Karla Gachet | The Gypsy Kings 3
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Karla Gachet | The Gypsy Kings 3
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Karla Gachet | The Gypsy Kings
Scrive Karla Gachet, fotografa ecuadoregna sul suo sito a proposito di questo lavoro: “Una settimana prima di arrivare a Buzescu, eravamo su un autobus in direzione sud verso Bucarest, e ho iniziato una conversazione con un giovane rumeno. Mentre il nostro bus procedeva verso i Carpazi l'uomo ha cominciato a parlare di bizzarre città con “zingari folli” - come li chiamava lui, e dei loro enormi palazzi che avevano costruito per mostrare la loro ricchezza. Poi ha detto: “sono così antiquate, queste persone, che tengono i loro cavalli all'interno delle case e dormono all'aperto in tende.” Siamo rimasti sbalorditi dalle parole dell'uomo che ho deciso di andare alla ricerca di quello che avrebbe potuto essere un racconto popolare. Siamo saliti su un altro autobus. I campi infiniti, pieni di fiori colorati e greggi di pecore, sembravano congelati nel tempo. Già nel 1900, le famiglie rom di Buzescu erano seminomadi, e viaggiavano in roulotte attraverso la campagna romena nelle loro carrozze trainate da cavalli. Molto è cambiato da allora, e quelli più fortunati hanno venduto i loro cavalli per comprare per automobili di pregio. Gli altri, che vivono nelle periferie della città vivono ancora una vita rurale. Dopo aver vissuto le loro ville che ostentavano ricchezza abbiamo anche notato che, la maggior parte dei rom preferiva vivere nelle loro piccole e modeste stanze sul retro. Essi cercano di mantenere la loro cultura immutata che si fonda sulla raccolta dell’ora e nel viaggiare attraverso le frontiere allo stesso modo in cui lo facevano i loro antenati più di un secolo fa”.
E' il tempo di un'acuta intimità quello che traspare da questa serie di foto di #nangoldin. Il tempo sospeso di due persone che si amano e si godono quel pizzico di felicità prima della fine annunciata da una malattia come l'AIDS. Queste sono fotografie di un'amara tenerezza che invitano a riflettere sull'angoscia del tempo ma anche sull'amore che molte volte si spinge al di là della morte. Nan Goldin | Gotscho and Gilles | Paris, 1993
Sono passati 71 anni dalle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki e il ricordo è ancora ben presente in tutto il mondo. Pochi giorni fa #Obama ha abbracciato un sopravvisuto presso l'#Hiroshimamemorial. Questa foto ha fatto il giro del pianeta e a noi di #2photo ne ha ricordato un'altra scattata da #ShomeiTomatsu a Nagasaki nel 1961 quando il grande fotografo nipponico ha intrapreso un lavoro sugli effetti della bomba atomica nell'altra città giapponese sconvolta dall'evento.
Su Shomei Tomatsu e il suo lavoro su Nagasaki ne abbiamo scritto qui: https://2photo.org/shomei-tomatsu-nagasaki-11-02-1945-7df6fc00851d#.vh266ob7e
Photographs are often treated as important moments, but really they are little fragments and souvenirs of an unfinished world." Saul Leiter
Uno sguardo del mondo che si è perso, quello di #antoniozambardino talentuoso giovane #fotoreporter che aveva scelto come sua dimora l'Asia. Un occhio attento ai mutamenti e ai temi di un mondo sempre più globale nel quale le peculiarità tipiche dei luoghi sono quanto mai difficili da scovare. Zambardino ci riusciva come dimostrano queste #fotografie. Ciao Antonio
Sono Gangster? Sono Banchieri? Così comincia un articolo sul #newyorktimes dello scrittore-fotografo nigeriano #TejuCole intorno al mistero di questa fotografia scattata da #RenéBurri’ a #SãoPaulo do #Brasil nel 1960. "Quei quattro ragazzi sono arrivati dal nulla, e se ne sono andati verso il nulla" disse Burri a proposito di questa fotografia ma proprio la fotografia ha fatto di loro persone venute dal nulla ma che sono arrivate dovunque. http://buff.ly/1Twr98Z
Pochi minuti dopo le 9 la grande fabbrica di Pegatron Corp. alla periferia di Shanghai, si anima di migliaia di operai vestiti di giacche rosa che si preparano a costruire l'IPhone. In meno di due secondi gli uomini e le donne passano attraverso gli scanner e rigidi controlli di identità … “Buongiorno!”, Gridano all'unisono sotto lo sguardo attento del “Capo”. Sei minuti più tardi, sono tutti al piano di produzione, ad assemblare smartphone. Per la prima volta in una fabbrica #apple in #Cina un fotografo: Qilai Shenper e un reporter Shai Oster sono stati autorizzati a entrare nel campus di #Shanghai dove lavorano 50000 operai. Il reportage completo potete leggerlo su bloomberg: http://www.bloomberg.com/news/features/2016-04-24/inside-one-of-the-world-s-most-secretive-iphone-factories
Zaha Hadid | Baghdad, 31 ottobre 1950 – Miami, 31 marzo 2016
Helmut Newton | After Velasquez in my Apartment | Paris, 1981
La fotografia di Victor Cobo è una genere di fotografia che provoca a prima vista una sorta di diffidenza e estraniament…
Daido Moriyana
Garry Winogrand | Frammenti di una realtà
La sua morte prematura ha impedito al grande pubblico di cogliere pienamente il suo metodo di lavoro e l’aspetto teorico che stava dietro i suoi scatti. L’enorme mole di lavoro, un corpus fotografico di oltre 300mila scatti è un racconto per immagini della società americana che riprende il percorso tracciato daWalker Evans prima e da Robert Frank poi. Garry così come i suoi predecessori non cerca risposte, ma nei suoi frame da 35 mm vengono raccontate tutte le contraddizioni, le ingenuità e i cambiamenti della società americana.
Le sue fotografie sono una disanima caotica del mondo circostante che centrifuga il racconto ordinato della fotografia tradizionale. Un caos che descrive in maniera coerente la varietà di un mondo sgraziato che ha come sfondo quelrumore visivo che le immagini non attenuano ma che anzi mettono se possibile ancora di più in rilievo in quanto parte determinante del paesaggio rappresentato.
Queste fotografie costruiscono un nuovo racconto che pone l’uomo al centro di una storia minima nella quale le immagini afferrano e trattengono l’attenzione dello spettatore attraverso l’uso della metafora e dell’ironia.
La prima cosa che si percepisce è la differenza sostanziale che esiste tra ciò che si fotografa e la realtà che non è mai oggettiva bensì è sempre un punto di vista personale che costruisce storie complesse che riflettono solo e soltanto la verità dell’autore.
La strada e gli abitanti americani si sovrappongono, l’idea della frontiera segue una storia già raccontata, come detto da Evans e Frank, e nella quale si ritrovano tracce della rigorosa lucidità di Atget, dell’uso della fotografia come documento sociale e veicolo di cambiamento tipico di Aaron Siskind, Sid Grossman, Sol Libsohn, Arthur Lipsia e Dan Weiner.
A completare il background culturale di Garry Winogrand c’è tutto il filone della fotografia europea che va da Cartier-Bresson a Brassai. E sono proprioBrassai e Weegee che suggeriscono a Winogrand nuovi punti di vista e lo avvicinano alla fotografia sociale e a quel mondo sotterraneo, buio fatto di diseredati e violenza rivisitato secondo una sensibilità ironica che trasforma la denuncia in satira e in cui il tragicomico e grottesco lo depurano da ogni grazia e sfumatura.
Nei suoi scatti Garry Winogrand enfatizza all’estremo i tipi umani e le situazioni, la società rappresentata è una sorta di ambivalente mondo in cui gli opposti si contrappongono e si confrontano, il bello e il deforme, il sano e il malato, l’ordinario e lo straordinario.
Il suo occhio trasforma i soggetti in caricature catalogando la varia umanità in caratteri ben definiti. Il mondo privato viene sfasciato, gli attori di questa società hanno bisogno di un palcoscenico ben riconoscibile come solo lo possono essere gli spazi urbani cosi familiari da essere il genius loci di una determinata società. E allora i supermarket , le strade, i centri commerciali, gli aeroporti, gli stadi, i parchi, gli zoo, i rodei, diventano le quinte prospettiche e ifili conduttori dei contatti sociali che quotidianamente avvengono nelle città.
La forza delle sue fotografie si basa nella capacità di seguire questi fili e di racchiudere in uno scatto la simultaneità delle azioni e delle relazione, dei gesti e dei movimenti che si fondono in un corpus fotografico che ha indagato la società americana come nessuno prima di lui aveva fatto con tanta semplicità e complessità.
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Franco Fontana
PHOTO: ODED BALILTY - AP
See the Hidden Life of a Mannequin
“I felt as if they were whispering to each other when I turned my back.”