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@ventinovesettembre
FINE LINE ERA
Siamo pieni di una rabbia sorda che scaturisce dalla costante frustrazione per non essere compresi e per la difficoltà di esprimerci. Ma la rabbia è soprattutto rivolta nei nostri confronti, per essere diversi, per non essere come gli altri, per non essere quello che i nostri genitori desideravano, per essere troppo o troppo poco, per essere sempre considerati un problema, per la fatica che facciamo a sopravvivere con questa testa iperattiva che ci porta più guai che altro, per quello che non è stato, per l'infanzia che non abbiamo avuto e la leggerezza che non avremo mai, per le occasioni mancate. Questa rabbia però è lecita.
Perché se da sempre sei trattato da diverso, è chiaro che la normalità è qualcosa che non ti appartiene e la tua bussola di riferimento diventano gli altri e quello che ti dicono di fare e soprattutto di non fare. Quindi reprimi, soffochi, rimugini, piangi e poi sotterri tutto sotto strati di dolore. E così, arrabbiato e confuso, rimani immobile, perché sai che una tua reazione rischia di provocare ciò che temi di più: rifiuto, abbandono, esclusione e vergogna. Quindi, per evitare anche anche quel poco di normalità che ti è concessa, sei disposto a calpestare i tuoi sentimenti più profondi e scusarti. Scusati per come sei, per quello che hai detto, per aver esagerato, per aver frainteso...
La nostra è una vita permeata da sempre da questi tre sentimenti: rabbia per non essere ascoltati e capiti, paura dell'abbandono e dell'esclusione, e senso di colpa per come siamo e per come ci comportiamo.
fa un male cane
e va bene
Martelli - Gazzelle
<<Se non lo faccio perfettamente allora è tutto inutile>>, è una frase che si adatta benissimo a noi.
Ci sentiamo sempre così sotto osservazione e abbiamo un tale bisogno di armonia e perfezione che non siamo mai veramente contenti del nostro risultato e ci abbattiamo disperati. da quando eravamo bambini il momento di affrontare un compito con la certezza di essersi persi qualcosa per strada ci faceva sentire ancora più isolati, soli e diversi. E più tentavamo di adeguarci, più fallivamo. Ed ecco che con sforzi titanici provavamo a fare del nostro meglio per sostenere un interrogazione decentemente, ma poi non andava molto una sufficienza stiracchiata, lo scuotimento di testa da parte dell'insegnante degli sguardi di commiserazione dei compagni. ti senti diverso sempre e senti che non basta mai, a questo punto che senso andare avanti? Che senso a provarci? Così, finiamo per mollare tutto [...]. E ci diamo da soli la zappa sui piedi, cambiamo lavoro o corso di studi perché pensiamo di non essere all'altezza e di non bastare.
Minimizziamo costantemente il risultato dei nostri sforzi, non riusciamo ad accettare un complimento, e quando ce ne fanno uno crediamo di non meritarlo o che ce lo stiano rivolgendo per pietà.
ci facciamo piccoli piccoli e aspettiamo che l'attenzione su di noi svanisca presto e vada a dirigersi su chi è capace di accettarla. E il faro su di noi si spegne lasciandoci però l'amaro in bocca di un'occasione perduta.
Siamo davvero troppo duri con noi stessi, da sempre. Rilassiamoci e proviamo a godere dei frutti del nostro operato pensando che non saremo mai perfetti e che quello che facciamo basta e avanza e, anziché vivere fustigandoci con un gatto a nove code, proviamo ad abbassare un po' l'asticella. Prendiamoci una vacanza dal nostro perfezionismo assoluto, dalla signorina Rottermeier che è in noi e ci bacchetta in continuazione, dicendoci che non siamo bravi abbastanza, che dobbiamo sforzarci di più e che non basta mai. Perché la verità è che davvero non basterà mai, ci sarà sempre qualcuno più bravo, ed è così per tutti, solo che noi ne facciamo una questione di vita o di morte correndo per l'eternità sulla ruota del criceto che non ci porterà mai da nessuna parte. Tante cose belle succedono proprio quando smettiamo di provare a controllarle e cominciamo a viverle.
– siamo architetture
per difenderti
hai iniziato
a costruire un muro
intorno al tuo cuore
un muro enorme
attraverso il quale
non si vedesse più niente
mattonedopo mattone
volevi proteggerti
e non permettere
più a nessuno
di arrivare tanto facilmente
al tuo punto più
vulnerabile
il tuo amore
adesso
se lo devono
"Non ti spegnere" - Marco Polani
“Sai io sono il tipo che non si butta a capofitto se non sa cosa succede, non sono mai stato così. Vedi, io sono quello che se non sa cosa succede non fa un bel niente, mai, anche se mi va tantissimo io di certo non mi muovo. Esempio, se tutti vanno in spiaggia e si tuffano in acqua, io sono quello che rimane a controllare i portafogli”
— Nik Miller - New Girl
non mi fai più male
“Solo chi ha necessità di un tocco delicato, sa toccare con delicatezza.”
— - Hermann Hesse