“E a cosa serve parlare, se già sai che gli altri non provano ciò che provi tu?”
— L. Bourgeois
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“E a cosa serve parlare, se già sai che gli altri non provano ciò che provi tu?”
— L. Bourgeois
“E un po’ m’hai uccisa, ma non lo saprai mai.”
—
*aggressively scrolls thru thinspo like it’ll make me lose weight*
maybe I need a hug maybe I need a knife in my throat, idk
via weheartit
He wasn’t the first and he definitely won’t be the last.
It’s a struggle
Penso troppo
mi soffermo su tutto
ma non penso mai a me
metto prima
tutte le altre cose e persone.
do you ever feel embarrassed to be in your own skin like please just dont look at me i wish i didnt exist sometimes like i want to disappear because i cannot handle being me
She is Beautiful
A Perfect Face
Sharp Collarbones
A Perfect Figure
She is you with the willpower to choose what you want to look like.
I push people away but i really need someone to stay.
La ville des pirates (Raoul Ruiz, 1983)
Ritornare a vivere
Dovete sapere che non ho mai avuto un bel rapporto con me stessa. Non mi è mai piaciuto il mio fisico o il mio carattere: ero sempre "troppo" o "non abbastanza". C'è stato un periodo della mia vita, però, in cui ho veramente toccato il fondo. Circa in seconda superiore ho deciso di non rispettarmi più e di farmi del male. Era un momento particolarmente no e decisi di farlo. Diciamo che non lo feci "per bene", erano più che altro taglietti superficiali tanto che mi sentii così stupida che pensai di non farlo mai più... Ma ormai un malsano meccanismo era entrato nella mia testa. Dopo mesi, il disgusto che provavo verso me stessa era aumentato. Fisicamente mi facevo schifo e mi sentivo una costante delusione per la mia famiglia. Ero diventata praticamente apatica così ho deciso di rifarlo andando più in profondità e con delle motivazioni più sentite: da un lato ero convinta di meritarmelo, come una punizione per chi si comporta male, dall'altro era un tentativo per sentire qualcosa. Nel momento in cui lo facevo provavo un mix tra adrenalina, paura e senso di potere.
Da quel momento in poi quando avevo dei pensieri particolarmente "cupi" lo rifacevo e per un attimo sentivo di fare la cosa giusta. E la cosa assurda è che mi piaceva pure vedere quei segni sui polsi, come un'arte malsana.
Dopo averlo fatto però venivano i sensi di colpa. Pensavo alle persone malate che vogliono vivere e mi sentivo una merda. Speravo che venisse a me un tumore al posto di qualcun altro, o di fare un incidente al posto di qualcun altro. Sentivo che loro non se lo meritavano mentre io si. Comunque quel senso di sollievo dato dall'autolesionismo era solo temporaneo, i giorni successivi erano sempre un'ansia costante. Mettevo infatti centinaia di braccialetti sopra a cerotti trasparenti per non farmi scoprire e pensate che arrivavo addirittura a truccarmi il polso quando avevo ginnastica, visto che i braccialetti si spostavano o magari mi toccava toglierne un po'.
Non era una cosa costante, però capitava. Ma ad un certo punto non bastò più. Un giorno infatti avevo mangiato un sacco a pranzo e in più dopo mi ero riempita di schifezze (ho sempre avuto un debole per dolci e schifezze varie). Quella volta avevo veramente esagerato e quindi decisi che tutto quel cibo doveva uscire. La prima volta feci fatica, ma a forza di mettermi due dita in gola alla fine riuscii nel mio intento e capitò parecchie altre volte. Smisi di mangiare a cena e qualche volta anche a pranzo. Avevo questo sogno in testa che a piedi uniti le mie cosce non avrebbero dovuto toccarsi. Era proprio una fissa e riuscii a dimagrire un bel po' che quasi ce la feci. Guardavo per ore foto di ragazze dal fisico perfetto o considerato anoressico e le invidiavo da morire. Quando qualche altra ragazza riceveva un complimento nella mia testa una voce mi diceva "tu non te lo meriti un complimento schifosa grassona" e lo so che non era quello che la gente pensava o voleva fare intendere, ma nella mia testa era così.
Non era solo una questione estetica per me, era cercare di riempire qualcosa. Mi ripetevo che se fossi stata magra mi avrebbero notato di più, sarei stata più sicura di me, avrei potuto compensare la mia scarsa personalità, il mio orribile viso e mi avrebbe distratto dal fatto che ero una delusione per i miei o per chi amavo.
Inizialmente avevo preso molto male il fatto di ingrassare. Ad un certo punto punto però decisi che non lo avrei più fatto. Capii di valere più di quanto pensassi e che mi dovevo rispettare e accettare per come sono.
Ora è più di un anno e mezzo che non faccio più niente di tutto ciò, che "sono pulita". Non è stato facile... Ci sono stati momenti in cui avrei voluto ripetere i miei errori perché in fondo erano come una dipendenza per me, però stringevo i denti e andavo avanti.
Ed eccomi qui oggi, mi sono lasciata tutto alle spalle e ci penso molto meno. Ancora non riesco a piacermi tranne qualche raro momento, però sto migliorando.