little guy has a friend!
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"I'm Dorothy Gale from Kansas"
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I'd rather be in outer space 🛸
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@vashthewitch
little guy has a friend!
“子がまだわけもわからぬうちに仮装させてみたかったなあああ今はもう無理なんだよなあああ” (のそ子(@nosonoso)さん | Twitterから)
のそ子 | Flickr
Spreepark, Berlin, Germany
Birds can sometimes build nests in unused shoes.
la morte per overdose suicida di R scava nell’aria
it rained all night (okinawa) by aethan wills, 2023, oil on canvas, 74.8 × 57.1 inches
mirror n. 17 by silvia giambrone, 2021, wax, brass, thorny acacia & styrofoam, 59 × 34.5 × 2.5 centimeters
unlock my heart, bleed all my suffering
Le guardo i capelli e mi ricordano i miei. Estranea a lungo, ora non lo è più: non lei a me. Io a lei estraneo lo rimango. Comunque, in auto mentre siamo in tre e io guido, sento mia madre che la ferisce con non curanza. Sento che la colpisce con le parole sperando che vadano a fondo, come sono sempre andate. Sia a fondo nel passato sia nel dolore, non importa. E invece lei, che è mia sorella, morde più forte, morde il doppio, le rimanda tutto indietro. Si potrà, mi chiedo, continuare un viaggio ora che abbiamo strappato il silenzio e che ci siamo feriti. La risposta, sorprendentemente, è sì. Si può proseguire nel silenzio, e alla fine è uguale. Posso contenere la mia smania di ricucire, star fermo con le mani. E comunque la macchina va e la strada finisce. Perché non lo so fare anche io? Questa è la prima domanda. E poi la seconda: Dove l’ho già visto?
L’ho visto in Gea. Certo che l’ho visto in gea. Dopotutto hanno la stessa luna. Quel diaframma che separa la vita da sé, a loro manca. Garanzia di antipatia e anche strategia sconosciuta.
Dopodiché immagino mia sorella madre e anche mi chiedo che fine faccia questa sorta di maledizione che si allarga da donna a donna. Io spero, lo spero tanto, che sia una bambina. Allo stesso tempo so che si ritroverà in mano il nodo di prima. È strano vedere questa stirpe di donne, amarla ed esserne estraneo. È avvilente non poter aiutare da dentro: quel nodo io lo saprei disfare, ma non posso.
Cemetery gate, Portugal. "Here I wait you"
Ferisci, Ferrante: madre terribile. Ma anche incubo, nel senso di inconscio che si spiega a parole. Non voglio sapere, non dire.
avere posizioni reazionarie ora - decostruire la decostruzione, mandare in vacca discorsi sul trauma, sulla razza, sul genere - è sospetto. perché proprio nel fiore del momento più reazionario degli ultimi anni ci si sente autorizzati a riprendere posizioni così cristallizzate? come l’apertura forzata prima faceva storcere il naso, così la chiusura ora fa immaginare che si sia vittime di una propaganda. ho sentito un ragazzo sciocco e bello dire “tutto questo tempo a decostruire il mio essere uomo e ora devo ricostruirmi”. credo sia una frase efficace.