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@unpenny
cosa imparo in questi giorni: che la mia casa sono io.
frase più bella di oggi:
Dovresti parlare solo in napoletano.
la sensazione di quando avverti che una persona ti sta pensando
oggi è successo qualcosa (abbiamo fatto accadere qualcosa), ma non mi è chiaro cosa.
Qualcosa mi ha disturbato... non so cosa sia; ma mi ha disturbato.
Io non ti cerco
Io non ti aspetto
Ma non ti dimentico
solo con te potevo sperare di portare anche nell'amplesso la riflessione sulla parità di genere; anche se la giusta misura dell'amore è darsi generosamente, più che ricevere.
ieri abbiamo fatto l'amore come se fosse la prima volta.
"Ci eravamo persi, prima di conoscerci."
anche questa devo necessariamente segnarla:
sempre collega-nuovo amico, bussa alla porta della mia stanza, "Esci un attimo, devo farti vedere una cosa", due piani di scale a piedi, senza parlare, poi, "Guarda", indicando fuori dalla finestra, "la vedi quella chiesa, sulla collina? Quella è Codivilla, quell'edificio lungo è il Rizzoli, è lì che abita Aidi."
e ora mi tocca lavorare, quaggiù nel mondo reale.
frase di ieri, prima uscita con un nuovo amico:
Dove sei stata in tutto questo tempo?
annoto per pensarci su.
ancora un sogno in cui ti ritrovo.
mi sveglio sempre prima di afferrarti.
come nella realtà.
"[...] Ma come! A ventitré anni il re della sua compagnia - il grand'uomo - il politico navigato che legge nel carattere di ognuno, e di ognuno indirizza le attitudini in modo tale da evidenziare quanto lui sia superiore; che sparge torno torno le sue adulazioni per poi far apparire tutti degli stupidi al suo confronto! Mia cara Emma, il tuo buonsenso non può sopportare un simile moccioso arrogante."
Jane Austen, Emma
"C'è una sola cosa, Emma, che un uomo può fare sempre, se lo vuole, ed è il suo dovere: non con manovre e stratagemmi, ma con vigore e forza di volontà."
Jane Austen, Emma
“He knew that I love you also means I love you in a way that no one loves you, or has loved you, or will love you, and also, I love you in a way that I love no one else, and never have loved anyone else, and never will love anyone else.”
— Jonathan Safran Foer // Everything is Illuminated
“It was not the feeling of completeness I so needed, but the feeling of not being empty.”
— Jonathan Safran Foer, Everything Is Illuminated
già tante altre volte, in passato, mi è capitato di misinterpretare, di scorgere in qualcuno o in una situazione molto più di quanto nella realtà vi fosse.
questo accade perché è la passione per la narrativa in sé che mi fa rincorrere le persone: è il presentimento di tutti i potenziali sviluppi della storia che mi spinge a buttarmici dentro.
ciò che muove la mia curiosità (e influenza le mie scelte) è la stessa ansia che prova il lettore: cosa succede dopo, dopo quello che stiamo vivendo, che abbiamo appena vissuto?
le visioni sugli scenari possibili si amplificano, perché chi mi accompagna in quel preciso momento storico diventa per me personaggio oltre che persona.
non ci siamo più solo io e lui/lei, non c'è più solo quello che stiamo realmente vivendo insieme. quando le condizioni permettono a questa ricerca di simboli e significati di attivarsi, i piani narrativi diventano due, il presente e il pensato.
il costo è la facilità con cui divento assente, distratta, traviso i fatti, mi autoinfliggo (anche se indirettamente) la solitudine.
che cos'è questa cosa? un vantaggio o un difetto di fabbrica? è una forma di slealtà verso chi mi circonda?
ieri, durante una cena, una persona che conosco da appena due mesi mi ha detto, per ridere: "Stai indagando il tuo lato oscuro".
non so cosa sia, è la prima volta che lo esprimo a parole.
ho dovuto imparare a conviverci con l'attitudine a romanzare: non è comoda e non è utile e spesso mi ha messa nei guai.
ma è un gioco bellissimo che faccio con la mia immaginazione.
qualcun altr* così?
"Lorenza, devi imparare a distinguere la falsità"
avete presente la sensazione di quando la persona che vi piace vi fa ascoltare per la prima volta una canzone che le è cara?