Misera e immiserita. Svuotata. I termini utilizzati gira e rigira sono sempre gli stessi. Ed io? Sono anche io sempre la stessa? A volte mi vedo sempre uguale, nelle cose negative, altre volte mi vedo migliorata, la maggior parte delle volte non mi vedo affatto. Vedo quella che lavora ai piani, quella che dorme quando torna in camera, quella che non riesce a giocare nonostante adesso abbia una console, quella che non riesce a prendere decisioni per il futuro, quella che è migliorata in un lavoro che le fa schifo, quella con la divisa i capelli raccolti e senza trucco, anonima e invecchiata si sente! Ma in tutto questo, tra tutte queste persone che vedo, che filo le unisce? Ogni tanto viene qualche vorrei: vedo le belle giornate e penso che vorrei andare a passeggiare; vedo la piscina al sole, sento il rumore dell'acqua, il cielo che vi si riflette e penso che vorrei farmi un bagno; vedo il cielo ancora chiaro alle nove di sera e penso che vorrei uscire; vedo il bellissimo paesaggio e penso che vorrei godermelo e non rubarlo tra una corsa e un'altra mentre cerco di riprendere fiato; penso Roma e vorrei tutte quelle possibilità a disposizione che tanto mi facevano sentire giovane, non piccola ma ancora giovane. Il filo legante sono quelle negazioni dei vorrei? A volte penso che è tutto qua. Il massimo che potevo raggiungere l'ho raggiunto e al solo pensiero mi viene il voltastomaco, davvero questo è il massimo a cui potevo aspirare? Neanche un monolocale per me, neanche una città vivace, neanche un amico, neanche una carezza, questo è il massimo? Cosa altro posso fare io? Per cosa posso impegnarmi? Solo per mettere soldi da parte che neanche ho il tempo di godermi, di spendere in qualche modo che non siano le solite cose normali? Ecco che ritorna nuovamente, allora, il non-senso, che senso ha questa vita? Che senso ha vivere così? Che senso ha continuare per inerzia? Adesso che ho iniziato ad avere dei soldi da parte, mi sembra solo che il punto sia accumularli accumularli, più li accumulo più la possibilità di finire sotto ad un ponte si allontana. Ma davvero basta solo questo? E la soddisfazione personale? Ogni tanto mi prendono i sensi di colpa. Mio padre è una persona invidiosa e là dove lavora tutti si vantano che la figlia è andata a Londra, l'altro si è laureato e lui? Lui non ha una figlia di cui potersi vantare, allora mi sale un po' il senso di colpa perché penso che non ho concluso nulla; senso di colpa susseguito dalla rabbia, subito dopo, perché se io sono un fallimento come figlia è perché i miei genitori sono stati un fallimento come genitori. Discorsi sbagliati entrambi, ma tant'è. Non vorrei ancora badare a queste cose, vanto non vanto ecc, come posso liberarmi del mio passato se ancora mi arrovello su scemenze simili? Sto cercando di fare quello che posso con le risorse che ho, ma niente è soddisfacente. Allora vorrei solo dormire, tanto.