T.LOVE (PRG CREW) @ BIG CREAM MAGAZINE
Quale è la tua tag e per quale motivo hai scelto questo nome?
Inizialmente firmavo Woyo poi nel 2009 cambiai in T. Love un abbreviazione di “True Love“ tag che può risultare banale ma chi mi conosce sa bene l’importanza che hanno avuto e che hanno tutt’ora i graffiti nella mia vita, per questo credo che sia il nome giusto da spingere.
Per quanto riguarda la “R“ aggiunta successivamente alla tag non è una classica mossa modaiola ma un tributo a Revolt (Tlover letto al contrario), writer statunitense che mi colpì molto fin da subito.
Da quanto tempo dipingi e come ti sei avvicinato al mondo dei graffiti?
Nell’inverno del 1999 assieme a Sore (ai tempi Virus), un amico d’infanzia che considero da sempre una sorta di fratello aquisito. Aveva iniziato con le prime tag e le prime bozze ed è grazie a lui che mi sono avvicinato a questa cultura, con lui ho condiviso tutte le mie crew più importanti fino a quando nel 2005 fondammo la PRG.
Non credo che la mia evoluzione sia stata molto differente dalla maggior parte dei writer; intere giornate a fare sketch, le prime tag, mille murate, tantissima street e in fine la scoperta del metallo, partendo dai treni fino arrivare alle metro.
Cosa ti ha portato a farti diventare un tutt’uno con questa realtà?
Perché ti droghi, bevi o fumi?
Non esiste una vera e propria risposta, si inizia quasi per gioco e senza accorgersene diventa una cosa alla quale non può più fare a meno. Per me è stata la stessa cosa con i graffiti.
Dovessi dare per forza una motivazione direi che ho iniziato per staccare da tutti i vari problemi e le cose brutte che mi circondavano in quel periodo.
Sono cambiati negli anni i tuoi motivi?
Sotto sotto il motivo è sempre l’evadere da tutto, staccare la spina per quei pochi minuti al giorno anche se ormai si può dire che è diventata una routine.
Cosa ti spinge a farlo ora?
Credo che sia impossibile dire cosa mi spinge a continuare dopo tutti questi anni...
Essere writer per me non è solamente un indice che preme un cap di uno spray o il colorare una superficie ma è un vero e proprio stile di vita ed è entrato a far parte di me.
Come era la scena quando hai iniziato e come si è evoluta?
Senza dubbio meno inquinata... In passato chi disegnava su metallo lo faceva perché prima aveva fatto “la gavetta” e quindi se lo meritava. Un’altra cosa differente è che si aveva ben in mente il significato della parola rispetto, ora invece writer nascenti senza nessun tipo di esperienza si credono dei kings e agiscono senza tener conto di chi c’era prima di loro.
Cosa e chi non sopporti della scena attuale?
Come ho detto in precedenza non sopporto appunto il sovraffollamento, la mancanza di rispetto, di stile e di carattere della maggior parte delle nuove leve ma soprattutto non sopporto chi diventa famoso grazie alla internet fame... Penso non ci sia nulla di più surreale e ridicolo!
Le tue lettere ed il tuo stile... Quali sono state le tue influenze nel corso degli anni?
Semplici e facili da leggere... In due parole, di impatto!
Mi piace sperimentare, stravolgere completamente le mie lettere dal oggi al domani, anche se quello che mi soddisfa di più alla fin fine è il classico stampatellone che propongo e ripropongo in tutte le salse da sei o sette anni. Il mio approccio ai graffiti è cambiato molto ultimamente, prima basavo tutto sulla pulizia cosa che ora mi interessa relativamente, tanto vero che nelle ultime produzioni mi sto divertendo a disegnare usando la mano sinistra pur non essendo mancino.
Le mie influenze son state varie nell’arco degli anni;
Inizialmente rimasi colpito dallo stile grafico di Cento e Secse, dalla fantasia di Files, ma anche la pulizia dei disegni di Foien e Font ed è probabilmente grazie a loro che mi sono evoluto in questo modo.
Successivamente mi colpirono molto la WUFC crew e la TSK crew con i loro letteroni e fat cap a volontà.
Ora invece le influenze mi vengono fornite principalmente dai membri della mia crew.
Qualità o quantità?
Entrambe le cose. Fino oggi ho sempre mantenuto ritmi di produzione molto alti cercando di farlo nel miglior modo possibile.
Parlaci della tua prima volta sul metallo...
Se si parla di vagoni passeggeri, tralasciando i merci, la mia prima volta è stata un 464 FS non condizionato con Sore e Ah (membro della PRG inattivo ormai da anni).
Nulla di sconvolgente, un sacco di chilometri e un po’ di paura con i vari treni notte e merci che passavano, ma è stato l’inizio di una dipendenza dalla quale non son riuscito ancora a disintossicarmi...
Secondo te chi spacca, chi dovrebbe esser più tenuto in considerazione e chi invece si è fatto della gran fama immeritata solamente grazie ai social media.
Senza dubbio un writer molto promettente è Ozio. So che può sembrare egoista parlare di un membro della propria crew ma penso abbia davvero un buon potenziale e che sia pazzo al punto giusto per poter diventare qualcuno.
Per quanto riguarda i writer non riconosciuti o sopravvalutati preferisco non far nomi ma mi auguro in entrambi i casi che le cose inizino a girare come dovrebbero, ai primi di ricevere i meriti che gli spettano mentre ai secondi che gli vengano ripagate con il karma tutte le leccate di culo e le mancanze di rispetto.
Vagonate di treni ma non solo... Anche metro! Se dovessi preferire uno all’altro quale preferiresti dipingere e perché?
Son due realtà totalmente differenti: una ti da la possibilità di esprimerti al meglio, nell’altra è l’adrenalina a far da padrona... Difficile dover scegliere ma se mi metti davanti a un vagone FS o a uno della metropolitana di New York la risposta è scontata.
Aneddoti in metro...
A parte gli spiacevoli aneddoti riguardanti i miei problemi di vertigini con i quali ho dovuto fare i conti più volte per dover soddisfare le mie voglie, una volta scappai da due security imbestialiti con lo scroto fuori dalla patta... Il tutto documentato da un video.
Sei mai stato “pizzicato” dagli sbirri?
Grazie a Dio per ora no... Macchè grazie a Dio! Grazie a una testa che funziona come deve e che cerca di non farmi mai fare il passo più lungo della gamba. Fughe ce ne son state più di una: se parliamo del periodo dove facevo molta street erano all’ordine del giorno, con il metallo invece ce ne son state molte meno. Vuoi perché le action vengono studiate meglio, vuoi perché son maturato.
Come vedono i tuoi amici, la tua donna ed i tuoi familiari ciò che fai?
Parte degli amici condividono la stessa passione quindi mi comprendono a pieno gli altri sono interessati a questo mondo a loro estraneo e spesso mi chiedono di fargli vedere le mie produzioni o di raccontargli i vari aneddoti. Le donne hanno sempre dovuto condividermi con i graffiti anche perché a una frase del tipo “scegli, o me o i graffiti“ sapevano bene la risposta che gli aspettava. La mia famiglia è da 15 anni che mi supporta e a volte sopporta quello che faccio e nel quale credo, rispettando sempre le mie scelte.
Buttando un occhio al futuro... Come ti vedi fra 10 anni? Smetterai un giorno?
Non sono una persona che si interroga molto sul futuro o che fa progetti pensando anni avanti. La vita purtroppo mi ha insegnato che esistono le disgrazie e che quelle non le si può programmare... Continuerò fin quando quello che faccio riuscirà a darmi uno stimolo, a trasmettermi qualcosa di positivo o fin quando il mio fisico me lo permetterà.
Togliendomi i graffiti probabilmente mi annoierei: non saprei come riempire le mie giornate, avrei troppo tempo libero senza gli sketch, le nottate insonni, i weekend e le pause pranzo passate in banchina e sinceramente sono un tipo troppo nervoso per dedicarmi alla pesca!
Che cosa ti hanno dato i graffiti?
La possibilità di evadere da situazioni difficili staccando da tutto e tutti, hanno rafforzato la stima che avevo di me, il mio ego e il mio carattere. Mi hanno dato la possibilità di veder posti fantastici dove le persone comuni non metteranno mai piede. Mi hanno fatto conoscere persone che valuto fondamentali nella mia vita e in fine, dando fiducia a persone che non se la meritavano e che mi hanno pugnalato alle spalle, mi hanno fatto capire come gira il mondo.
Cosa ti hanno tolto?
Ore, ore, ore e ore di sonno, tempo libero, un’adolescenza e uno stile di vita “normale“...
Ringraziamenti e saluti.
Il primo saluto va a mio fratello, mia madre, mio padre, mia nonna e mia zia, poi Dial, Ganz, Moste, Mota, Ozio, Pack, Remo e Sore, persone con le quali condivido gran parte del mio tempo libero ormai da anni.
In fine per motivazioni di vario tipo:
4US crew, Ah, Antre, Beat, Boxir, Burn, Caso, Cisa, CMS crew, Cons, Dark, Doldo, Enth, Erotik, Evl, Fez, Foia, HIS crew, IDK crew, Ill Tofa, Jacopo, Jamba, Jnacs, Kameo, Kioda, Krep, Leù, Lucia, Med, MESK crew, Moe, Mueh , Nik, Nime, Orio, PEB crew, Pera, PMS crew, Quan, Rasta, Relkd, Resh, Ricca, Shake, Shaki, Teso, Tizle, TSB crew, Vichie, VIES crew, Why e Yorke 37.
Se mi son scordato di qualcuno non voletemene, chi mi conosce sa bene che la memoria non è il mio punto forte.
MONE REST IN PEACE.
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