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La spazzatura che inquina il web e non solo!
Quanta merda? Troppa, troppa spazzatura in giro… Troppi libri scritti male, troppe canzoni sbagliate, troppi testi brutti, troppi video falsi e senza criterio. E voi direte, allora fai qualcosa tu… Se sei tanto bravo.
No, ragazzi, non funziona cosí… Io non pubblico nulla e non sono soggetto a critica. Ma è normale che “tu”, pubblicando qualcosa sul web o in altri “luoghi” , sarai soggetto a critica… È naturale, e succede sempre. Ma allora la questione qual'è? Non bisogna pubblicare nulla?
Ecco il punto, il problema è che si pubblica tanto, ma la qualità è troppo bassa… È il motivo è che ormai, chiunque, alla prima occasione si vuole mettere in mostra, vuole visibilità.
Non è che appena mi viene una bella rima, posso scrivere una canzone e essere un rapper. Non è che appena ho una bella idea di fondo, posso scrivere un libro e essere il nuovo Stephen King. Non è che appena qualcuno fa successo posso criticarlo per farmi visibilità. No, non funziona cosí… Le opere, prendiamo ad esempio un libro, devono essere create col tempo e con l'impegno… Devi avere una dote naturale nella scrittura, una forte passione per questa e devi leggere tanto. Non puoi scrivere un libro solo perché le tue “challenge” su YouTube le seguono mezzo milione di bambini.
Troppa merda gira, perché non si mette impegno nelle proprie opere, ormai tutti fanno tutto… Sfruttando gli spettatori di bassa etá e magari quelli più grandi e ignoranti.
Con unico scopo, come sempre… Quello di far soldi.
Concludo dando un consiglio a chi sta cercando la sua strada e vuole trovare visibilità: tanto impegno, tanta originalità e almeno oltre a fare successo come tanti altri, potrai dire di distinguerti… Per pubblico, per contenuti e … Per soddisfazione personale!
Per quanto mi riguarda continuo a leggere i libri di coloro i quali hanno vissuto per la scrittura, i video di chi ci mette l'anima in quello che dice e vuole trasmettere , e le canzoni che mi fanno star bene e mi trasmettono qualcosa di forte.
I Pokémon siete voi!
Mi viene quasi da ridere, anzi, non quasi... sto ridendo! Rido a vedervi con la testa china sul telefono, a sbattere l'uno con l'altro. ''attento all'ambiente che ti circonda'' è il consiglio che il gioco offre quando lo si apre... è un pò lo stesso concetto di : ''il fumo uccide'', classico dei pacchetti di sigarette... Ve lo dicono pure!! Io ho deciso, ormai stop, stop con la tecnologia... oddio, mi spiego meglio, non voglio dire di non usare più whatsapp, ma solo che da ora in poi cercherò di non ''aggiornarmi a livello tecnologico'' , non voglio diventare (se non lo sono come tutti giá) schiavo di essa. Forse per molti sarò esagerato, forse per molti è solo un gioco... per me è molto di più. Non parlo di giochi parlo di idealismo... I Pokémon siete voi, e vi hanno già catturato! PS: scusate se non espongo a pieno i miei motivi... ma sono numerosi e andrebbero esposti in modo completo, cosa che non riesco e non posso fare in questo contesto. Si andrebbe dal lato economico a quello idealistico, ma se ne dovrebbe parlare a lungo
Il periodo... ''equatoriale''
Eccoci qua.. dopo avervi lasciato per un bel pò di tempo. Eccoci qua, a riprendere la penna ( si fa per dire..) e a buttare su carta qualche ''pensiero estivo''. Eccoci qua, al 6 luglio, con la vacanze estive ormai in pieno ( per noi senza esami ). Io lo chiamo periodo equatoriale per due motivi... è un periodo di mezzo,perchè (almeno per me) è quel periodo tra la fine della scuola e l'inizio di agosto ( e quindi del mare vero e proprio ). E poi, io sto in cittá fino a fine luglio e quindi... il caldo ai fa sentire molto... ed ecco il secondo motivo! Il periodo equatoriale è brutto, molto... lo odio in realtá.. finisce la scuola, lo sport e tutti gli impegni che scandiscono la nostra quotidianità invernale. Si passa dal non avete un minuto per riposarsi ad avere l'intera giornata libera. E soprattutto, come detto, ci si allontana dalla routine che ci regola la vita solitamente e ci porta ( almeno a me ) a riflettere su di essa... Personalmente mi allontano dalle mie amicizie in questo periodo, non sò perchè ma succede sempre... perdo i contatti e nessuno mi cerca. Inizio a sentirmi solo, in realtà lo sono sempre, come molti di noi, ma d'inverno tutto ciò è coperto dalla frenesia delle giornate. Mentre ora, nel periodo equatoriale si fa i conti con se stessi, col mondo in cui viviamo e sulle persone che ci stanno accanto, o meglio sulle persone che pensiamo ci stiano accanto. Buon periodo equatoriale a tutti e a presto..
La vita è brutta? Nah, è solo dura.. È una sfida contro se stessi, Una sfida a migliorarsi, a superare i propri limiti.
E forse è proprio questo il punto. I sentimenti non si possono razionalizzare, non puoi dare una definizione di amore. I sentimenti vanno provati e vissuti.
Affrontate la vita a testa alta
Non sò se capitava anche a voi, da piccoli intendo. Per quanto mi riguarda avevo una paura enorme di spine e aghi, un'accoppiata che veramente non riuscivo a sopportare. Allora quando avevo la sfortuna di beccare una spina, stavo ore e ore tenendola nel mio corpo senza dire nulla a nessuno. Mi paralizzavo all'idea di dover affrontare un eventuale rimozione. Fatto sta, che dopo un pò di tempo iniziava a farmi davvero male, e allora piano piano, mentre il dolore aumentava, in me aumentava il coraggio di eliminare quella spina. Nella vita funziona un pò cosí... Nei brutti momenti ci sentiamo paralizzati dal dolore e dalla sofferenza, fino a quando non riusciamo più ad andare avanti e finalmente troviamo la forza di rialzarci. La forza di affrontare i problemi e non allontanarli solo per poco. Quindi, se avete qualche spina che non riuscite a togliere, fatevi forza, stringete i denti e eliminatela.
Tipo quanto cazzo dura questa presa per il culo? Lo schiavismo non è morto mai, guarda si è evoluto, a tolto fruste e ha messo le TV
Mezzosangue-Senza Dio è stato
Alzi la mano chi si ritiene cristiano
''Allora vediamo... Alzi la mano chi si ritiene cristiano!?'' , chiese la prof. E calò il silenzio, su 30 alzarono la mano solo in 6, quasi intimoriti, come se fosse un errore essere cristiano o credere in Dio. Io fui tra i restanti 24. Chiariamo subito che al momento mi ritengo agnostico, ma credo che sará la vita stessa e la mia ragione a indirizzarmi col tempo verso il mio vero credo. La discussione era nata poiché la prof. Aveva notato alcune sgradevoli battute, che erano state rivolte a una compagna... Era iniziato uno dei soliti monologhi dei professori sul rispetto e il vivere insieme (e fin quanto tutto bene), ma poi si era arrivati a quella domanda, ed è qui il problema... Vi spiego in breve. Ritengo che nel caso del mio professore ma ormai è una consuetudine di molti, si fa confusione tra l'essere Cristiani, dunque soprattutto dal punto di visto di credere in Dio, con il rispettare determinati valori. Voglio dire che ritengo sia giusto che un ragazzo decida di non seguire alcuna religione e quindi non credere effettivamente in Dio, ognuno la pensa come vuole anche perchè la fede , se esiste, è interna a ognuno di noi. Noi nuove generazioni, per colpa dell'educazione e scarsa cultura che ci è stata imposta, tuttavia, confondiamo ciò con la possibilità di non rispettare alcuni valori solo perchè non essendo Cristiani e non credendo, non siamo in dovere di rispettarli. O mio parere un enorme errore. Il rispetto, la bontá, la solidarietà non devono essere associati alla religione o alla fede, ognuno di noi non deve seguire tali valori sol perchè un dio potrebbe valutarci, ma andrebbero seguiti perchè ognuno di noi è un essere umano e in quanto tale vive nella collettività con i suoi simili, e l'unico modo per poter vivere insieme, in pace, e rispettarsi l'un l'altro ( che vuole racchiudere l'insieme dei valori di cui parlava il prof.) Ma sò bene che tutto ciò rientra nei canoni del mio fantastico e utopico mondo di fantasia....
E quando arrivo in alto poi non sò più come scendere, Una stella è sempre sola perchè pensa solo a splendere…
Guè Pequeno- ultimi giorni
Tumbrl, il social dei depressi?
Ieri sera un ragazzo prende il mio telefono, fa un ''giro'' tra le applicazioni e vede quella di Tumbrl... E fá : ''Tumbrl?'' come se avesse visto un fantasma, ''ma tumbrl è per depressi''! Ecco è questo il punto, siamo depressi mie cari. Quanto sono brutti i preconcetti? Ignoranza, preconcetti e stereotipi stanno alla base della cultura italiana, e certo Tumbrl non è esente dal soffrire di alcuni pregiudizi. Non sò, come se scrivere qualcosa, qualunque cosa , soprattutto ciò che si pensa, sia da depressi.. '' da persone che odiano la vita''. È possibile generalizzare cosí tanto? Ma infondo cosa può importare a noi depressi? A noi che forse siamo i pochi a custodire una grande qualitá, la sensibilità, la capacitá e la voltá di riflettere. A noi che per almeno pochi minuti ci piace porre uno sguardo sincero e attento sulla nostra vita, su chi siamo e cosa facciamo, su ciò che ci circonda, sulle parole di una bella canzone o di una poesia, o ancora di un bellissimo film. Cosa importa di tutto ciò, di tutti questi giudizi, a noi depressi? Nulla, ci basta scrivere.
Per chi sente il bisogno di sentirsi apprezzato, Per chi corre dietro un sogno ma rimane senza fiato, Per chi trattiene la rabbia finchè sará logorato, Per chi dice spesso che cambia ma senza alcun risultato.
Fabbro- Unodeitantibrl
Amor, ch'a nulla amato amar perdona...
Dante- V canto, inferno.
Sempre a darti contro se sai essere cosciente, sanno che punti in alto se nuoti controcorrente...
Mezzosangue- Unodeitantibrl
La sera di un sabato d'amore (FINE)
La gente corse subito hai ripari,come se fosse appena arrivata la fine del mondo e ognuno doveva cercare di salvarsi. Intorno a noi si creò la confusione più totale, gente che correva, ragazzini che scherzavano sotto la pioggia,il suono delle finestre dei palazzi adiacenti al corso che sbattevano,e finanche ombrelli che svolazzavano trasportati da un violento vento.
E intanto noi, ci guardavamo negli occhi l'uno di fronte all'altro, e ancora una volta ci sentivamo soli, io e lei, e qualche goccia di pioggia che ci bagnava il viso. Quel suo splendido viso. E fu allora che i nostri volti si avvicinarono e iniziarono a sfiorarsi. Le nostre labbra attaccate l'una all'altra, che sembravano non volersi staccare più. Un amore forte e che sembrava ormai destinato a essere eterno.
Ed ecco, che le gocce d'acqua, iniziarono il loro lavoro… Iniziarono a schiarire piano piano quella splendida immagine, quegli splendidi colori. Iniziarono a riportare tutto alla realtà. Ora davvero, si era messo a piovere, e la pioggia scivolò sul mio volto, mi coprí gli occhi, che da chiusi si aprirono d'un tratto.
Un senso di malinconia e tristezza mi avvolse quando la vidi, era ancora lí, con le sue amiche che mi osservava sorridendo, e io ero fermo, ancora sul muretto mentre i miei compagni erano ormai convinti delle scarse abilitá dell'allenatore dell'Inter.
Poi la vidi, presa da un braccio dalla sua amica e trasportata al coperto. La vidi allontanarsi piano piano mentre la pioggia mi offuscava la vista.
Questa volta eravamo davvero soli, io e la pioggia.
FINE.
La sera di un sabato d'amore
Il tempo certo non prometteva bene, il cielo era ricoperto da uno strato grigio di nuvole, anche se ancora non era scesa alcuna goccia. Una volta salutati l'un l'altro, non riuscimmo più a dividerci. Mi sembrò non esistesse più nulla, mi sembrò che tutti i miei amici fossero andati via, e che il quella larga piazza lontana qualche strada dal corso principale, fossimo rimasti soli, io e lei.
Ci sedemmo al muretto adiacente la sala giochi, dove gran parte dei nostri amici erano impegnati in agguerrite partite di biliardino. Era la prima volta, la prima volta che riuscimmo a parlare tranquillamente l'uno con l'altra, ad entrare in intimità, a conoscerci appieno. Parlammo di tutto e di niente… Voglio dire non ci concentrammo su un argomento, ci fu spontaneo, parlavamo di tutto quel che ci andava di parlare.
Senza nemmeno accorgercene ci ritrovammo in piedi a camminare senza una meta precisa, a parlare, a goderci questa fantastica serata, a godere del nostro amore. Erano le 22:30 circa (avevo quasi completamente perso la cognizione del tempo) quando ci ritrovammo sul corso principale, affollatissimo come sempre il sabato sera.
Fu allora che insieme a noi, si aggiunse un nuovo compagno… La pioggia. Iniziò a cadere incessante sulle nostre teste, proprio come nei classici d'amore, ma fortunatamente questa volta, non si trattava di nessuna favola.
-CONTINUA
Ho un ultimo quesito per Lei, Sir Thomas. Se tutta la sua famiglia è morta, Lei quanto spera di sopravvivere? Meditiamo!
Sherlock Holmes