Le origini del mito del 𝐕𝐚𝐦𝐩𝐢𝐫𝐨 sono rintracciabili nelle antiche credenze mesopotamiche, ebraiche, greche e romane, dove erano presenti demoni e spiriti con caratteristiche simili a quelle dei moderni vampiri; il folclore contemporaneo sui vampiri si è sviluppò però principalmente nell'Europa dell'est, dove le tradizioni orali erano documentate.
Nel XVIII secolo, si verificò un'epidemia di 𝐯𝐚𝐦𝐩𝐢𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 in Europa, caratterizzata da avvistamenti e rituali volti a identificare presunti vampiri; si verificarono anche pubbliche esecuzioni di individui accusati di vampirismo, alimentate da paure collettive e superstizioni. La credenza nei vampiri divenne così radicata che anche figure intellettuali come Rousseau notarono la sua diffusione.
Le rappresentazioni folkloristiche dei 𝐯𝐚𝐦𝐩𝐢𝐫𝐢 variano notevolmente: in alcune culture, i vampiri sono visti come esseri malvagi o redivivi, quali cadaveri posseduti da spiriti maligni o umani trasformati dopo essere stati morsi da altri vampiri; le caratteristiche fisiche spesso includono segni di decomposizione o anomalie fisiche, interpretate come prove del loro stato di non-morti.
















