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PietĂ , anon, pietĂ . Stendiamo un velo pietoso.
âAngelozzo! Sei arrivato in mio soccorso?â
âAccidenti. Cosa faresti senza di me.â
âAngelo, senti questa: Un caffè dice a un cappuccino: âAllora hai capito? Mi sa che non mi sono espresso bene.âÂ
"Marco. Ti prego, no."
PietĂ , anon, pietĂ . Stendiamo un velo pietoso.
âAngelozzo! Sei arrivato in mio soccorso?â
"Accidenti. Cosa faresti senza di me."
"Angelo!" Gli venne incontro agitando la mano da lontano. "Mi fai compagnia?" urlò mentre correva. Poco gli importava del fatto che quasi tutte le persone in piazza si fermavano per guardarlo.
Angelo si girò intorno, cercando di capire la direzione da cui provenivano le grida. âSarĂ sicuramente Marco,â pensò. âNon c'è bisogno di essere un genio per capirlo subito.â Ed infatti ecco che lo vide correre in mezzo alla piazza verso di lui. Angelo non potĂŠ nascondere il grande imbarazzo che provava in quel momento. Per un poco aveva pensato di far finta di nulla, ma ormai era troppo tardi.âMarco, per favore. Potresti⌠comportarti da una persona normale per una volta?â Disse all'amico con nervosismo. âOrmai metĂ Venezia è a conocenza del tuo atteggiamento⌠âsi fermò un attimo. ââŚ. anomalo.â
âNon saprei.â Si fermò un attimo, pensieroso. âPerchĂŠ fate sempre i misteriosi, voi?â sbuffò. âEâ un vizio di famiglia, vedo. Comunque sia, sarĂ perchĂŠ i due sono tanto amici da capirsi al volo, insomma. Eâ la spiegazione piĂš plausibile,â spiegò, âe penso che non ci vorrebbe un quoziente intellettivo alto per capirlo immediatamente.â
Il giovane scosse la testa. âNon direi,â gli rispose. âPerò insomma, il fatto che non lo veda in giro spesso con lui non significa per forza che i due non si conoscano da tempo. Molto probabilmente sono vecchi conoscenti.â Da una piccola riflessione allâaltra, Marco non fece altro che trarre conclusioni disconnesse e discrepanti. Una questione inestricabile, dunque, ma pressochĂŠ irrilevante. âFacciamo che rimanga uno dei segreti di Venezia,â disse alla fine il giovanotto, rivolgendo all'amico un sorriso enigmatico.
Sentendo l'ultima frase, Angelo inarcò un sopracciglio. "Addirittura? Caspita," rispose con tono canzonatorio, "chissà quanti altri segreti potrebbe nascondere."
I vicoli erano meno affollati del solito, cosÏ come le orde dei turisti che parevano invisibili; tutto ciò rendeva la città leggermente piÚ vivibile. Angelo si divertiva a fermarsi davanti ad una vetrina all'altra, a fissare gli svariati oggetti lÏ esposti: quelli piÚ comuni, ovvero le maschere veneziane, seguite dai giocattoli artigianali, articoli di vestiario... Ovviamente non potevano mancare i dolciumi, ma mi pare piuttosto superfluo doverli menzionare.
Cabriiiniiiii CAHBREEENEEEE
Chi ti ha mai abbandonato, per caritĂ ?
âAngelozzo! Finalmente sei tornato! Qual buon vento ti porta?â
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"Gradirei molto se tu la smettessi di usare quel vezzeggiativo," rispose il giovane con un tono secco. "Inoltre mi sentivo in dovere di chiarire subito che io non ho la minima intenzione di abbandonarti, Marco. Non capisco come possa arrivare a tal conclusione, tu." Come avrebbe solo pensato di farlo?
((Ahahah ERROR 404 Italian Roleplayers Not Found Certo sarebbe bello beccarne qualcuno, ma boh Sinceramente non me ne può fregar de meno. ))
"Angelo!" Gli venne incontro agitando la mano da lontano. "Mi fai compagnia?" urlò mentre correva. Poco gli importava del fatto che quasi tutte le persone in piazza si fermavano per guardarlo.
Angelo si girò intorno, cercando di capire la direzione da cui provenivano le grida. âSarĂ sicuramente Marco,â pensò. âNon c'è bisogno di essere un genio per capirlo subito.â Ed infatti ecco che lo vide correre in mezzo alla piazza verso di lui. Angelo non potĂŠ nascondere il grande imbarazzo che provava in quel momento. Per un poco aveva pensato di far finta di nulla, ma ormai era troppo tardi.âMarco, per favore. Potresti⌠comportarti da una persona normale per una volta?â Disse all'amico con nervosismo. âOrmai metĂ Venezia è a conocenza del tuo atteggiamento⌠âsi fermò un attimo. ââŚ. anomalo.â
Il giovane scoppiò in una fragorosa risata. âSei sempre cosĂŹ goffo in pubblico, Angelozzo. Sii piĂš flessibile, su!â gli disse, dandogli un leggero colpo sul braccio. âComunque ti dicevo,â continuò, camminando. âoggi dovevo fare delle commissioni per conto di mio padre.â Si allontanò per un secondo dallâamico per evitare di essere trascinato da una folla di turisti. âSto infatti andando ad un negozio di antiquariato. Mi accompagneresti?âÂ
âSoltanto perchĂŠ tu ogni volta mi metti in una situazione imbarazzante.â Angelo rispose prontamente. Riprese anch'egli a camminare, seguendo i passi dell'altro. âCerto che ti accompagno. Dove esattamente?â Alzò lo sguardo verso Marco, aspettando la sua risposta.
Egli alzò le spalle. âUna zona non lontana da qui,â rispose il giovane. DopodichĂŠ chiese all'altro, âLa cosa strana sai qual è?â Il suo tono mutò. âMio padre non ha specificato l'oggetto che ha comprato dall'antiquario. BasterĂ dire il mio nome al proprietario⌠e lui capirĂ subito,â spiegò Marco assumendo un'aria grave e misteriosa. âChe cosa credi che abbia comprato lĂ ?â
"Non saprei." Si fermò un attimo, pensieroso. "PerchÊ fate sempre i misteriosi, voi?" sbuffò. "E' un vizio di famiglia, vedo. Comunque sia, sarà perchÊ i due sono tanto amici da capirsi al volo, insomma. E' la spiegazione piÚ plausibile," spiegò, "e penso che non ci vorrebbe un quoziente intellettivo alto per capirlo immediatamente."
"Angelo!" Gli venne incontro agitando la mano da lontano. "Mi fai compagnia?" urlò mentre correva. Poco gli importava del fatto che quasi tutte le persone in piazza si fermavano per guardarlo.
Angelo si girò intorno, cercando di capire la direzione da cui provenivano le grida. âSarĂ sicuramente Marco,â pensò. âNon c'è bisogno di essere un genio per capirlo subito.â Ed infatti ecco che lo vide correre in mezzo alla piazza verso di lui. Angelo non potĂŠ nascondere il grande imbarazzo che provava in quel momento. Per un poco aveva pensato di far finta di nulla, ma ormai era troppo tardi.âMarco, per favore. Potresti⌠comportarti da una persona normale per una volta?â Disse all'amico con nervosismo. âOrmai metĂ Venezia è a conocenza del tuo atteggiamento⌠âsi fermò un attimo. ââŚ. anomalo.â
Il giovane scoppiò in una fragorosa risata. âSei sempre cosĂŹ goffo in pubblico, Angelozzo. Sii piĂš flessibile, su!â gli disse, dandogli un leggero colpo sul braccio. âComunque ti dicevo,â continuò, camminando. âoggi dovevo fare delle commissioni per conto di mio padre.â Si allontanò per un secondo dallâamico per evitare di essere trascinato da una folla di turisti. âSto infatti andando ad un negozio di antiquariato. Mi accompagneresti?âÂ
"Soltanto perchÊ tu ogni volta mi metti in una situazione imbarazzante." Angelo rispose prontamente. Riprese anch'egli a camminare, seguendo i passi dell'altro. "Certo che ti accompagno. Dove esattamente?" Alzò lo sguardo verso Marco, aspettando la sua risposta.
"Angelo!" Gli venne incontro agitando la mano da lontano. "Mi fai compagnia?" urlò mentre correva. Poco gli importava del fatto che quasi tutte le persone in piazza si fermavano per guardarlo.
Angelo si girò intorno, cercando di capire la direzione da cui provenivano le grida. "Sarà sicuramente Marco," pensò. "Non c'è bisogno di essere un genio per capirlo subito." Ed infatti ecco che lo vide correre in mezzo alla piazza verso di lui. Angelo non potÊ nascondere il grande imbarazzo che provava in quel momento. Per un poco aveva pensato di far finta di nulla, ma ormai era troppo tardi."Marco, per favore. Potresti... comportarti da una persona normale per una volta?" Disse all'amico con nervosismo. "Ormai metà Venezia è a conocenza del tuo atteggiamento... "si fermò un attimo. ".... anomalo."
đĽ Angelo Cabrini. And remember, I know where you live.
{{
[gulps nervously] Angelo whatâs up with that sentenceâalso should I answer in italianÂ
I-I was wondering⌠âhow would other Orpheusâ members react to a grown-up Angelo Cabrini?âÂ
Angelo started looking aroung before entering the old venetian building. The church bells chimed the hour, but he couldnât hear them because of the racket the guests were making. âTeam Orpheus reunion underwayâ said a young man. He was smoking outside the building. âAre you one of us?â he asked. Angelo turned to him. He couldnât recognise him either. âY-Yes. Though Iâm a bit late.â he answered. âAngelo Cabrini. Orpheusâ former midfielder.â He smiled.Hearing this, the young man opened his eyes wide. Angeloâs unexpected appearance left him open-mouthed in astonishment. Then he opened his arms wide. âCabrini!â he cried. âGosh I canât believe my eyes. Wait here a moment.â He said while heading towards the door. He opened it wide and shouted âRagazzi!â The hustle in the room ceased in a flash. Everyone was staring at him now. âAngelo Cabriniâs here for us.â Angelo couldnât help but look downward. That was way too much theatrical for him. âAngelo, what a surprise!â âLook how tall you are now!â someone laughed. Someone else patted him on the back. âWelcome back, Angelo.â  Angeloâs delight at seeing his old friends was obvious from the big smile on his face. âGrazie.â he replied.
}}
Angelozzo! Sii attivo, ti prego. Avrei una bella notizia da darti!
âMarco! Qual buon vento...â [grattandosi la nuca] Il messaggio di Marco lo lasciò alquanto perplesso. âCercherò di essere piĂš attivo, te lo prometto. Era solo per mancanza di tempo, ma ora ci sono.â Gli sorrise per assicurarlo. âComunque sia, di che notizie parli?â gli chiese, inclinando di poco la testa. Lâatteggiamento dellâamico, una cosa proprio inaspettata, stava cominciando a divorarlo dall'impazienza.
[scrolls his homepage] âI kinda hate it when Marco posts some old photos. Iâm pretty sure I have told him to tag them... in this way I can avoid seeing them.â Â
Oh, really? I'd really like to visit Italy one day ;_;
Great idea! Iâll be your guide
No way, youâre a pretty bad guide. I wouldnât recommend him as a guide for those who want to visit Italy. Absolutely nay.Â
Beh, allora vi auguro buona fortuna nella ricerca...
"Mille grazie, anon.Â
Ora, visto che non avrei niente da fare, perchĂŠ non mi racconti un po' la tua storia? Potresti iniziare raccontandomi come tu abbia fatto a scoprire il mio blog, per esempio...", grattandosi la nuca, "Sai, a me pare di averlo fatto segretamente e non penso di aver pronunciato una sola parola al riguardo...."Â
"I think I'm going to buy a gelato."Â
awapassion