la cosa più incredibile di queste settimane è il sentimento incendiario e vitale di sentirsi nel posto giusto. il privilegio assoluto e inaspettato di essere riuscita a far andare le cose esattamente come volevo che andassero. perché no, non è vero che la vita è arbitraria e potrei vivere qui o altrove, io voglio vivere qui. c'ho perso il sonno per settimane, pianto per giorni ma poi ho capito: io voglio vivere qui.
life is chaos, love is pain.
torno verso casa, faccio un giro lungo perché una delle cose che amo di più è camminare tra le strade di questa piccola città. vedo poesia dappertutto. è facile avere la magia negli occhi quando hai paura di andartene.
è stato un anno faticoso, bello ma faticoso. ho resistito a lungo dentro un lavoro terribile, buono solo per pagare l'affitto. ho visto sgretolarsi un'idea di futuro nella quale credevo tanto e ho lasciato che il mio amore più grande si trasferisse in un'altra città. ma l'amore è anarchico e disordinato e ora mentre torno verso casa penso che sono esattamente dove dovrei essere.
non me ne frega niente del buon senso, mi interessa solo della nostra casa, il mio piccolo rifugio. vicino al fiume e affacciato alla piazza. dalla finestra vedo la funivia salire verso l'alto, leggo l'ennesimo libro di Carrere e accendo il computer per parlare con te, che da casa tua vedi tutto un altro tipo di magia.
il lavoro l'ho cambiato, per fortuna. contro ogni aspettativa sono tornata in museo, dove lavoro troppo e mi emoziono continuamente. a salvarmi sono: le amicizie maschili, andare al cinema da sola, pianificare vacanze che non posso permettermi, i libri usati e il sole che entra dalla finestra ogni mattina. scoprirsi complici di persone nuove, prendere un treno per venirti a trovare, una bottiglia di vino in due e qualche sigaretta.
















