Ne abbiamo?
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let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

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Love Begins

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@annalisameddy21
Ne abbiamo?
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buluta mı benziyor laansn
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Chissà 🎈
Devo vendere l'anima al diavolo per essere cosi?
Ho amato ciò che non potevo trattenere
come sabbia tra le mani
ogni ricordo brucia e mi modella
ma resto qui
con la voglia di accarezzare il cielo.
Sono stata una bambina invisibile.
Mai un abbraccio da mio papà, mai una carezza che mi facesse sentire al sicuro.
Quando lo chiedevo a mia mamma, lei diceva che non aveva tempo, che doveva andare a dormire.
Ero un peso, un’ombra che nessuno voleva vedere.
Le mie idee non contavano, i miei bisogni non erano importanti.
Non mi hanno mai preso a scuola, mai venuti a cercare; sempre lasciata dai nonni, anche quando loro avevano giorni liberi.
I miei genitori mi hanno sostenuto per un po’, poi hanno smesso.
Quel sostegno si è dissolto, lasciandomi di nuovo a portare un peso troppo grande per una bambina.
Lo stupro, quella ferita incancellabile, è diventato un segreto che ho portato con me, nascosto e solitario.
I miei genitori mi hanno sempre descritta come “ingestibile” fin da quando avevo tre anni.
Come se fosse colpa mia.
Ma che colpa ha una bambina di tre anni?
Io cercavo solo di sopravvivere in un mondo che non voleva vedermi.
Ora questa mancanza d’amore me la porterò dietro per anni,
perché i miei genitori mi hanno sempre fatto sentire sbagliata, inadeguata,
e io mi sento così nei miei confronti.
Ogni persona che si comporta come loro mi manda fuori di testa,
perché mi fa rivivere quel passato che vorrei dimenticare.
Mia sorella è stata la mia mamma quando non potevo averne una.
Ha cercato di prendersi cura di me, di proteggermi, perché nessun altro era capace o disposto.
Eppure, nonostante tutto, mi sono sentita sempre sola, persa dentro un vuoto che sembrava non avere fine.
A sei anni, la violenza ha distrutto la mia innocenza.
Mio nonno ha portato via la mia fiducia, il mio senso di sicurezza.
Da quel momento, il mio corpo e la mia mente sono diventati prigionieri di un dolore che non sapevo come dire.
Ho provato a spegnere tutto dentro con l’anoressia e la bulimia, come se il controllo sul corpo potesse riparare l’anima.
Ho tentato di andarmene, di trovare pace nella fine,
ma qualcosa dentro di me mi ha tenuta qui, anche quando non sapevo perché volessi restare.
Sono ancora viva, nonostante tutto.
E questo è la mia battaglia, il mio segreto più grande.
Ora sento un vuoto enorme, un silenzio che mi avvolge.
Non provo emozioni, non riesco a sentire nulla che non sia dolore o indifferenza.
Ma sono qui, e voglio trovare la forza per ricostruire pezzo dopo pezzo quello che mi è stato portato via.
— Anaïs Nin, Il delta di Venere.
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