Qualcosa si è spezzato. Lo sentivo mentre tornavo a casa, aprivo la porta e posavo le borse in corridoio. Quando nella mia vita le cose si spezzano, le due metà si trasformano in una fine e un inizio. Ammetto che a volte è molto difficile trovare l'inizio, come il capo del filo di un gomitolo; in certi momenti mi ci sono volute settimane passate a non capire che diavolo stesse accadendo. Ma vi dirò una cosa: a volte basta una cosa inutile per illuminare il filo invisibile. La mia cosa inutile è stata un pacchetto di caramelle che mia madre ha comprato senza che io gliele chiedessi. Sono pastiglie digestive, ma non hanno aiutato a sciogliere il nodo che mi si fa in pancia quando quello che sta per finire finalmente finisce. Però mi hanno aiutato a realizzare che la scossa è avvenuta. Stasera mi rannicchierò a letto e avrò tutto il tempo per sapere come cominciare domani, che non è solo domani, ma il primo di una serie di giorni in cui continuerò a fare quel che ho sempre fatto, solo in modo un po’ diverso. Sono grata per la notte, che mi concede tutto questo tempo: il giorno è bello perché c'è un mucchio di luce, ma il prezzo da pagare è correre e correre. Io non sono mai stata brava a correre, ma tutto riguarda il perdonarsi. Ci arriverò anche io, prima o poi. E’ l'obiettivo per i giorni che seguono domani.













