E’ passato praticamente un mese dall’ultima volta che ho scritto e in questo mese sono successe moltissime cose, non so se mi va di scriverle tutte, magari alcune le citerò soltanto. Penso sia necessario e fondamentale parlare di una questione che qui ho trattato molto superficialmente, forse perchè anche io non la consideravo un problema tanto grande, ma che ora invece lo è diventato. Il cibo. Ho parlato negli ultimi post di voler dimagrire e raggiungere i miei obiettivi, ma non penso di essere stata molto precisa su tutta la situazione che c’è intorno e visto che adesso tutto questo mi sta facendo molto male, penso che scrivere, che è l’unico modo in cui io riesco davvero a sfogarmi pienamente, sia il modo migliore per “fissare” tutto quello che mi sta accadendo e provare a ricominciare una volta per tutte. E’ iniziato tutto quel 21 ottobre 2017, quando dopo che mi ero sentita male a scuola, mia madre mi aveva portata a casa e per tranquillizzarmi dopo il mio improvviso attacco di panico, mi aveva detto di farmi una tisana. Mi feci ovviamente la mia preferita, quella al limone e olivello, in una tazza di vetro trasparente perchè allora mia madre non aveva ancora tirato fuori le tazze di ceramica. Ero seduta sul letto, con le spalle contro il muro, a pensare quando avrei recuperato la verifica di chimica, al perchè dovevo sempre stare male per la scuola e su come stavo vivendo la mia fottuta vita che considerato di merda. Da quel giorno decisi che dovevo cambiare, non sapevo nè come nè quando sarei cambiata, ma lo avrei fatto. Così ho iniziato a voler dimagrire, ma non penso per un fatto estetico, assolutamente, il corpo era la cosa che amavo più della mia persona. Era come uno sfogo. E’ come uno sfogo. Saltavo colazione, tutti i cibi confezionati, ogni merenda eccetera. All’inizio rinunciavo solo alle cose più caloriche in assoluto che ero ormai molto abituata mangiare, come il cioccolato, le brioches, le patatine nei sacchetti, in sostanza tutto ciò che si vede nelle macchinette scolastiche. Iniziai a mangiare più frutta, a calcolare le colorie della cena che preparavo io in assenza di mia madre. Nessuno si accorgeva di nulla. Quando avevo la possibilità di non mangiare ne approfittavo subito, a casa da sola buttavo il pranzo, la merenda la davo sempre in giro ai miei compagni, la colazione ormai non esisteva già da un pezzo. Persi qualche chilo, sì, ma comunque molto difficilmente, poichè qualsiasi mossa sbagliata avrebbe potuto creare sospetto. Mia madre tornò per le vacanze di Natale e con lei vennero anche dal Venezuela mia nonna e mia zia, che ancora vivono a casa con noi. Da quel momento ero consapevole del fatto che non mangiare sarebbe stato praticamente impossibile. Nelle vacanze ho dovuto mangiare, ma alla fine ero riuscita a perdere perfino 300g, poi mi venne la febbre e finsi di non avere mai fame per i vari dolori al corpo. E così iniziai a mangiare sempre meno, facendo delle eccezioni a volte altrimenti mia madre soprattutto avrebbe sospettato. Ma da quando sono stata male un’altra volta a scuola tipo tre settimane fa ho iniziato a mangiare molto meno e i sospetti di mia madre sono diventati ormai certezze. Non mi va di scrivere quello che ci siamo dette, no proprio non mi va. Volevo solo scrivere e dire a tutte le persone che mi conoscono, che sì, sono dimagrita, o così dicono. In realtà io continuo a vedermi sempre uguale e vorrei soltanto sentirmi bene con me stessa, ma vedo troppi impedimenti. Forse questa non è la sera giusta per continuare a parlare di questo, ma volevo semplicemente scriverlo, perchè mi sembrava giusto per me. Non starò bene, ma ho la forza di ricominciare, domani è un altro giorno e mi basta.