Siamo nati per dimenticare…È come mettersi le mani sopra gli occhi e fingere di non guardare.
(via nocommercialrap)
wallacepolsom
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

#extradirty

shark vs the universe
d e v o n

Janaina Medeiros
Lint Roller? I Barely Know Her
taylor price
DEAR READER
almost home
Xuebing Du
cherry valley forever

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Sade Olutola
Cosmic Funnies
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
AnasAbdin

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YOU ARE THE REASON
Sweet Seals For You, Always

seen from United States

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@addictedtobooks5
Siamo nati per dimenticare…È come mettersi le mani sopra gli occhi e fingere di non guardare.
(via nocommercialrap)
Io e te dove siamo finiti, ad amarci da nudi e odiarci vestiti.
(via nocommercialrap)
Marracash
L'impossibile addio (c.8), Catullo. #phrases #phrasesoftheday #photooftheday #love #life #quote #instagood #frases #instadaily #l4l #igers #frasi #frasessimples #lovequote #instaquote #instalove #citas #follow #tbt #phrase #poetry #poet #writersofinstagram #poetsofinstagram #poetryinmotion #poem #writer
Sei splendido proprio come sei.
«E perché non l’hai fatto?» Perché ti amo, avrei voluto dirgli. Ma non abbastanza da lasciarti andare. E poi guardati, guarda come sei ridotto. non camperesti un giorno senza di me. E non c’entra niente l’ero, i denti che ti cascano e il fatto che non ti reggi in piedi. Se me ne vado io, tu muori, ma non per i buchi. Muori perché ti si stacca un pezzo, ti si strappa via una parte di vita e senza quella parte, dopo di te, crepo pure io.
Il rumore dei tuoi passi, il tuo odore che svanisce sul cuscino, la luce del giorno in cui mi hai lasciato sola.
Il rumore dei tuoi passi, Valentia D’urbano.
Ci saranno tante cose a cui dovrò abituarmi, e ce ne saranno altrettante di cui dovrò fare a meno. I rumori e gli odori e le luci di questo posto. Quando me ne andrò dovrò sopportare un altro tipo di giungla, più ritmica, meno scomposta. L’acciottolio delle stoviglie. Le televisioni a volume altissimo. Il buio soffocante di certi spazi angusti. Le grida e le risate, i motorini senza marmitta che sbandano lungo le via scalcinate, il rumore fastidioso di zoccoli di legno sulle scale, nell’ora più calda dell’estate. I rantoli soffocati, vetri che si infrangono, spari in lontananza. Motori che ringhiano per andare a schiantarsi contro un guardrail, dove poi qualcuno porterà lettere, bandiere, lacrime e fiori freschi ogni settimana. il silenzio sordo di vecchi lavatoi condominiali dove nessuno verrà mai a cercarci. L’odore dell’acqua, l’odore dei panni stesti ad asciugare e quello del legno marcio che si disfa sotto la pioggia. L’odore dell’erba, quello dell’anfetamina e quello dell’eroina. La polvere da sparo, l’odore del sangue e delle lenzuola che lo assorbono. Trucioli sottili di segatura che ti si infilano nei capelli e non li togli più. L’alito fetido degli angoli scuri. Vino scadente, umanità degradata. La luce azzurrina delle terrazze dove non batte mai il sole, quella artificiale giallastra, spesso spenta, dei pianerottoli. Il tramonto riflesso sulle schegge di bottiglie rotte sull’asfalto, che brillano come diamanti. i fari nella notte, gli stop che ammiccano, il riflesso bluastro delle tv accese negli appartamenti bui. Il rumore dei tuoi passi, il tuo odore che svanisce sul cuscino, la luce del giorno in cui mi hai lasciato sola.
Adesso eravamo più uniti di quanto non fossimo mai stati, ma dentro, in qualche posto che non potevamo raggiungere, ci eravamo persi, dissolti, disgregati. La crepa che per anni aveva segnato in nostro rapporto si era fatta più profonda, aveva scavato un solco lunghissimo. Eravamo insieme e allo stesso tempo eravamo lontani, come su due pianeti diversi.
Non l’avrei toccata. Non le avrei fatto niente. Piuttosto che fare qualcosa a lei mi faccio ammazzare.
Il rumore dei tuoi passi, Valentina D’urbano
Desideravo convincermi che era tornato quello di prima
Paradise.
"I’d like to bite that lip ."
« When you play the game of thrones, you win or you die. »
Ho appena scoperto che i ragazzi odiano i messaggi chilometrici. È strano, perché il primo pensiero di noi ragazze, quando riceviamo un messaggio lunghissimo, è “oddio, è dolcissimo”, mentre il primo pensiero dei ragazzi alla vista di un messaggio più lungo di cinque righe è “oh merda, che due...