“Non sapevo di essere perso finché non mi hai trovato. Non sapevo quanto ero solo fino alla prima notte che ho dormito senza di te. Tu sei l’unica cosa giusta che ho fatto. Sei la donna che aspettavo.”
Uno splendido disastro - Jamie McGuire;

❣ Chile in a Photography ❣
trying on a metaphor
Sweet Seals For You, Always
Misplaced Lens Cap
macklin celebrini has autism
No title available
he wasn't even looking at me and he found me
Xuebing Du

roma★

★

gracie abrams
No title available
𓃗
The Stonewall Inn
cherry valley forever
d e v o n
occasionally subtle
One Nice Bug Per Day
TVSTRANGERTHINGS
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
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“Non sapevo di essere perso finché non mi hai trovato. Non sapevo quanto ero solo fino alla prima notte che ho dormito senza di te. Tu sei l’unica cosa giusta che ho fatto. Sei la donna che aspettavo.”
Uno splendido disastro - Jamie McGuire;
non farmi sfuggire dalle tue braccia accoglienti. tieni stretta la mia mano tra le tue e portami al centro della pista, vorrei tanto ballare con te come ballano gli innamorati in quei film d'amore in bianco e nero.
Un pomeriggio d'estate entrambi perdevamo tempo stesi sul letto, lui scorrendo tra le immagini di un social qualsiasi e io leggendo un libro. Non avevo idea di cosa stesse guardando; mi teneva stretta tra le braccia, il capo posato sulla mia schiena. D'un tratto aveva richiamato la mia attenzione e chiesto: “Cos'è che ami di me? Perché mi hai scelto?”. Lì per lì avevo riso, dal tono di voce non sembrava una domanda seria. Dopo essersi sistemato per guardarmi meglio, aveva riproposto la domanda facendola passare come un gioco. Sembrava sereno, eppure i timori nascosti negli occhi li avevo riconosciuti tutti, tormentavano anche me, spesso, più di quanto avessi voluto permettere loro, e l'insistenza nel volere una risposta non aveva lasciato ombra di dubbio. Avevo capito subito quanto effettivamente non fosse un qualcosa di poco conto. Quel pomeriggio un piccolo dettaglio era diventato più chiaro, anche lui era vittima delle mie stesse paure: sentirsi puntualmente di essere in torto, di sbagliare negli atteggiamenti o di non essere all'altezza, in generale tutte quelle piccole cose che portano a sminuire noi stessi. Ma tutto ciò in lui era più forte e mai me ne ero resa conto, forse perché si vuole che gli uomini siano forti, non deboli, non fragili, non empatici, forse perché era bravo a mentirmi per non farmi preoccupare, o forse per entrambe le ragioni. Gli avevo risposto con un elenco di piccole cose che amavo di lui, ma non mi ero permessa di chiudere il discorso per sempre dopo averlo rassicurato. Ogni giorno mi ero impegnata per fargli comprendere come in lui non ci fosse nulla che non andasse bene, esattamente come proprio lui faceva con me. Ecco, amare significa trattarlo con le stesse attenzioni con cui tratta me: magari si soffre in modo non uguale, ma le paure non sono poi molte e solo perché ci vengono messe in testa in modo differente non vuol dire che siano diverse.
Abbiamo allacciato le nostre dita, le abbiamo annodate all'amore come si annodano quei bracciali porta fortuna mentre si esprime un desiderio. E il desiderio era la felicità, condivisa in due – un poco io e un poco tu.
Voglio l'amore di un uomo che mi permetta di prendermi cura del bambino che è in lui e di lasciarlo giocare con la bambina che è in me; voglio vederci tornare piccini entrambi, insieme. Voglio l'amore ingenuo, puro.
Esprimere il mio amore per te è un lavoraccio, però, a dire il vero, adoro sporcarmi le mani con questa fatica. Questa sera, in particolare, ho fede nel presentimento d'aver trovato le parole esatte. Ora ti dico, tu prendimi sul serio, non fare lo scemo. Sei la mia metà, tu. Posso dimostrarlo, non ridere di tanta banalità, non ridere di me. Ho una tesi, ho le prove. Stringi tra le tue dita le mie e osserva come la mia piccola mano s'incastra perfettamente nella tua. Giocaci, certo, ma presta attenzione a ciò che ti dico. Accade la medesima cosa tra me e te: la mia figura minuta in tutto e per tutto è perfettamente mescolata al tuo amore per me, che mi stringe con vigore, interamente, e pervade ogni angolo di me, anche quelli più remoti. E quest'amore in cui mi racchiudi, quest'aura magica in cui mi coccoli e mi proteggi, nasce dai tuoi occhi, da quello sguardo dolce che mi dedichi proprio in questo istante. E questo tuo sguardo è talmente profondo che ci casco dentro tutta intera e mi scopro d'un tratto vittima di una caduta libera che non termina mai, simile a quella di un oggetto destinato a vagare eternamente nello spazio. E io mi muovo e mi agito nel vuoto senza controllo. Perché? Sei tu e la potenza del tuo amore che mi attirate in questo precipitare nel nulla. E se tu lo vuoi ho il cuore in gola, e se tu lo vuoi ho la pancia sotto sopra, e se tu lo vuoi mi manca il fiato, e se tu lo vuoi io tremo tutta, e se tu mi vuoi io ti voglio mille volte di più. E sembra una tortura, ma cadere non è mai stato splendido come cadere ogni giorno per te, nell'amore... il tuo amore.
No sé si quiero enamorarme o solo estoy enamorada de la idea del amor.
Io ho una teoria. La mia teoria riguarda i girasoli. I girasoli sono dei fiori particolari: nascono, vivono, e muoiono per il sole. Così come alcune persone, che io chiamo girasoli, vivono per l'amore in tutte le sue forme. Sono persino un po’ attratte dalla sofferenza, come il fiore che vive di tristezza quando il sole va via. Le persone girasole sono persone particolari, le noti subito perché hanno una strana luce dentro gli occhi, e sono belle, belle da morire. E lucenti come un fuoco che arde. È difficile spegnere certe persone: a volte si spengono da sole, mai per gli altri, e hanno questa capacità di illuminare ogni cosa che hanno attorno. Fateci caso. A volte ci sono delle persone che incontrate e vi sentite migliori, perché loro fanno questo, vi fanno sentire qualcos'altro: qualcosa di buono, qualcosa che brilla. I girasoli illuminano ogni posto in cui mettono piede. Sono fatte così loro: non puoi non amarle, non puoi spegnerle, non puoi non brillare accanto a loro. Sono dei fiori, ma profumano di cielo.
peaky blinders → 3.05
Non capivo perché ma venivo presa da una nostalgia così lancinante che, anche se mi trovavo a casa mia, sentivo che esisteva un posto, da qualche parte, dove dovevo tornare.
Banana Yoshimoto
Fossi in me, non mi frequenterei…