Non siamo fatti per stare insieme. Siamo quelli a cui la vita non ha permesso tanto, se non partenze su partenze, che si abbracciano e si amano giusto il tempo di un momento. La vita non ce l'ha permesso, e mi spiace, perché mi ci sarei vista a prepararti i dolci, visto che ti piacciono tanto, oppure pranzetti speciali quando torni a casa dall'allenamento. Siamo quelli del “Sareste” e del “Peccato”. Lo so e me lo sento, che sotto sotto va bene anche così. Ho capito. Che non gira niente, né i treni e né la fortuna, perlomeno non per noi. Forse in altre vite ci saremmo amati come nessuno, forse ci saremmo conosciuti a breve, o magari avrei dovuto aspettare qualche anno ancora, e mi sarei poi presa uno di quei colpi di fulmine da cui non ti rialzi e altri sogni buttati al vento. Io lo dico che se avete un sogno dovete andarlo a prendere, che il meglio non arriva mai da sé, che a volte si deve sudare e magari non riuscire a raggiungere ciò che si vuole. Però è anche vero che una vita senza sogni non sa di niente. E tu sarai sempre il mio sogno nascosto. Quello che porterò fino alla fine e per cui mi ritroverò a scrivere sempre. Ti terrò come ciò che non son mai riuscita ad avere, così da non accontentarmi mai e tendere sempre a qualcosa di migliore. Ti congelo e ti lascio nel mio cuore, tanto non ti sciogli mai, né con canzoni nuove e né con altre persone sotto gli occhi. Rimani lì ed ogni tanto ti sento così vicino che sembri accanto a me. E sorridendo, magari, e con una lacrima come questa da portare via dal volto. Perché di ingiustizie come queste ne capitano una volta sola, un po’ come te, un po’ come le cose belle.















