Quando ascolto delle canzoni che mi piacciono, mi capita spesso di immaginare un determinato periodo della mia vita. Spesso passato, presente e futuro si fondono, dando così origine ad una specie di videoclip straordinario, che parla di me. Sin da bambina mi porto dietro questa sensazione di essere esattamente dove dovrei essere, anche se non ne sono esattamente contenta. È come se mi trovassi in un determinato posto soltanto perché così è stato scritto, anche se non so chi sia stato a scriverlo. Immagino che alcune canzoni possano essere la colonna sonora della mia vita e passa tutto: momenti di malinconia, la nostalgia di casa, di un profumo, di qualcuno, la tristezza che consegue da un rimpianto..
Credo che possa essere così per tutti, ché la musica ascolta te prima ancora che tu possa ascoltare lei.
È per questo che non amo dedicare canzoni. Ho paura, non lo nego.
Paura di concedere un attimo di questo mio videoclip incredibile a qualcuno che non lo meriti realmente, a qualcuno che non sappia apprezzarne il valore.
Da piccola, quando faceva buio, puntavo gli occhi al cielo, lo guardavo in silenzio anche quando di stelle non ce n'erano, ed esprimevo i miei desideri. Ora il cielo lo guardo anche di giorno, mi piace ogni volta di più e di desideri ne ho ancora tanti, ma oggi il mio sogno più grande è quello d'incontrare qualcuno che sia in grado di dedicarmi canzoni che ad altre non ha mai dedicato.. perché non erano me.