E’ un’estate di fuoco e i biglietti per il traghetto pronti. Forse il destino volle che la bambina perse i documenti. Io e te soli al mare dopo tanto tempo. Io piangevo in nave, mi mancava il suo stupore. Tu mi ricordavi che avevi lavorato tanto quell’anno e che saremmo usciti a cena spesso e riposati. L’isola era un incanto e Dio sa come non potrei rivederla … Zante e le tartarughe, il mare trasparente e il profumo di pascoli e mare. La festa di Dionisos con le bancarelle sul lungomare e i dolci alle mandorle di cui c’eravamo ingozzati. Era tutto così facile in due. Era tutto così normale : le passeggiate e i sonnellini pomeridiani quando il rumore del tuo respiro mi metteva quella pace addosso. Il cane che in spiaggia nuotava con noi e il monte dal quale eravamo andati a guardare l’isola dall’alto. Le tartarughe che uscivano dalla sabbia per buttarsi in mare e i giri con l’auto a guardare il tramonto da tutte le angolazioni poi la cena sul piccolo balcone da dove arrivavano i profumi del bosco. Non avevo paura di niente. Non conoscevo il dolore. Avevo un altro sguardo e la sicurezza di un’anima che mi amava. Mi hai salvato la vita eppure è così difficile vivere. 23 mesi di lotta a sopravviverti. So che sei ancora laggiù tra la sabbia bianca e i colori di una estate eterna. Mentre la nave della vita mi porta via tu mi saluti con la mano e mi gridi : vivi, vivi!!!! Faccio fatica a staccarmi da te e sono gelosa del tuo ricordo. Nel profondo del mio cuore tu sempre vivrai lo sai .. Ti aspetto nel domani che si compie e accorcia il nostro distacco. Amore. Tatiana Andena 30.11.14



















