♠️_Ogni donna è un segreto:
un fuoco, un gesto,un’impronta,un silenzio..
🖤🌹
©️Licaonia Lupe

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♠️_Ogni donna è un segreto:
un fuoco, un gesto,un’impronta,un silenzio..
🖤🌹
©️Licaonia Lupe
In un giorno di tenebra e caligine
il silenzio cadrà.
Non sarà pace ma sentenza.
Il sole perderà la voce e il cielo si ritirerà.
I libri si apriranno e non avranno pietà:
ogni omissione,
ogni parola taciuta per vigliaccheria
sarà letta ad alta voce.
Le trombe suoneranno e i morti si alzeranno.
Le trombe non chiameranno i giusti,
chiameranno i colpevoli.
La terra si spaccherà consegnando ciò che avete sepolto:
nomi, colpe, silenzi.
Non è un giorno.
È il giorno.
Quello in cui ciò che avete evitato non evita voi.
18/11/2025
«Ma il suo giudizio mi trafiggeva come una spada e metteva in discussione perfino il mio diritto d’esistere. Ed era vero, me n’ero sempre reso conto: non avevo il diritto di esistere. Ero apparso per caso, esistevo come una pietra, una pianta, un microbo. La mia vita andava a capriccio, in tutte le direzioni. A volte mi dava avvertimenti vaghi, a volte non sentivo che un ronzio senza conseguenze».
Jean-Paul Sartre, La nausea.
non sopporti che gli altri possano avere una brutta opinione su di te, anche se fosse solo per 10 secondi mentre attraversi la strada, ma ti sta bene che tu non abbia una buona opinione su te stesso/a anche se fosse per tutta la tua vita.
Non vuoi fare arrabbiare nessuno, vuoi tenere tutti calmi, fare quello che fa stare loro bene, ma non ti importa che il tuo di umore sia su un montagna russa costante.
Scegli i loro desideri, ignori i tuoi.
Scegli i loro bisogni, cancelli i tuoi.
L'altro viene sempre prima, tu nemmeno per secondo.
Tutti vivono solo per se stessi e invece tu no, tu devi vivere per gli altri e mai per te stesso.
E te ne accorgi e ci stai pure male, ma sogni che qualcuno prima o poi decida di salvarti, decida che anche tu vali qualcosa, che anche tu puoi sentire, che anche tu puoi reagire.
Non arriverà nessuno, non arriva mai nessuno. Perché tutti vivono solo per se stessi.
Tu puoi scegliere di iniziare a vivere per te, almeno per un giorno, almeno oggi. Senza dover per forza essere diversa da quella che sei, ma imparando ad includere anche te stessa tra le persone che ami.
zoe.
Questa vita è mia.
C’è un momento, che non sai nemmeno descrivere bene, in cui ti svegli. Non nel senso fisico, non quando suona la sveglia e tiri via le coperte con fastidio, ma quando ti accorgi che qualcosa è cambiato. O forse non è cambiato proprio niente e sei solo tu che non ce la fai più. A fingere. A sorridere. A reggere il copione. A raccontare la vita come se stessi seguendo un copione scritto da altri, come se ogni tuo respiro dovesse avere il tono giusto per non disturbare nessuno.
Io quel momento l’ho sentito dentro come un piccolo terremoto. All’inizio lieve. Poi ha iniziato a sgretolare le pareti che avevo costruito attorno a me per anni. Pareti fatte di "va tutto bene", "tanto cosa vuoi che sia", "lo faccio per non creare problemi" e la più pericolosa di tutte "meglio essere accettata che essere me stessa".
Per troppo tempo ho vissuto come se dovessi piacere. Non a me, a loro. A "loro" chi? A tutti e a nessuno. A quelli che guardano, che giudicano, che parlano. Che dicono "sei troppo", "sei troppo poco", "sei cambiata", "non sei più quella di prima". Quelli che si nutrono delle apparenze e si dimenticano che dietro a ogni gesto, a ogni scelta, c’è una storia invisibile che non hanno mai voluto ascoltare davvero.
Per anni ho pensato che il problema fossi io. Che se gli altri mi lasciavano, allora voleva dire che non ero abbastanza. Che se mi parlavano con freddezza, era colpa del mio carattere. Che se qualcosa andava storto, era perché ero difettosa. E così ho continuato a recitare. A sorridere quando dentro mi spegnevo, ad annuire mentre la mia voce urlava silenziosa.
Ma poi ho capito. Ho capito che nessuno ti ringrazia per aver messo da parte te stessa. Che nessuno ti salva, se non ti salvi da sola. Che puoi anche piacere a tutti, ma se non piaci a te stessa, non hai nulla.
"Sto provando a ricordarmi che questa vita è mia", mi ripeto ogni giorno. Anche quando la voce trema. Anche quando il giudizio degli altri arriva come uno schiaffo in pieno viso. Anche quando mi ritrovo sola, senza applausi, senza platea, ma con il cuore un po’ più libero.
E se qualcuno guarda e non capisce... va bene così.
È facile per alcuni commentare vite che non hanno mai vissuto, dare opinioni su difficoltà che non hanno affrontato e giudicare strade che non hanno mai percorso.
La Crepa dentro
Dici di avere un mondo tutto tuo,
fatto di assenze e porte chiuse a chiave,
dove il silenzio è l’unico rifugio
e spiegarsi è un peso troppo grave.
Ma quel tuo isolarti non è gelo,
è solo un modo per proteggere il cuore,
un grido muto lanciato verso il cielo
che aspetta solo un gesto di calore.
Non serve che tu spieghi la tua ombra,
o che tu muti questo tuo sentire;
quando la nebbia intorno si fa ingombra,
io sono qui, non serve più fuggire.
Esci per un istante, posa il peso,
vieni nel mio di mondo, se ti va;
il ponte è pronto, il braccio è teso:
qui c’è un porto, e non ti giudicherà.
Tante persone lamentano di essere risvegliate e di sentirsi ormai distanti o separate dai discorsi futili degli altri, dalle situazioni superficiali e da modi di pensare.
Lo imputano al "peso" di essere evolute e superiori.
In realtà questo è un segno che di evoluto e di risvegliato non c'è proprio niente.
Sono soltanto identificate con l'illusione di essere migliori e attuano un giudizio distorto che nasconde tutto ciò da cui l'ego non si è mai scollegato.
Un conto è praticare il distacco, coscienti di avere a che fare con le necessità del proprio Essere, un altro è disprezzare coloro che non consideri al tuo livello.
Sono la prima a suggerire di togliersi dalle scatole persone negative, indolenza e condizioni dannose, ma l'atteggiamento di fondo, se repelle tutto ciò che è diverso da te, non è un passaggio evolutivo, è solamente esaltazione.
Non è altro che una maschera che sostituisce la prima. È una brutta bestia, perché ti fa credere di essere "arrivato" e invece da quel punto spesso non ne esci più.