Puuung
Three Goblin Art

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we're not kids anymore.
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KIROKAZE
YOU ARE THE REASON
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Peter Solarz

❣ Chile in a Photography ❣
Stranger Things

oozey mess

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祝日 / Permanent Vacation
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@basterebbesoloesserci
Puuung
Gustav Klimt, Pear Tree, 1903
(“Una piccola libreria a Parigi”, Nina George)
Normality is a paved road: It’s comfortable to walk, but no flowers grow on it.
Vincent van Gogh (via egocentricacomeigatti)
Siamo due differenti tipi di arte.
Sono sempre i sogni a fare la realtà.
I miei amori non sono mai esistiti, perché loro non ne sapevano niente. Oppure non sapevo niente io, e ci siamo amati in silenzio e in tempi diversi…
Alda Merini (via doppisensi)
Poi chiedo: “Quando ci possiamo rivedere?” Resta immobile a fissare l’asfalto prima di alzare lo sguardo verso di me. Le sue pupille stanno danzando una danza irrequieta, mi sembra che le tremino le labbra. Poi mi pone un quesito sul quale sarei tornato a rimuginare molto in seguito. Mi dice: “Quanto puoi aspettare?” Cosa avrei dovuto rispondere a quella domanda, Georg? Forse era un trabocchetto. Se avessi risposto “due o tre giorni”, mi sarei dimostrato troppo impaziente. E se avessi risposto “tutta la vita”, avrebbe solamente creduto o che non mi piacesse sul serio, o più semplicemente che io non fossi serio. Dunque dovevo trovare una via di mezzo. Dissi: “Posso aspettare fino a quando il cuore non sanguinerà per il dolore”. Sorrise incerta. Passò un dito sulle mie labbra. Poi disse: “E quanto tempo è?” Scossi la testa sconsolato e scelsi di dire esattamente come stavano le cose. “Forse solo cinque minuti”, risposi.
Jostein Gaarder (via sognoedisincanto)
Forse solo cinque minuti.
Ti ho amato al punto di non poter sopportare l’idea di ferirti pur essendo ferita, e amandoti ho amato i tuoi difetti, i tuoi errori, le tue bugie, le tue bruttezze, le tue contraddizioni, il tuo corpo. E forse il tuo carattere non mi piaceva, né il tuo modo di comportarti, però ti ho amato di un amore più forte del desiderio, più cieco della gelosia: a tal punto implacabile, a tal punto inguaribile, che ormai non potevo più concepire la vita senza te. Ne hai fatto parte quanto il mio respiro, le mie mani, il mio cervello e rinunciare a te è stato come rinunciare a me stessa, ai miei sogni, alle mie illusioni, alle mie speranze, alla vita.
Oriana Fallaci (via sassinellescarpe)
Per chi ci ha messo il cuore e altrettanto cuore non ha trovato.
Giorgio Faletti, Io Uccido. (via nessunohacombattutoperme)
Chest'è.
Sedici anni dopo. Una lettera intestata a lei. L’aprì. La carta ingiallita, la data imprevista: scritta sedici anni fa. Era arrivata solo oggi. Era di Marco. Poche parole: “Scusami per tutto. Non l’amavo, l’ho lasciata. Non ti assillerò più. Se vorrai, conosci il mio numero. Ti amo.” Non poteva crederci. Scosse la testa, poi sorrise a suo marito: “Il nostro amore è più forte delle Poste.” Marco non capì.
Romanzi brevi (via miabitueroavoltarmienoncisarai)
Perchè tu le baciavi.
Tu vai pazza per le parole, vero? Vero che vai pazza per le parole? Mi dai l’idea di essere una che va pazza per le parole. Nel senso che le prendi terribilmente sul serio, tipo come se fossero un bisturi o una motosega che rischia di tagliarti con la stessa facilità con cui taglia gli alberi.
David Foster Wallace (via toanywhere)