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Vivere est cogitare
Cicerone
Egon Schiele, Porto di Trieste, 1907
Egon Schiele, Case con panni, 1914, olio su tela, collezione privata.
Hans Holbein, Cristo morto, 1521, olio su tavola, cm 30,5 x 200, Kunstmuseum, Basilea
«Quel quadro potrebbe anche far perdere la fede a qualcuno» Fëdor Dostoevskij, L'idiota «Il dipinto rappresenta infatti, in modo molto crudo, gli effetti distruttivi della morte sul corpo di Cristo. E tuttavia, è proprio nella contemplazione della morte di Gesù che la fede si rafforza e riceve una luce sfolgorante, quando essa si rivela come fede nel suo amore incrollabile per noi, che è capace di entrare nella morte per salvarci. In questo amore, che non si è sottratto alla morte per manifestare quanto mi ama, è possibile credere; la sua totalità vince ogni sospetto e ci permette di affidarci pienamente a Cristo.» Papa Francesco, Lumen Fidei
Caravaggio, Annunciazione, 1608-1610, Musée des beaux-arts de Nancy
Gerrit Dou, Donna che mangia porridge, 1632-1637
Mosè Bianchi, Paolo e Francesca, 1877c., acquarello e oro su carta, Galleria Civica d'Arte Moderna, Milano.
Giovanni Gerolamo Savoldo, Testa di donna con gli occhi chiusi, prima metà del XVI sec., Galleria degli Uffizi.
Pietro Annigoni, Ritratto di Alcide de Gasperi, 1973
Pietro Annigoni, Cristo deposto, Adamo ed Eva, Caino ed Abele, Santi Domenicani (Ciclo di Affreschi nel Convento di San Marco), Firenze, 1937-1941
Antoine Wiertz, La belle Rosine, 1865-68, olio su tela, Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles
Gong Xian, Paesaggi dei dodici mesi, ca. 1685 (dinastia Qing), inchiostro su carta, cm 30,2 x 62,9, Metropolitan Museum of Art, New York
Édouard Manet, Cristo morto con angeli, 1864, olio su tela, cm 179,4 x 149,9, Metropolitan Museum of Art, New York
Pietro Annigoni, Ritratto della Regina Elisabetta II d'Inghilterra, 1955
Anton von Maron, Madonna col Bambino e un pastore, seconda metà del XVIII secolo, olio su tela, cm 127 x 156, collezione privata
Anton Raphael Mengs, Ritratto di Winckelmann, 1861-62, olio su tela, cm 64 × 49, Metropolitan Museum of Art, New York
Ma sopra tutte le invenzioni stupende, qual eminenza di mente fu quella di colui che s' immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona, benché distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? Parlare con quelli che son nell'Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e diecimila anni? e con qual facilità? con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le ammirande invenzioni umane, e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno…
G. GALILEI, Dialoghi sopra i due massimi sistemi del mondo, VII, 130-31