Verresti da me, vero?
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@abelinata
Verresti da me, vero?
🌻🌻🌻🌻
Dove ci incontreremo dopo la morte? Dove andremo a passeggio? E il nostro consueto giretto serale? E i rammarichi per i capricci dei figli? Dove trovarti, quando avrò desiderio di te, dei tuoi occhi smeraldi, quando avrò bisogno delle tue parole? Dio esige l'impossibile, Dio ci obbliga a morire. E che sarà di tutto questo garbuglio di affetto, di questo furore? Sin d'ora promettimi di cercarmi nello sterminato paesaggio di sterro e di cenere, sui legni carichi di mercanzie sepolcrali, in quel teatro spilorcio, in quel vortice e magma di larve ahimè tutte uguali, fra quei lugubri volti. Saprai riconoscermi?
Angelo Maria Ripellino, Notizie dal diluvio, Einaudi, 1969
A ogni tuo passo rallento
Fibre sintetiche immobili contro il vento
Acqua torbida e fumante
mentre ti accarezzo
in un tubo sterile pronuncio
frasi sintetizzate per farti scattare
un impulso razionale.
Schifo nella mia bocca ma che importa se lo schifo mi attraversa. Ora è dentro me e non c’è stanza libera per la tua felicità prefabbricata.
Tu sai di essere sola ma
non ti vuoi più controllare
Odiare ogni restrizione
ogni limite imposto
leggi morali leggi di seduzione comportamento
vedere un corpo continuamente deformato
dal tuo specchio violentato
Non uscire più ore rapide persone lontane
Circondata di odio da ingurgitare
Non uscire più non uscire più notti perse
a consumare e a dare amore senza poterlo
provare.
Forse un giorno camminerò
con scarpe di fanghiglia tra la gente
Per ora cerco ovunque nelle biblioteche
tra gli scaffali mi puoi
vedere sudata nell'affanno di una che
in testa Welsh
il Sottosuolo tra le dita
pesante non erudita
diffidenza come amica.
Ansia
ansia
ansia
di rialzarmi dalle tue coperte
stupefacente calore
la droga continua a girare
occhi desti cervello offline
gambe tremanti tana pace i soldi
continuano a comandare
Nessun'utopia qua solo
schiavi di nessun ideale.
Donna nuda alla finestra
fuma
la condanna consenziente
In ogni morbidezza
vorrebbe trasparenze
Inflessibile (n)ella
mente.
siamo impazziti
come un albero.
siamo le radici
sprofondate
e attingiamo
da qualche cadavere
sperando
di poter cambiare.
Non accettiamo la biologia
anche se
le grida
fanno paura
e i lamenti
ribrezzo.
Ci regaliamo abiti
per impregnarli
del nostro odore
E forse un abito è anche un ombrello che ti ripara dalla tempesta
Certo quando cammini sola
spoglia
beviti
una birra.
Ho più tappi di bottiglia
che soldi
e mi affanno nel cercare
un guanto che ho perso
e gli scontrini da collezione
ma forse siamo fatti
per stare
a metà.
Manifesto della gioventù
Ho voglia di ubriacarmi
e prendere qualche chilo di poesia
pisciare davanti a un centro immigrati
entrare col Manifesto in Questura
Dicevano:
impara, impara dalla letteratura
pixel sorrisi finti prostitute.
nichilismo da quattro soldi
occhiaie
cagozzo da ansia.
ciao sono un ghiottone e ti voglio spezzare le ossa coi miei dentini
“Non esiste nessuno più difficile di chi sa stare solo. Ha imparato a fare la cosa che fa più paura al mondo. Quindi, non sarà mai disposto a barattare la sua solitudine con rapporti di circostanza, ne con persone che cercano compagnia solo perché hanno paura del vuoto. Ha bisogno di persone giuste che nel momento di dificcolta lo rendono felice.”
— entony97 - Senza amici
“Siete falsi, tempeste senza tuoni fate finta d'essè pensatori siete bestie senza cuori.”
— Gemitaiz
Sentite tutti il dovere di dare consigli ma mai una volta che vi tappate la bocca
È una vita che amo starvi lontano e continuerò a farlo
Lui, dietro la sua altezza e le sue mani grandi, nasconde una dolcezza quasi paterna e un'accortezza velata di imbarazzo infantile. Ha, a volte, quell'insicurezza mista a ingenuità nei gesti e nello sguardo, di chi ha il cuore grande e non sa come gestire una pazza alla disperata ricerca di un abbraccio. Lui non è più il serial killer, né il dominatore crudele e spietato; cioè, lo è ancora, ma non è più solo quello.
Lui è per me un uomo lontano, pieno di calore, che non può riscaldarmi e la cui energia di amore penetrerà nelle mie ossa fino a che questa carne non si libererà del flusso di dolore, e se è vero che l'orrore velerà i miei occhi nell'ultimo istante, allora promettimi che lo bacerai come un figlio, quell'orrore in cui nasconderò ogni parte di te... E scusa se ogni cosa che scrivo resta un po' incompleta, con quei puntini di sospensione, come se avessi qualcos'altro da dire e mi dilettassi nel lasciare dei vuoti qua e là: è solo che mi manca un po' di amore, mi manchi un po' tu.