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Valerio Mastandrea, “Tutti giù per terra” (Davide Ferrario, 1997).
Sono sempre stata la ragazza dei "va bene così" quella ragazza costantemente persa nei suoi pensieri, nelle cose che mi hanno divorata l'anima. Tutti mi dicono che sono una persona fredda, che sembro sempre disinteressata su tutto, persa tra le nuvole, sempre scocciata, sempre triste. Il problema è che non riesco a non pensare ad altro che al passato, tutti quegli bagli, tutte quelle cose dette per rabbia, tutti quei modi per farmi ancora più del male. Quelle volte in cui fissò il nulla, quelle volte che smetto di parlare e faccio lunghe pause, quelle volte che semplicemente rimango zitta, sono per la costante paura di raccontare troppo di me. Spesso mi hanno detto "perché non guardi le persone negli occhi?" Beh gli occhi sono lo specchio dell anima, e nella mia anima c'è solo buio, ci sono solo mostri, scoprireste cose che neanche io conosco, e cose che invece conosco benissimo e ve lo assicuro in tutti e due i casi rimarreste perplessi, pieni di domande a cui io non posso rispondervi, non perché non conosca la risposta ma semplicemente perché sarebbe inutile raccontarvi pezzi di me che alla fine neanche vi interesserebbero. Le persone che mi sono vicine non sanno assolutamente niente di me, anche quella che consideravo la mia migliore amica mi ha lasciata, anche lei che mi aveva fatto tutte quelle promesse che poi non ha mantenuto, non era in grado di stare vicino a me, perché io nella nostra amicizia dovevo "limitarmi a darle consigli e non trattarla a calci in faccia" e poi dicendo quello che penso, in realtà era "come pretendi tu di darmi consigli se hai fatto i miei stessi sbagli?". Gli sbagli in realtà sono stati diversi, due cose distanti ma okay va bene rinfacciarmi tutto.... Non riesco più ad affezionarmi, la paura mi corrode dentro, perché se mai dovessi incontrare una persona che mi piace non sarei in grado di amarla, potrei solo farla soffrire. Perché fin quando sarò a pezzi non riuscirei a costruire niente. NON LASCIATEMI SOLA TROPPO A LUNGO.
“Io non l'avevo mica capito che, da quella sera, mi sarei persa in ogni suo piccolo particolare. Non riuscivo a capire se quello che avevo iniziato a sentire da quella sera fosse amore o semplice interesse. Ero convinta che fosse solo attrazione, che prima o poi sarebbe passata. Che, magari, sarebbe stata solo una di quelle piccole cotte che si prendono alla mia età. Ma, nei giorni successivi, iniziai a notare in lui cose che prima davo per scontato. Iniziai a pensare a lui nel bel mezzo della notte, quando ero a tavola, quando leggevo, quando guardavo fuori dal finestrino, quando ero a scuola. Iniziai a sorridere incoscientemente quando lo faceva lui. Iniziai a sentire la sua voce nei posti più improbabili. E ricordo che tremavo,ogni volta che sentivo una voce simile alla sua. Sentivo i brividi in ogni centimetro di pelle. Iniziai a sentire la sua mancanza, sempre. Volevo che fosse con me ad ogni ora del giorno, anche senza fare nulla di particolare. Mi piaceva l'idea che fosse lì, con me, con quegli occhi che quasi quasi mi leggevano dentro. Iniziai ad aspettarlo ogni giorno, alla stessa ora, alla sua fermata. Ma lui non era più quello di prima. Mi evitava, non salutava, non mi cercava più. Ed io di conseguenza, per quando orgogliosa ero, feci lo stesso. Lo ignoravo, non lo salutavo, non lo cercavo più. E finimmo per evitarci sempre. E finimmo per perderci. E finimmo per essere solo quello dal sorriso bello e quella degli occhi belli. E finimmo solo a parlare agli altri di noi coi soprannomi che ci eravamo dati. Questa è la fine di chi ama troppo e non lo dimostra. È la fine di chi preferisce l'orgoglio alla felicità. Che, a dircelo tutta, l'orgoglio sorpassa ogni altro sentimento alle volte. Crediamo che la felicità, duri solo pochi istanti, che sia rara. Ma, in realtà, siamo noi che non ci degnamo di andarla a scovare, a prenderla, a tenercela. Che se davvero vogliamo una cosa facciamo di tutto pur di averla, come quando facevamo da piccoli. Ma, purtroppo, adesso non siamo più bambini. Adesso siamo condannati dalla paura e messi alla prova dall'amore. E credo che lui resterà sempre una parte di me. Anche se non siamo stati niente. Anche se eravamo solo sguardi che parlavano. Anche se ormai ci siamo persi. Ci sarà sempre una parte di lui in me.”