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đź’Łđź’Łđź’Ł
đź’Łđź’Łđź’Ł
when you find a person who can actually calm your overthinking down and make you smile >>>
Sono passati tantissimi anni, eppure per me Tumblr è sempre come il rifugio di cui avevo bisogno a 15 anni.
Non so piĂą scrivere, non so piĂą dire quello che ho dentro: tutte le parole muoiono in gola, ho mille spine conficcate nella lingua, le labbra cucite e sanguino e ingoio tutto quanto senza riuscire a riprendere fiato. Restano bloccate in gola, nello stomaco, nei polmoni, non riesco nemmeno piĂą a piangerle con gli occhi.
Avevo necessità che il mio rifugio tornasse, ma tornandoci mi sono resa conto che non era più mio. Così ho ripulito tutto, archiviato gli scritti da migliaia di interazioni dei miei anni di gloria, detto addio alla vecchia ragione che per quanto ne fossi affezionata, non mi faceva più felice, tagliato fuori tutti (spero) quelli che con il tempo si sono intrufolati. Ho ristrutturato questo posto affinché io potessi tornare a crogiolarmi nel mio buio quando troppo pesante, per esorcizzarlo e tornare leggera nel mondo reale. Per ricordarmi che sono anche questa me, un po' frantumata, con i pensieri grigi e gli occhi pesanti. Sconfitta, mediocre. E che nonostante questo ci sia una persona che bacia i miei incubi. Per ricordarmi dei fili d'erba, di quanto siano rasserenanti.
Bentornata a casa.
Una volta una bambina al parco del mio paese si sedette sull’altalena affianco alla mia e mi disse con tutta semplicità : “Oggi ho visto un angelo” “Davvero?” chiesi tornando alla realtà . “Davvero! Sai, non l’ho detto a nessuno” “A me si però” “Tu sei pazza, come me” Risi: “Pazza?” “Si” “Chi ti dice che io sia pazza?” “Te ne stai qui da sola, a guardare le nuvole. Ogni tanto sorridi, ma poco. Lo so perché lo sono anche io pazza.” Mi spiazzò. “Tu sei pazza?” “Sì, ho sentito parlare le maestre di me l’altro giorno” “Ah si? E hanno detto questo?” “Che sono pazza.” disse in un tono di sconforto. “Perché te ne stai a guardare le nuvole da sola e sorridi, ma poco?” “Credo di si. Ai miei compagni non piace molto guardare le nuvole, così me ne resto da sola.” “E perche sorridi, ma poco?” “Non lo so. Perché tu lo fai?” “Non lo so.” “Oggi ho visto un angelo” “E com’era?” “Come te.” “Come me?” “Sì, se ne stava seduta su un’altalena a guardare le nuvole e sorrideva, ma poco” Mi sorrise intensamente. Non ci fu altro da aggiungere. Seduta su quell’altalena guardai le nuvole per un attimo e sorrisi, ma poco. Un pensiero mi passò davanti agli occhi. Mi voltai per dirglielo ma l’altalena volteggiava nel vento. Avevo visto un angelo.
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haragionechiefelice