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@anna97hplotrhgm
Imprigionata da me stessa. Soppressa da me stessa. Distrutta da me stessa. Soffocata da me stessa. È terrificante come una persona possa danneggiarsi da sola. Poco a poco, gradualmente,crollare dentro senza dare alcun segno. Celare al mondo la sofferenza, sorridendo come se tutto andasse bene. Per orgoglio, per non mostrarsi al mondo fragile, un mondo che minaccia di distruggerci ogni giorno. È triste come una persona cerchi di risolvere il suo dramma interiore da sola, senza alcun aiuto. Pensa di poter uscirne fuori con le sue sole forze, senza accorgersi dell'ulteriore male che si arreca. Da soli non ne siamo capaci. Cerchiamo di districarci ma in realtà ci ingarbugliamo sempre più. Chiudiamo i pensieri più profondi nella mente e i sentimenti più forti nel cuore. Sopprimiamo ogni minima emozione, la confiniamo nel buio del nostro più profondo dolore. Non ci affidiamo a nessuno. Diffidiamo di ognuno. Cerchiamo invano di domare una guerra all'interno mentre ne affrontiamo altre mille all'esterno. E intanto andiamo avanti come se nulla fosse, regalando falsi sorrisi, falese risate. Ci chiudiamo in noi stessi, non facciamo trasparire alcuna emozione. Stiamo zitti ai bordi della società sognando a occhi aperti, sperando ogni secondo. Ma abbiamo paura di riscattarci, paura del cambiamento, paura di un fallimento. Inseguiamo i nostri desideri con l'immaginazione, mentre con i piedi la quotidianità. Progettiamo ma non realizziamo. Ci convinciamo che in futuro staremo meglio, ma non facciamo nulla per permetterlo. Siamo come incatenati a noi stessi, urliamo e ci dimeniamo senza risultati. Ci aggrappiamo ad ogni minimo barlume di felicità che i nostri sogni ci regalano, dimenticando di vivere nella realtà. Guardiamo con rabbia le nostre lacrime, ma non facciamo nulla per asciugarle. Ripetiamo al mondo che va tutto bene, recitiamo facilmente. Ci mostriamo forti mentre dentro bruciamo, lentamente e dolorosamente. Ci dimentichiamo il sapore della felicità, della serenità, della pace. Siamo in un lungo tunnel di cui non vediamo la luce della fine. Brancoliamo in un intenso nero, solo perché ci priviamo di una guida, di una mano amica. Ci convinciamo di essere soli in mezzo alla grande folla mondana. Ci isoliamo, ci costruiamo un oscuro limbo. Perdiamo la fiducia in noi stessi e allo specchio vediamo quella nullità che ci siamo convinti di essere. Ci ossessioniamo su ogni nostro minimo difetto ingigantendolo e rendendolo più reale. Permettiamo alla nostra mente di annientarci, di farci sentire degli scarti, dei falliti, incapaci di prendere in mano le redini della nostra vita, facendogli cambiare direzione, la direzione che vogliamo. Dobbiamo imparare a ribellarci, a raccogliere il nostro coraggio, a ricomporre la nostra forza di volontà. Dobbiamo spezzare quelle catene che ci trattengono al duro passato. Dobbiamo afferrare quella mano e uscire assaporando finalmente la luce della felicità. Dobbiamo sconfiggere noi stessi e tornare a vivere.
Suppongo sia per orgoglio. Farmi vedere fragile è qualcosa di inaccettabile per me. Lo odio, e non voglio essere compatita. Non voglio che la gente mi guardi con occhi pieni di pietà perché consapevoli di quanto io soffra. Non sono mai riuscita ad aprirmi, nemmeno con le mie migliori amiche, proprio per questo, ho sempre cercato di tenermi tutto dentro . E’ l’idea di diventare vulnerabile se mi rivelo che mi spaventa. Ti faccio un esempio banale, non ridere: mettiamo che per caso mi piace un ragazzo. Non lo dico a nessuno, lo tengo per me. E sai perché? perché odio che qualcuno sappia cosa provo stando vicino a lui e che quindi lanci quelle odiose e fastidiose occhiatine. O che sappia che a me lui piace ma che lui non ricambia. O che conosca la mia sofferenza se lo vedo con un’altra. E’ un esempio stupido lo so, ma è quello che può permettere a te di capire, forse. E’ difficile spiegare a parole tutto questo. Nascondo le mie emozioni, le mie passioni, i miei pensieri, le mie idee … tutto ciò che è intimo per me. La verità è che non voglio mostrarmi debole a un mondo che minaccia di distruggerti in ogni momento.
E io sono sempre qui. Nel mio letto, riscaldata dalla morbida coperta e i pensieri che mi portano sempre a te. Una Stupida. Ecco come mi sento. La mia mente ti raggiunge mentre la tua spazia tra mille altri pensieri. Perché devo stare così male? Perché mi devo sempre illudere? Sono una sognatrice e questo mi fa male. Sogno di me e te pur sapendo che mai ci sarà un NOI. Perché io ti penso e tu non pensi a me ? Perché io passo giornate a dipingerti nella mia mente mentre tu no? Voglio dimenticarti, voglio spazzati via dai miei pensieri. Ma non succede, non succederà mai.
É più di una normale intesa. Cioé … e più complicato ma allo stesso tempo più semplice. É difficile da spiegare. É come se in ogni sorriso e sguardo che ci rivolgiamo … semplici sguardi e sorrisi che tutti si scambiano … é come se in essi ci fosse qualcosa di forte, intenso ma allo stesso tempo semplice e genuino. Qualcosa che mi scombussola lo stomaco. Ogni piccolo gesto che facciamo sembra involontariamente comunicare qualcosa. E tutto questo lo percepiamo solo noi. Almeno, io si, lui non lo so Semplice … non riesco a far a meno di questa parola. É la prima che mi viene in mente pensando a quello che percepisco tra noi due. Il suo sorriso. É così dolce e puro. Dio quanto é bello. Che poi, non é che lui sia bello … ma i suoi occhi, il suo naso, il suo sorriso … sono meravigliosi. Non so cosa sia tutto ciò. Non so se quello che sento tra noi sia reale … o frutto della mia immaginazione. Si, molto probabilmente … Immaginazione
Dopo tutto quello che era accaduto andai alla ricerca della Solitudine. E Lei era lì ad aspettarmi, a braccia aperte. Mi strinse a Se, prima dolcemente, poi, piano piano, sempre più forte. E ancora più forte. E poco facevo per liberarmi da Lei. Per molto tempo rimasi immobile in balia della Solitudine. Ormai mi stava risucchiando. Stavo diventando parte di Lei. Qualche volta cercavo di muovermi, ma la Sua ferrea presa non mi lasciava. Ma un giorno … non so come, non so perché, mi lasciò andare. Silenziosamente, proprio come mi aveva accolta. Ora non sono più Sua prigioniera, ma sento ancora la Sua presenza. Vedo ancora la Sua ombra. La Sua ombra? Si, la Sua ombra … La paura che ho di Lei, e che mi accompagnerà per sempre. °•A•°
Eri convinta di essere uscita dal baratro in cui eri prigioniera, ma all'improvviso ci ricaschi dentro. Nessun preavviso. Nessuna spiegazione. Ti ritrovi al punto di partenza, il più basso. Davanti a te si erge quella ripida parete che molte volte avevi cercato di scalare, e che quasi avevi sconfitto. Ma anche questa volta qualcosa è andato storto. Mancavano pochi metri, metri che non sei riuscita a sconfiggere. Sì, qualcosa è andato storto. Cerchi di trovare la causa fuori di te, puntando il dito verso chi ti circonda. E non ti accorgi che quella causa sei proprio TU. Sei TU che ti stai facendo del male. Sei TU che hai qualcosa di sbagliato. Cosa? non riesci a capirlo. °•A•°
feeling sad? you need this blog on your dash!
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Amore mio grande <3