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Ciao, Ale.
Vorrei averti disegnato un altro fumetto, giusto per mostrarti cosa io stia facendo in questi giorni in cui tu non ci sei. Pondero le parole, come non ho quasi mai fatto prima, così che non ci siano fraintendimenti. So che sei arrabbiato con me. Non vuoi vedermi, nè parlarmi, busso alla tua porta che rimane chiusa, serrata, e silenziosa, e io sto qui alla scrivania, a disegnare fiori, zucche di halloween (sì siamo in tema, ormai!), e ghirigori vari. Sai, Vane, mi manca tutto di te. Il profumo della tua pelle, le tue ciglia nere, la tua faccia belvica, la tua sagoma sulla sedia quando sei al computer nella tua cameretta. Mi manca perfino il tuo mal di gola che non ti lascia mai in pace. Quindi, figurati un po’. E poi, mi manchi sempre. Non c’è ora in cui io non ti pensi. Quando si fanno le 11 meno un quarto all'incirca aspetto sempre che il telefono squilli, e di sentire la tua voce. Poi, si fanno le 19, le 23, le 24, e niente. Nemmeno un messaggio. Però ti apprezzo. E a dirti tutta la verità, permettimelo, ce l’ho un po’ con te. So che lo hai fatto per farmi rendere conto dove sbagliassi, e so che lo hai fatto per farmi crescere. Ma crescere a volte vuol dire anche soffrire, e tu mi stai facendo soffrire. Ancora una volta. Te ne sei andato, come anni fa, quando ancora non stavamo insieme, lasciando in me un silenzio e un vuoto ENORMI, e un’insicurezza notevole. Però questo silenzio mi è stato d’aiuto, e dopo ne avrai la dimostrazione. I primi giorni pensavo di non farcela. Non ho mangiato quasi nulla, se non una banana al giorno, e avrò bevuto pochissimo. E non lo facevo manco apposta, semplicemente non riuscivo a fare null'altro che pensare, e ripensare, e piangere e disperarmi. Ma sei stato bravo, perché adesso ho capito in cosa effettivamente mancavo, e ho messo in pratica il mio cambiamento. Mi sono messa alla prova: è venuto Ciro, mio cugino, a casa. E tu sai benissimo come si sarebbe comportata la Francesca di prima con lui. E invece ti stupirò, anche se a te, che purtroppo non leggi questa lettera, non arriverà questa dimostrazione. Ebbene, ieri, io e Ciro abbiamo parlato moltissimo, ed è stata una serata piacevolissima. Spesso sono stata in silenzio, ho ascoltato e ho pensato 2 VOLTE PRIMA DI DIRE LE COSE. E il risultato è stato molto positivo, e ne sono felice. Mi rendo conto, che questo te lo devo, perché è una cosa che mi hai insegnato tu. Sono stata più dolce anche con mamma e papà. L’altro ieri, per farmi contenta (e farmi mangiare), mamma mi aveva preparato pasta e zucca. Non mi piaceva tanto, era più una pasta in brodo con la zucca, eppure, l’ho ringraziata, e le ho detto che era buonissima. D'altronde lei è stata poco bene, e si vedeva che aveva preparato da mangiare nonostante la stanchezza e la effettiva poca voglia. Quindi le ho sorriso, ed ero grata per avere qualcuno che avesse avuto la premura di cucinarmi qualcosa. Sai, ho imparato a CHIEDERE, piuttosto che a PRETENDERE. Però mi chiedo, ormai quasi tutti i giorni : “Ma io non ti manco?“ è una domanda sciocca, hai ragione. Però mi tormenta. Il tempo passa, e tu non passi mai.
Ti amo. la tua Francesca
Ritorni
Non scrivevo da tanto su questo blog. Sarà perché torno a scrivere ogni qualvolta non me la passi bene, un po’ come fanno tutti i peggiori scrittori, o chi fa le cose per noia. Dicevo, sono tornata a scrivere perché sto una merda. E non voglio dire altro, e voglio solo scrivere una lettera. Cominciamo.
Tu, tu non mi basti mai. Davvero non mi basti mai.
Lucio Dalla
Io torno, poi rivado, poi torno
E’ stato un periodo un po’ violento, ultimamente.
Ho fatto molte considerazioni, cucinato molto, studiato molto poco. Pensate che ho addirittura ascoltato poco Tiziano Ferro, il che è grave. Molto, molto grave.
Di cose positive in questo tempo non ce ne sono state molte. Gli amici sono la maggior parte via, ed io che ho bisogno del loro amorevole e sincero appoggio morale non ne ho la possibilità, cosa che invece avevo prima.
Come ho usato male il mio tempo!
Sempre arrabbiata, sempre a pensare troppo agli altri, mai a me stessa.
Eh, però son cambiata. Adesso col cavolo che non penso più agli affari miei.
Chi mi ama mi segua, chi non m’ama, s’attacchi al tram. Sembra (e lo sarà sicuramente) agli occhi di chi legge, ma anche di chi scrive una gran cavolata, di quelle cose che si dicono ma che poi alla fin fine non si pensano mica.
W il non arrendersi mai, folle ma sana caratteristica del mio essere.
Alla fine quei tre esami li ho fatti, pure in maniera brillante.
E’ che le cose non vanno come dico, per niente. Non ho voglia di studiare, non ho voglia di fare le cose per bene, come d’abitudine.
Quando mi darò na svegliata, che è primavera?
Siamo ancora qua, eh già.
E’ passato molto, molto, troppo tempo dall’ultima volta che ho scritto qua su tumblr. Non so in realtà perché abbia smesso. Magari non volevo più farmi leggere, fare un lavoro interiore, cambiare un po’. E in effetti sono cambiate molte cose da quando non scrivo più.
Ho fatto 3 esami, ne sto preparando altri 3, sono più concentrata sul mio futuro, ed ho capito che gli altri sono solo un “plus” da aggiungere alla mia esistenza.
L’ho capito perché nel mio cuore ho sentito il distaccarsi di un’amica, ma non il distaccarsi da parte sua. Sono io che mi sono distaccata. Ad un certo punto, ho sentito dentro di non volerle più bene. Semplice, come fare 2+2. Ed è stato un processo lungo. Mi facevo lo shampoo e ripensavo a ciò che mi aveva fatto, a come si è comportata, e mentre l’acqua scendeva e mi bagnava il capo, lavava con sé anche i miei pensieri, e raramente qualche lacrima che non riuscivo proprio a trattenere.Che poi, a dirla tutta, non erano lacrime di dolore, per carità. Era solo rabbia al 100%, perché come sempre io mi comporto in un modo con gli altri, e gli altri con me si comportano esattamente nel modo opposto.
E quindi alla fine ho realizzato due, tre cose.
La prima: se manchi realmente ad una persona, questa non si trova scuse, non fa storie ogni volta che le chiedi di vedervi. Quindi, il primo insegnamento è quello di non pregare gli altri. Si pregano solo i Santi e Gesù Cristo. Chi ti vuole bene non può fare a meno di te, vorrà vederti sempre.
la seconda: mai farsi il fegato amaro per gli altri, chiunque essi siano. Innanzitutto perché ci devi convivere tu col tuo fegato, e poi perché raramente ne vale veramente la pena. (ma in entrambi i casi, è meglio non pensarci, non farsi del male, e andare avanti.)
la terza: Ne vale la pena dare tutto te stesso? Metterci il cuore, il fegato, lo stomaco, e tutti gli altri annessi e connessi?
Vorrei tornare indietro nel tempo, ed evitarmi tutto il disgusto di oggi.
Vorrei che le persone fossero diverse, che io sia diversa. Magari non me la prenderei così tanto, non ci starei così male quando le persone che amo mi fanno “lo sgambetto”.
Può sembrare un post ricco di rancore, un po’ depresso, ma vi giuro che non lo è per niente. Dietro queste parole, c’è un sole che non immaginate nemmeno. Una Francesca più forte, che sorride di più, che è più felice e sta meglio con sé stessa, perché sta iniziando a fregarsene.
Possibile che in questo mondo di matti, solo tu ne vali sempre la pena?
possibile mai?
Domani è il tuo compleanno. Sono felice di poterti festeggiare più di quanto faccia solitamente. Sei il mio sole. Ancora, dopo così tanto tempo, ancora brilli dentro di me.
Molte cose sono cambiate, ma tu per me non cambi mai. Resta come sei, che mi sono innamorata di te perché eri e sei così. Inguaribile rompipalle. Sembra sempre che tutto il mondo ti debba girare attorno. E cazzo, il mio attorno a te ci gira da quando ti ho incontrato per la prima volta.
Sempre tu, sempre noi.
https://www.youtube.com/watch?v=zRCsZ5a3aCM
E se la gente ferisce è perché tu sei migliore e lo capisce bene.
Tiziano Ferro - Hai delle isole negli occhi (via unsorrisoaprimavera)
“Ed ero contentissimo in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo. Stringimi la mano e poi partiamo.” - Tiziano Ferro.
“Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare e credere di stare bene quando è inverno e te, togli le tue mani calde, non mi abbracci e mi ripeti che son grande. ”