightly.
“Do I have anything iron? Simon looked around wildly, then reached into his pocket and pulled out a small metal figure of an archer. “This is my D&D character, Lord Montgomery —”
“Oh my God,” said Isabelle.
Mark, Kieran, and Cristina (Line art practice 2)
I love this trio! I really hope there’s more coming for their connection:)
(EDIT: this is a re-upload, I had initially had this pic with cristina’s name spelled ‘christina’ oops:P)