Unpopular opinion: mentre i romani costruivano acquedotti in tutta Europa, cosa facevano gli africani? Perché, in duemila anni, non sono stati in grado di fare gli stessi progressi del resto del mondo?
È un'opinione diffusa, ma basata su una percezione storica parziale. La narrazione eurocentrica spesso oscura il fatto che il continente africano – vastissimo e diversificato – ha ospitato alcune delle civiltà più avanzate dell'antichità e del medioevo, sviluppando tecnologie, architetture e sistemi complessi adatti ai propri contesti geografici.
Ecco cosa succedeva in Africa mentre i Romani costruivano l'acquedotto di Segovia (ritratto nella foto) e nei secoli successivi.
1. L'Africa e l'Impero Romano (L'Africa stessa era "Roma")
Prima di tutto, c'è un malinteso geografico: l'Africa del Nord era parte integrante dell'Impero Romano.
Acquedotti in Africa: I Romani non costruivano acquedotti solo in Europa, ma anche in Africa settentrionale. L'acquedotto di Cherchell (Algeria) e quello di Zaghouan (Tunisia), che alimentava Cartagine con i suoi 132 km di lunghezza, sono capolavori ingegneristici romani costruiti sul suolo africano, con la forza lavoro, le risorse e spesso la mente di ingegneri locali.
Imperatori e intellettuali: L'Africa ha dato a Roma imperatori (come Settimio Severo, nato a Leptis Magna, nell'odierna Libia) e i più grandi pensatori dell'epoca, come Sant'Agostino d'Ippona.
2. Le grandi civiltà africane contemporanee e successive a Roma
Se guardiamo oltre i confini dell'Impero Romano, nel resto del continente si sviluppavano imperi straordinari:
Il Regno di Axum (Etiopia/Eritrea): Contemporaneo all'Impero Romano, era considerato una delle quattro grandi potenze del mondo antico insieme a Roma, alla Persia e alla Cina. Gli axumiti crearono una propria scrittura (il Ge'ez), coniarono monete d'oro e d'argento ed erano maestri nell'ingegneria monumentale, celebri per i loro enormi obelischi monolitici (steli) ricavati da un unico blocco di pietra.
L'Impero del Mali: Nel Medioevo, mentre l'Europa cercava di riprendersi dal crollo di Roma, il Mali divenne uno degli imperi più ricchi del pianeta grazie al controllo delle rotte dell'oro e del sale. La città di Timbuctu divenne un centro culturale mondiale, sede dell'Università di Sankore, che ospitava una delle più grandi collezioni di manoscritti scientifici, astronomici e matematici dell'epoca. Il suo imperatore, Mansa Musa, è tuttora considerato l'uomo più ricco della storia umana.
Il Regno del Benin: Situato nell'odierna Nigeria, era famoso per la sua capitale geometricamente pianificata e difesa dai Fossi del Benin, una delle più grandi opere in terra battuta della storia (più lunga della Grande Muraglia Cinese per estensione complessiva della rete). La loro maestria nella fusione del bronzo surclassava le tecniche europee del tempo.
Grande Zimbabwe: Nel sud del continente, tra l'XI e il XV secolo, fiorì una civiltà che costruì una maestosa città fortificata interamente in pietra, senza l'uso di malta, le cui rovine (il Grande Zimbabwe) testimoniano un'architettura e un'organizzazione sociale avanzatissime.
Perché si pensa che non abbiano fatto progressi?
Il concetto di "progresso" è stato storicamente misurato su standard europei (strade di pietra, ponti, navi transoceaniche), ma ogni civiltà risponde alle sfide del proprio ambiente.
Adattamento ecologico: In molte parti dell'Africa subsahariana, la densità di popolazione e la vastità degli spazi non richiedevano la costruzione di grandi infrastrutture idriche centralizzate come in Europa o in Cina; i sistemi agricoli e di gestione dell'acqua erano diffusi e adatti a climi tropicali o aridi.
La devastazione del colonialismo e della tratta: La tratta transatlantica degli schiavi prima, e il colonialismo europeo poi, hanno letteralmente smantellato il tessuto sociale, economico e politico di imperi che erano fioriti per secoli. Le risorse economiche sono state drenate e le culture locali soppresse o distrutte (molte opere d'arte e ingegneria africane, come i bronzi del Benin, furono saccheggiate ed esposte nei musei europei).
L'Africa non è rimasta ferma per duemila anni; ha seguito percorsi di sviluppo complessi, ricchi e diversi, che la storiografia moderna sta finalmente riscoprendo e valorizzando.