Claude Monet, Chemin dans les blés à Pourville [Cammino al mare tra campi di grano, a Pourville] (1882)
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Claude Monet, Chemin dans les blés à Pourville [Cammino al mare tra campi di grano, a Pourville] (1882)
Sorrido quando penso che questo libro, nel quale io studio, non senza tristezza, tanta corruzione e tanta depravazione e tanta sottilità e falsità e crudeltà vane, è stato scritto in mezzo alla semplice e serena pace della tua casa, fra gli ultimi stornelli della messe e le prime pastorali della neve, mentre insieme con le mie pagine cresceva la cara vita del tuo figliuolo. Certo, se nel mio libro è qualche pietà umana e qualche bontà, rendo mercede al tuo figliuolo. Nessuna cosa intenerisce e solleva quanto lo spettacolo d'una vita che si schiude. Perfino lo spettacolo dell'aurora cede a quella meraviglia. Ecco, dunque, il volume. Se, leggendolo, l'occhio ti corra più oltre e veda tu Giorgio porgerti le mani e dal tondo viso riderti, come nella divina strofe di Catullo, "semihiante labello", interrompi la lettura. E le piccole calcagna rosee, dinanzi a te, premano le pagine dov'è rappresentata tutta la miseria del Piacere; e quel premere inconsapevole sia simbolo e augurio. Ave, Giorgio. Amico e maestro, gran mercé.
Gabriele D’Annunzio, Il piacere (1889)
Caspar David Friedrich, Der Wanderer über dem Nebelmeer [Il Viandante sul mare di nebbia], dipinto a olio su tela (1818), Hamburger Kunsthalle
A chi Dio vuol concedere una vera grazia / lo fa viaggiare per il vasto mondo / a scoprire le sue meraviglie / per monti e valli e boschi e campi e fiumi. / I pigri chiusi in casa / non sono rallegrati dall’aurora / e sanno solo il pianto dei bambini / e angustie e noie e l’ansia per il pane. / Dai monti sgorgano i ruscelli, / lassù le allodole trillano di gioia, / perché non devo anch’io cantar con loro / a piena voce e con felicità? / Al buon Dio mi voglio affidare, / egli che regge cielo e terra / e ruscelli e allodole e boschi e campi / anche i miei giorni al meglio ha programmato
Joseph von Eichendorff, Vita di un perdigiorno [Aus dem Leben eines Taugenichts] (1826)
Niels Ackermann, due fotografie da L'Ange blanc [Les enfants de Tchernobyl] (2014)
Se camminiamo è per andare avanti, per cercare qualcosa, per non abbandonare una speranza. Dimenticando tutto il resto. Tornare ha sempre avuto poco significato. Tornare dove? Riconosciamo i sassi e gli orizzonti: i sentieri ci dicono che ci siamo, che andiamo.
Yari Bernasconi, Se camminiamo [da Nuovi giorni di polvere. Poesie] (2015)
Vincent Van Gogh, De sterrennacht [La notte stellata] (1889), Museum of Modern Art, New York
Se il cuore umano conosce delle pause nell'ascesa dell'affetto, raramente si arresta sulla precipitosa china dei sentimenti astiosi.
Honoré de Balzac, Le Père Goriot [Papà Goriot] (1834)
Pierre-Auguste Renoir, Paysage d'été [Paesaggio d’estate], pittura ad olio (1875)
«Mai più!» diceva imperiosa la sua volontà. «Domani ancora!» supplicava il cuore singhiozzante.
Hermann Hesse, Narciso e Boccadoro
Markus Raetz, Tag oder Nacht [Notte o giorno] (1998)
Siamo dentro e guardiamo fuori, o siamo fuori e guardiamo dentro? È tutta questione di prospettiva...
Sono riemersa a fatica dal buco nero della non esistenza, non da sola, ma soccorsa sempre da qualcuno o da qualcosa. Una mano tesa che mi ha aiutata a risalire in superficie, per provare ancora il sapore della vita e la gioia di esistere.
Laura Mancinelli, Andante con tenerezza
René Magritte, A friend of order (1964)
L'aspetto in cui l'amplesso e la lettura s'assomigliano di più è che al loro interno s'aprono tempi e spazi diversi dal tempo e dallo spazio misurabili.
Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore