non frega mai un cazzo a nessuno finché non è troppo tardi
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@ambrenoir
non frega mai un cazzo a nessuno finché non è troppo tardi
Voglio seguire, sempre, la mia felicità disobbediente.
Essere calmi nel caos non è un talento, è una conquista.
Non nasce dal carattere né dal fare finta che vada tutto bene, nasce dall’aver guardato dentro abbastanza a lungo da non scappare più quando fuori tutto trema.
Chi resta calmo mentre il mondo si agita non è freddo, è presente, ha imparato a non reagire a ogni stimolo, a non farsi risucchiare dal rumore emotivo collettivo, a non confondere l’urgenza con la verità.
Essere calmi nel caos non significa essere passivi. Significa vedere chiaramente.
Stare calmi di fronte al caos è una grande forza, non perché il caos sparirà, ma perché non si sarà quel caos.
Nel caos emotivo si reagisce, nella calma si risponde.
È solo nella calma che l’intelligenza si accende, che le scelte diventano precise, che l’azione nasce pulita.
E la differenza tra le due cose cambia una vita intera.
(Luigi Silvestri - da "Il Sentiero della Purificazione")
Nun t'affezionà a nient, è tutt e passagg…
Le ferite infantili non “passano”.
Si trasformano in "Personalità".
Un bambino cresciuto nel caos non sviluppa libertà: sviluppa strategie di sopravvivenza.
La mente si deforma per non crollare.
⚙️Chi è stato ignorato impara a sparire.
⚙️Chi è stato umiliato costruisce un falso Sé grandioso.
⚙️Chi è stato amato a intermittenza vive nella dipendenza e nel terrore dell’abbandono.
⚙️Chi è cresciuto nell’imprevedibilità sviluppa il bisogno ossessivo di controllare tutto.
⚙️Chi non si è mai sentito al sicuro smette di sentire, smette di fidarsi, smette di essere spontaneo.
La Personalità adulta è spesso una sorta di "cicatrice organizzata".
✅️Lo schizoide si rifugia nella mente perché il mondo umano gli è sembrato troppo invasivo.
✅️Il narcisista crea grandezza artificiale per coprire un nucleo di vergogna e impotenza.
✅️Il borderline vive tra fame d’amore e paura della distruzione e del vuoto.
✅️Il dipendente annulla se stesso pur di non essere lasciato solo.
✅️L’ipercontrollante trasforma la vita in una prigione pur di non rivivere il dolore.
Queste non sono “stranezze caratteriali”.
Sono adattamenti estremi a un passato che ha costretto la psiche a scegliere tra autenticità e sopravvivenza: Meccanismi di Difesa.
Il problema è che ciò che, da piccolo, ti ha salvato, da adulto può distruggerti:
relazioni, lavoro, identità, capacità di amare, pace mentale.
Molte persone non stanno vivendo davvero.
Stanno solo ripetendo inconsciamente il modo in cui hanno imparato a difendersi dal dolore. 🤎
N. B.
Le parole-etichette adoperate servono solo a COMPRENDERE il discorso. A nient'altro.
MARTA PETRUCCI psicoterapeuta
Ma, secondo me, siamo tutti nient’altro che principianti, in fatto d’amore.
— Raymond Carver, Principianti
🚨🤯 PERCHÉ TUTTI COLORO CHE SI OPPONGONO ALLA BANCA CENTRALE MUOIONO?
💥Abraham Lincoln stampa denaro governativo → assassinato 5 giorni dopo la guerra.
💥McKinley difende lo standard dell'oro → assassinato.
💥3 oppositori della Federal Reserve (Astor, Guggenheim, Straus) salgono sul Titanic (proprietà di JP Morgan) → la nave affonda, Morgan annulla all'ultimo momento.
💥Huey Long critica la Fed → assassinato.
💥McFadden accusa la Fed di alto tradimento → «crisi cardiaca» sospetta.
💥JFK firma un ordine per aggirare la Fed → assassinato.
💥Larry McDonald, accanito oppositore → KAL007 «deviato» nello spazio sovietico.
💥Sankara rifiuta FMI/Banca Mondiale → assassinato.
💥Gheddafi vuole un dinaro d'oro africano → ucciso dalla NATO.
Coincidenze? O sistema che elimina i suoi oppositori?
Cosa ne pensate? Semplici coincidenze della Storia o prova di un controllo molto più profondo?
Pensaci un attimo.
Perché tu possa esistere oggi, non è bastato l’incontro tra due persone. Dietro di te c’è una catena lunghissima di vite che attraversa secoli di storia.
Hai 2 genitori, 4 nonni, 8 bisnonni, 16 trisnonni e così via. Già dieci generazioni fa, i tuoi antenati teorici superano le mille persone. Ognuno di loro ha dovuto sopravvivere, innamorarsi, avere figli e trasmettere la propria storia fino alla generazione successiva.
Dietro il tuo nome ci sono uomini e donne che hanno affrontato guerre, carestie, migrazioni, malattie, sacrifici, speranze e scelte decisive. Se anche una sola di quelle vite avesse preso una strada diversa, probabilmente tu oggi non saresti qui.
Nella realtà molti rami genealogici si incrociano tra loro (il cosiddetto collasso genealogico), quindi il numero effettivo degli antenati è inferiore a quello teorico. Ma il concetto non cambia.
Tu sei il punto d’arrivo di migliaia di storie umane intrecciate.
Dentro di te vive il risultato di secoli di incontri, decisioni, coincidenze e resistenza. Pensarci fa quasi venire i brividi: prima di te ci sono state generazioni intere che hanno vissuto, amato, sofferto e sperato.
E tutte quelle strade, alla fine, si sono incontrate in una sola persona: tu.
tratto da Twitter
L’incapacità di mettere un confine. Molto spesso nasce dalla paura. Paura di deludere, di essere giudicati, di sembrare egoisti, di perdere qualcuno. Così iniziamo a dire sì quando vorremmo dire no, accettiamo situazioni che ci pesano, tolleriamo comportamenti che ci feriscono e rimandiamo conversazioni che andrebbero affrontate. All’inizio sembra un gesto di generosità. Con il tempo diventa una forma di rinuncia.
Il punto è che i confini non servono ad allontanare le persone. Servono a proteggere ciò che siamo. Ogni volta che mettiamo da parte un nostro bisogno per ottenere approvazione, ogni volta che soffochiamo un disagio per evitare un conflitto, stiamo insegnando agli altri che possono ignorare parti importanti di noi. E, lentamente, finiamo per ignorarle anche noi.
La verità è che molte persone non reagiscono male ai nostri confini. Reagiscono male al fatto che non possono più usufruire della nostra disponibilità senza limiti. Per questo mettere un confine può generare tensione. Non perché stiamo sbagliando qualcosa, ma perché stiamo cambiando un equilibrio che fino a quel momento favoriva qualcun altro.
Crescere significa comprendere che non siamo responsabili delle aspettative che gli altri costruiscono su di noi. Siamo responsabili della nostra autenticità. Un confine sano non è un muro, non è una punizione e non è una forma di egoismo. È il punto in cui il rispetto per gli altri smette di richiedere il tradimento di sé stessi. Il momento in cui smetti di essere disponibile a tutto e inizi finalmente a essere presente anche per te stesso.
Andrea De Simone psicologo