almost home
YOU ARE THE REASON
ojovivo

Discoholic 🪩
RMH

Origami Around

Jimmy Eat World

if i look back, i am lost
Noah Kahan
tumblr dot com
Fai_Ryy
official daine visual archive
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

Product Placement
Today's Document
Monterey Bay Aquarium
d e v o n
Fieri Frames
Color Me Curious
🪼
seen from United States

seen from Venezuela
seen from Singapore
seen from Canada
seen from United Kingdom
seen from United Kingdom

seen from United States
seen from China
seen from United States

seen from Türkiye
seen from Argentina

seen from Ecuador
seen from Indonesia

seen from United States
seen from United States
seen from Australia
seen from Brazil
seen from Indonesia

seen from Iraq

seen from Japan
@annabenettin
“L'hai amata, vero?” Lui sospirò. “Come posso risponderti? Lei era matta” sorrise, perso in qualche ricordo. Si passò una mano fra i capelli: “Dio, se era tutta matta. Ogni giorno mi svegliavo accanto a una donna diversa, una volta intraprendente, l'altra impacciata. Una volta esuberante, l'altra timida. Era mille donne, lei. Ma il profumo era sempre lo stesso, inconfondibile. Era quella la mia unica certezza. Era il profumo dei viaggi che doveva ancora fare, mi diceva. Le chiedevo cosa volesse dire ma non me lo spiegava mai. Mi sorrideva e sapeva di fregarmi, con quel sorriso. Perché ti giuro che quando sorrideva io non capivo più nulla, amico. Non capivo più nulla. Non sapevo più parlare né pensare. Niente, zero. C'era all'improvviso solo lei. Era matta” rise “tutta matta. A volte si perdeva a guardare un mappamondo o un quadro, ci volevano ore perché tornasse in sé. E quella sua mania di mettersi sempre i pantaloni… Non l'ho mai vista con una gonna, sai? A volte di notte piangeva. Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio. Lei no. Lei si innervosiva a starmi vicino in quei momenti. Si vestiva e stava in giardino tutta la notte, e guai a raggiungerla. Mi ordinava di lasciarla sola. La sentivo piangere, ancora oggi sono convinto che parlasse con qualcuno, in quelle notti terribili. C'era qualcosa in lei, amico mio. Non so che cosa, ma non era una ragazza normale. C'era qualcosa in lei, o c'erano altre ragazze in lei, ancora oggi non te lo so dire. Ma ricordo che al mio matrimonio lei c'era. Eravamo sul piazzale della chiesa, lei era nascosta. Aveva il suo tailleur rosso, una valigia in mano, un cappello elegante. Cosa ci fai qui? le avevo chiesto. E lei, indovina un po’ che ha fatto? Mi ha sorriso. Volevo farti gli auguri, mi ha detto. Ma non ti ho mai invitato al mio matrimonio, come lo sapevi? Io so tutto, mi ha risposto. Sì, lo so. Sei in partenza? Lo era. Dove vai? Via. Via dove? Non lo so, vado a sognare qualcosa. Non puoi sognare qui? Sono alla ricerca di sogni da qualche altra parte. Era matta, amico mio. Era tutta matta e aveva un sorriso da lasciare senza fiato. E che ne so se l'ho amata? Quante donne ho amato in lei? Scommetto che ha ancora quel profumo e quel sorriso, e scommetto che indossa solo pantaloni anche adesso che sono passati anni. Scommetto anche che è alla ricerca di sogni da qualche parte nel mondo e che potrei trovarmela un giorno davanti a casa. Era terrificante, amico. E l'ho amata da impazzire.”
Piango …..
Senza parole
☺️ grazie!
Veramente bella
Spettacolare
I brividi.
Solo…wow
Grazie.♥️
lascia senza fiato.
Questo è amore..
Mai sentite parole più belle.
Tu sei fatta così: ti affascina di più l’ idea della conquista che la conquista in se.
Animeinterrotte (via animeinterrotte)
E smettila di pensare che tu sia sempre troppo poco. Forse sei troppo, invece. Forse sai offrire ciò che tutti dicono a parole di volere ma poi ne hanno paura. Sei la persona che sa davvero prendersi cura di un’altra persona, anziché essere chi ti sbatte in faccia il solito “tu meriti il meglio”, quando il meglio poi a te non è disposto a offrirlo.
Massimo Bisotti, Il quadro mai dipinto.
blog di supporto
(via ilbiancospino)
All'esterno mostravano una splendida figura, covando nel loro interno il loro cupo pensiero reale
Dante Alighieri, Inferno - Canto ventitreesimo (via pizzasunset)
E lei lo amava, Dio quanto l’amava. L’avrebbe scelto sempre, anche se ci fosse stato un ragazzo con cui non avrebbe mai litigato, lei preferiva litigare con lui che stare con un altro. Lei preferiva piangere per lui che ridere con chiunque altro.
Blow. (via alwaystogether97)
E coloro che furono visti ballare, vennero giudicati pazzi da chi non poteva sentire la musica.
- cit. (via undiariodiunaragazzaincompresa)
Life.
Perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo.
Alessandro Baricco, Oceano mare (via machenevuoisapere)
Niente potrà rubarmi il ricordo di quando, con tutta me stessa, ero tua.
Alessandro Baricco. (via no-one-tells-me-who-i-love)
When someone leaves, it’s because someone else is about to arrive.
Paulo Coelho, The Zahir (via
hplyrikz
)
Clear your mind here
(via hplyrikz)
Abbiamo perso tempo inseguendo persone sbagliate, invece di camminare da soli e ammirare il paesaggio.
Io nella mia vita ho bisogno di certezze. Ho bisogno di persone che sappiano restare, che sappiano dare un peso alle parole che dicono. Ho bisogno di persone che promettano di esserci e poi l'indomani ci siano per davvero. Ho bisogno di fatti, non di parole. Non voglio sentirmi dire quanto io sia speciale, voglio qualcuno che mi dimostri la ragione per cui lo divento ai suoi occhi. Ho bisogno di piccoli gesti e di poche attenzioni, ma soprattutto ho bisogno di te.
Antonella Pascuzzo (via prenditilemiepaure)
ti dedicherò tutte le belle parole di questo mondo, ma tu non preoccuparti mica,ti tratterò come poesia.
Antonella Pascuzzo (via senzatesfiorisco)
“Papà, dite un po’ più spesso alle vostre figlie che vanno bene così.”
- Alessandro D’Avenia (via alin-irimia)
Siamo la società degli iPhone pieghevoli, delle mille mila cover da cambiare ogni giorno, la società delle file agli Apple Store, la società degli autolesionisti che mostrano i propri tagli su Tumblr per essere al centro dell’attenzione, dei profili falsi su Ask, delle domande anonime, degli stati su WhatsApp e degli ultimi accessi controllati ogni minuto, dei “sta scrivendo…” che ti fanno sentir bene, delle chat notturne, dei gruppi su WhatsApp, dei bulimici insultati e ridotti a 30kg, delle anoressiche che cercano di uscirci e di quelle che cercano di entrarci, dei dodicenni che vanno in giro a fumare credendosi fighi, di chi fuma per moda, di chi fuma per morire, delle ragazze suicidate per colpa degli insulti su Ask, dei professori che appena possono ti mettono un tre, di “Colpa delle stelle”, delle citazioni sulla società, delle bimbe minchia che scrivono abbreviato, dei “sto bene” non sinceri, dell’ubriacarsi al sabato sera per dimenticare, delle discoteche, dei compiti dimenticati e copiati dal vicino, dei doppi sensi, delle mille foto di cui non ce ne piace nemmeno una, di chi vive con i “mi piace”, dei followers, degli screenshot alle conversazioni, delle emoticons, delle felpe della Carlsberg, delle Air Max, delle Jordan, delle Blazer, delle Vans, delle Converse, delle amicizie e degli amori a distanza, delle directioner, delle haters, delle belibers e delle arianators, di chi segue qualcuno solo per moda e di chi li deve la vita, del rap e pseudorap, della marijuana e delle sigarette elettroniche, della vodka alla pesca, delle traduzioni fatte con Google traduttore, e le ricerche con Wikipedia, dei riassunti cercati su Yahoo, delle canzoni scaricate dall’iPhone con iTube o FoxerTube, dei film pirati, delle serate al cinema e di quelle sul divano con la cioccolata calda a guardare un film, attaccati allo schermo del cellulare, parlando con quella persona che vorremmo ci abbracciasse in quel momento, delle litigate, dei “ti amo” detti da ubriachi, di “obbligo o verità?” dei “che bello” detti mentendo e di quelli detti perché lo pensavamo, degli shatush di tutti i colori, delle tinte di mille colori, delle felpe enormi al 20 agosto, dei bigliettini passati da un banco all’altro, delle cicatrici, di Belen, dei video fatti con Flipagram che non hanno alcun senso, di chi segue il calcio per moda e di chi lo ama veramente, dei post su Facebook e Twitter, del correttore automatico che mette è al posto di e, dei bikini a fascia, delle smagliature e dei caricabatterie Apple che si rompono subito, della patente ritirata, delle Vespe, delle nails art, degli idoli, dei post idioti con mille mi piace su Facebook e di quelli seri con dieci mi piace, dei followers, dei piercing, dei tatoo, dei dilatatori giganteschi, degli zaini della Eastpak e dei diari della Comix, della LIM, di chi crede che la tecnologia ci abbia salvati e di chi crede che ci abbia rovinati, delle generazioni che insultano la generazione dopo la loro, della società che non ti considera mai all’altezza, degli Streaming foto, dei FaceTime dell’una e delle videochiamate mezzi addormentati, delle foto su Snapchat, di Photoshop e PICLAB, di Retrica, Camwow Retro e Videostar, delle richieste ignorate su Facebook, di Ruzzle, di Candy Crush Saga, di Pou, delle applicazioni per i mi piace su Instagram, delle pagine su Ask che rompono le palle a tutti, delle parolacce, delle canzoni senza significato e di quelle che ce l’hanno eccome, di chi ha un telefono da 800€ e si lamenta per gli 0,89€ di WhatsApp, dei disoccupati con l’S4, dei politici, delle bugie, degli schermi rotti, delle figure di merda, dei bucomani, degli “Okay?Okay.” Delle mani incollate ad uno schermo, a scrivere citazioni, frasi, che qualcuno leggendole le metterà come stato WhatsApp, dei gruppi della classe, di Boing, K2, Super, dei supereroi immaginari, dei cani, delle fissazioni, delle fobie, delle paure, dei telefilm, dei cartoni animati, degli adolescenti, delle lesbiche, dei bisex, dei gay e dei fan di Bieber insultati e pestati a scuola, delle occhiaie, dei reality, la società più criticata, ma che fregherà tutti, in un modo o nell’altro.
Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive… Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza. Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa. Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica. Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente. Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così. Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro. Mai.