LA DISCREZIONE, IL RISPETTO, L’AMORE. CHE GRANDE ESEMPIO GIORGIO ARMANI.
«È inutile essere innamorato e dare poco spazio al tuo amore, perché lo spazio non ce l’ho. Salvo l’affetto profondo per Leo Dell’Orco, che vive da anni insieme a me, e rappresenta la persona a me più vicina».
Giorgio Armani e Leo Dell’Orco sono legati da una relazione che dura da oltre quarant’anni. Dell’Orco non è solo il collaboratore più fidato dello stilista, ma anche la persona su cui Armani sa di poter contare in ogni momento. Da tempo condividono la quotidianità, e lo stilista non ha mai nascosto quanto questa presenza sia fondamentale per il suo equilibrio. Nonostante ciò, Armani ha sempre chiarito che la sua vita, assorbita dal lavoro, non gli permette di vivere l’amore come potrebbe desiderare.
Dell’Orco è sempre rimasto nell’ombra, preferendo la discrezione ai riflettori, ma nel giugno 2021 Armani lo ha voluto accanto a sé in passerella, un gesto che molti hanno letto come un segno pubblico della loro vicinanza e della stima professionale che li lega. Insieme a Silvana Armani, nipote di Giorgio, Dell’Orco è considerato uno dei pilastri del futuro dell’azienda.
Armani, che si è sempre definito bisessuale, non ha mai avuto figli, ma non nasconde il suo affetto per la figlia di un suo dipendente: «Un mio dipendente, Michele, ha una bambina di cinque anni che adoro, la considero quasi come mia, e questo mi ha fatto capire che sarei stato un ottimo papà. Si chiama Bianca».
Un capitolo importante della vita di Armani è stato l’amore per Sergio Galeotti, scomparso prematuramente nel 1985. Galeotti non era solo il suo compagno, ma anche colui che lo ha spronato a credere nelle proprie capacità e a portare il suo talento nel mondo della moda. Armani ricorda ancora il giorno in cui si sono conosciuti in Versilia, attratto subito dal suo sorriso. Il loro rapporto ha rappresentato una svolta sia personale che professionale per lo stilista, che riconosce quanto la perdita di Sergio abbia segnato un prima e un dopo nella sua vita.
«Quando morì Sergio, morì una parte di me. Devo dire che mi complimento un po’ con me stesso, perché ho retto a un dolore fortissimo. Un anno tra un ospedale e l’altro, io per non ferirlo ho continuato a lavorare, gli portavo le foto delle sfilate, negli ultimi tempi vedevo le lacrime ai suoi occhi. Fu un momento estremamente difficile, che ho dovuto superare anche contro l’opinione pubblica. Sentivo dire: Armani non è più lui, sarà sopraffatto dal dolore, non ce la farà da solo… Anche per questo, a chi mi chiedeva una partecipazione nella Giorgio Armani, rispondevo: no, grazie, ce la faccio da solo».
La perdita di Galeotti arrivò proprio nel momento in cui la loro carriera stava decollando, lasciando ad Armani il compito di proseguire da solo. Quell’assenza lo accompagna ancora oggi, ma lui stesso ammette di aver trovato la forza di andare avanti e di continuare a costruire senza fermarsi, portando avanti il progetto che avevano iniziato insieme.