Non c'è
donna peggiore
di quella che sa
di fragole,
ma ti ubriaca come
lo champagne.
Un giorno mi hai descritta così. E quel giorno ho finalmente capito che volevo essere tua.
▪ Anna Lucia M. ▪ @annalucia_emme ▪

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@annaluciaemme
Non c'è
donna peggiore
di quella che sa
di fragole,
ma ti ubriaca come
lo champagne.
Un giorno mi hai descritta così. E quel giorno ho finalmente capito che volevo essere tua.
▪ Anna Lucia M. ▪ @annalucia_emme ▪
3 luglio 2018
Stavo ripensando alla prima volta che ti ho visto.
Non è una storia molto lunga; è stato un incontro breve, non mi ricordo neanche come eri vestito (come se fosse chissà quanto importante!) e credo che tu quel giorno non ti sia neanche accorto di me. Sì, decisamente un incontro privo di significato. O per lo meno, questo è quello che ho pensato fino a quando non ho realizzato che era nato qualcosa, almeno per me.
Era il 26 aprile. Sei arrivato e hai chiesto informazioni alla mia collega. Avresti potuto scegliere qualsiasi altra stanza, ma sei entrato proprio dove mi trovavo io e, di solito, in quella stanza neanche ci lavoravo io.
Quel giorno non ci siamo neanche parlati, ma appena sono uscita da lavoro ho mandato un messaggio alle mie amiche per parlare di te.
Tu che mi avevi subito colpito, che avevi un volto, ma non avevi ancora un nome.
Tu che non eri ancora nessuno, ma che probabilmente eri già qualcuno per una parte di me.
▪ Anna Lucia M. ▪ @annalucia_emme ▪
27 giugno 2018
Qualche giorno fa avevo iniziato a scriverti una lettera o un messaggio, non avevo ancora deciso come farti arrivare tutto quello che pensavo. Ero partita con il piede giusto, perché malgrado mi avessi ferita avevo voglia di risolvere tutto ciò che ci aveva portato a litigare, poi però ero arrivata a rinfacciarti delle cose importanti per me e niente affatto per te... Quindi ho deciso di pensarci su due volte prima di fare qualcosa di cui poi mi sarei pentita.
Poi è successo l'inaspettato: mi hai scritto tu; nonostante fosse quasi una settimana che non ci parlassimo, nonostante l'ultima volta che ci siamo visti ci fossimo lasciati in malo modo, nonostante pensavo fossi tu il più orgoglioso dei due. Quando ho visto il tuo nome comparire sullo schermo del mio telefono ho dovuto fare i conti con una serie di emozioni contrastanti: ero incazzata perché mi avevi scritto facendo finta di niente, anzi, chiedendomi addirittura una cosa che già sapevi; ero indecisa se risponderti o meno e continuare a tenere il mio punto; poi mi sono accorta di essere felice, felice perché avevi trovato il coraggio, per primo, di fare quel passo che avrei tanto voluto fare io.
Finalmente abbiamo parlato, finalmente ci siamo chiariti, dicendoci l'un altro tutto ciò che ci aveva portato ad allontanarci. Se solo avessimo parlato prima... Quanto tempo abbiamo perso...
Per fortuna ci siamo ripresi.
Speriamo di riuscire a tenerci, almeno, ancora per un po'.
▪ Anna Lucia M. ▪ @annalucia_emme ▪
Corri il rischio?
Io sono il rischio. Tu invece sai correre?
Non so se so correre, ma posso imparare.
▪ Anna Lucia M. ▪ @annalucia_emme ▪
E non aveva mai intuito quanto amore ci mettesse anche solo in uno sguardo sfuggito.
Elisa Priano (unsolstiziodestate)
E tornare a casa col suo profumo addosso, che sa di paradiso, che mi fa sentire a casa. Ed io che cerco di camminare piano, senza prendere il vento, perché sennò quel profumo se lo porta via. Ed ancora il suo sapore su labbra arse da baci. Ancora luce nelle mie tempeste. Ancora quei sorrisi nei miei ricordi.
Elisa Priano (via unsolstiziodestate)
Voleva lui. Non chiedeva altro. Desiderava passarci un’intera vita, insieme. Una di quelle intense, ricche di emozioni, paure, ostacoli. Una vita da combattere, ma solo con lui che le stringesse la mano. Voleva lottare al suo fianco. Due soldati che si proteggono a vicenda, facendo scudo l’uno all’altra con i loro corpi. Amando più il loro amore che se stessi. Un amore vero, reale, fatto di piccoli grandi gesti, apparentemente effimeri. Un amore in cui ci si ama con gli occhi, con la bocca, con le parole, col corpo e con l’anima.
Elisa Priano (unsolstiziodestate)
Si erano dovuti allontanare per un po’, per capire che si appartenevano e che niente avrebbe potuto dividerli. Solo stando lontani capirono che si sarebbero mancati per tutta la vita
(via unuraganodiemozioni)
Non gli espressi mai il mio amore a parole ma se gli sguardi hanno un linguaggio, anche un idiota avrebbe capito che avevo perso la testa
(via unuraganodiemozioni)
Io lo so, lo so che ogni tanto mi pensi ancora. Che le ossessioni non passano mai del tutto, e che noi eravamo un’ossessione in piena regola. So che ogni tanto, mentre la guardi, ti torno in mente. So che ogni tanto, mentre ci dormi abbracciato, mi sogni ancora. Lei a volte ti avrà chiesto di noi, come mai?, che è successo?, non l’amavi?, era solo sesso?, e tu le avrai risposto con l’aria di chi se ne frega un cazzutissimo “no, non l’amavo, figurati…per me l’amore sei tu”. E lei ci avrà creduto, perché non sa, non può nemmeno immaginare che amore ero io. Non sa che eravamo tanto, ma così tanto, che insieme ci facevamo del male. Ecco perché, ecco perché ora sei con lei e non con me. Stai tranquillo, comunque. Non ti passerà mai. E’ la condanna di chi trova l’amore e se lo lascia scappare.
Susanna Casciani (via unuraganodiemozioni)
Ciò che ero solito amare, non amo più; mento: lo amo, ma meno. Ecco, ho mentito di nuovo: lo amo, ma con più vergogna, con più tristezza; finalmente ho detto la verità. È proprio così: amo, ma ciò che amerei non amare, ciò che vorrei odiare, amo tuttavia, ma contro voglia, nella costrizione, nel pianto, nella sofferenza. In me faccio triste esperienza di quel verso di un famosissimo poeta: «Ti odierò, se posso; se no ti amerò contro voglia.»
Francesco Petrarca
▪ Anna Lucia M. ▪ @annalucia_emme ▪