Sul perché dobbiate sempre rompere il cazzo agli altri
Me lo chiedo sempre più spesso, quale siano le motivazioni che spingono una persona che non conosci affatto se non - al massimo - di vista a disturbarti cercando di infilarsi nel tuo privato. Me lo chiedo quando è mattina presto e inizio il turno nella reception dell’hotel in cui lavoro e una delle ragazze delle pulizie si ferma da me e mi invita a prendere un caffé. Prendiamo un caffé insieme al bar con un cioccolatino - una colazione condivisa, anche se con qualcuno di cui sai solo il nome e l’età, è sempre più piacevole che una colazione da sole, no? NO. O almeno non questa mattina. La signorina A., più giovane di me di due anni, ha trovato opportuno dirmi che dato che sono italiana e ora mi trovo a lavorare in Florida da più di un anno, devo proprio avere dei gran soldi per aver potuto affrontare il trasferimento e tutto il resto (tutto il resto cosa?) e che devo essere contentissima della mia vita, che a lei mica è andata bene come me, che a suo dire la mattina defeco soldi, lei poverina ha un ragazzo bruttino che però ai suoi occhi è l’uomo più bello del mondo - e ovviamente subito dopo mi chiede chi fosse l’uomo in giacca e cravatta con cui sono uscita la sera prima a cena. E continua, la povera A., nel disperato tentativo di mostrarsi un passo avanti a me, perché lei quello che ha se l’è dovuta guadagnare fino all’ultimo centesimo! Si è messa a lavorare a 18 anni perché dopo il diploma non ha avuto la forza emotiva per reggere il college - già, avete letto bene, la forza emotiva (che cazzo è poi? o studi o non studi, non mi sembra difficile!) - e poco più di un anno fa ha finalmente trovato un ragazzo che la considerava e bam! ora sono entrambi precari, e pensano già al matrimonio. Mica come me, ci tiene a sottolineare, che ho pacchi di soldi e posso permettermi di fare la vita che faccio (quale sarebbe poi, di preciso, non si sa), che vedo un uomo diverso ogni tot tempo ma non inizio una relazione stabile con nessuno perchè, mi spiega, ho standard troppo alti. E così via, in un continuo blaterare e giudicare la mia vita, una vita che si è inventata nella sua testa per farmi sembrare la bella, ricca, stronza, incontentabile, altezzosa della situazione. Finisco di bere il mio caffé, ormai freddo dopo il racconto-paternale, e molto pacatamente, guardandola dritta negli occhi, le dico chi sono. Le racconto che nei miei 24 anni ho vissuto più problemi e tragedie di quelli che lei possa immaginare guardandomi - un lutto importante del mio primo ragazzo, morto in un incidente stradale quando io ero appena un’adolescente; l’anoressia che ha rischiato di trascinarmi nella tomba prima della maggiore età; una scelta consapevole di un aborto ma che comunque mi porterò sempre sulla pelle; quella che sembrava la relazione della mia vita con un uomo che non era ne bellissimo ne colto ma che per me era tutto che era finita dopo 4 anni troncata da un tradimento; tutti i lavori che ho dovuto fare perché volevo la mia indipendenza; tutte le volte in cui non mi sono MAI permessa di andare da una persona che semplicemente sembra più felice di me a dirle “quanto sei fortunata per la vita bellissima che hai” perché al 90% non è così. La carissima A., ho appena appreso aver dato le dimissioni. Evidentemente sentirsi contraddire palesemente e capire di aver fatto una cazzata era una sconfitta troppo grande, per una persona così matura da pensare già al matrimonio. A proposito cara A., giochiamo allo stesso gioco: ti dimetti con così tanta facilità perché evidentemente nascondi pacchi di soldi e quindi avrai il tuo suntuoso matrimonio, vero? Oppure hai capito che col piano B, quello di fare pompini - la forma delle tue labbra sembra proprio perfetta per quel lavoro! - guadagnerai di più che pulendo un pregiato hotel? Bello vivere di supposizioni su una persona, no? No, a me non diverte affatto. Chiedo scusa alla signorina A. e a tutte le signorine A. che sicuramente ci sono al mondo e pensano di conoscere le mie scelte di vita. Tutte quelle che mi dicono che nella vita bisogna accontentarsi e poi si trovano con le pezze al culo e un uomo brutto al loro fianco che le plasma al suo volere. Mi dispiace, potreste avere molto di più, se solo aveste la forza di camminare sulle vostre gambe e non appoggiarvi al primo bastone che vi viene offerto.













