È una gioia essere nascosti, ma è un disastro non essere trovati.
D.W. Winnicott
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Cosimo Galluzzi
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@bourette
È una gioia essere nascosti, ma è un disastro non essere trovati.
D.W. Winnicott
Vai da sola.
Vai da sola nel mondo grande
abbi paura
portala con te
che ti tiene a terra
ti arma le spalle fa barriera
di parole da brucare
piano al sopraggiungere delle ore
in cui gli umani fanno schiera
si annidano per la notte,
tu mastica piano parole prime
abbi paura e stai in bilico
sul sorriso, come fa l’ombra con le case,
da lì osserva in pace l’altro
che fa città fa chiarità notturna
che sta al caldo anche senza veste
che conteggia i volti
per la cena. Tu stai sola
e parla con i platani dei viali
digli tutto quello che diresti
a orecchie umane,
meglio conservano i segreti
i vegetali meglio li assumono
in corteccia e linfa
a fare di te amica di terra
creatura di fango
lasciata seccare al bordo
della notte. Sì lasciati incrinare
piano piano argilla di paura
e sputo di mano esperta
che dalla crepa entra il soffio
e ti chiama viva.
Dai da mangiare agli uccelli
non dimenticarlo mai:
sei una briciola.
Chandra Livia Candiani, da Chi cade, in Fatti vivo, 2017, Einaudi
Il tuo pensiero arriva sempre, *, puntuale e sicuro come l'onda di risacca.
P
Bruno Munari, Nelle scuole giapponesi si insegna ai bambini…, n.d.
“Io non sono fatta per la vita,/ in me tutto è incendio.”
— M.Cvaeteva
Per i tuoi 27 anni, lì ovunque tu sia, confido tu abbia spazio per camminare, e distanza per respirare, e libertà di farti stupire, e curiosità a non finire, e sempre la forza di lasciarti andare e avvicinare, e forza per lasciare andare (senza perdere nulla), e più di tutto premura, premura di aderire alla terra, per i tuoi 27 anni nel giorno del tuo compleanno e per la distesa di giorni a seguire. Stai bene.
R.
“sei morbida e forte; e anche un po’ selvatica perché non ti fai prendere. Però mi fai un senso di casa.”
Proposizione: con gli “occhiali” di Bruno Munari
Vija Celmins, Whale (plate, folio 9 verso), from Bradford Morrow: ‘A Bestiary’, The Grenfell Press, New York, NY, 1990 [MoMA, New York, NY. © Vija Celmins]
texture of antarctica | google earth
Il ruscellamento che in quel giorno straordinario mi attraversò era cosa tanto immensa, tanto unica e indimenticabile, che io pensavo, che io non smettevo di pensare: Una montagna nonostante la sua inintelligenza, una montagna con le sue cascate, con i suoi burroni, con i suoi ruscellanti pendii, sarebbe capace di comprendermi, nello stato in cui mi trovo, meglio di un uomo. Henri Michaux, Brecce
“Dalla finestra aperta
entran le voci calme
del fiume,
i canti lontani
delle lavandaie
laggiù fra i pioppi e gli ontani,
presso la pura corrente
che mormora sì dolcemente
il fumo dei vapori
si confonde con quello delle case
sotto il riso trionfale
del cielo.
Sull’altra riva, nel viale
le affiches azzurre
delle compagnie di navigazione
riempiono di nostalgia e di illusione
il cuore degli uomini
seduti sulle panchine.
Penso a una fanciulla bionda.
Fra poco sarà mezzogiorno
e una gran tenerezza mi invade,
e una voglia di piangere senza perché.”
Attilio Bertolucci, Mattino, da Sirio (1929)
“Sei l'unica Me che ho Torna a casa”
— Chandra Livia Candiani, La domanda della sete
“Non aveva capito nessuno dei due uomini che aveva amato e aveva finito per perdere entrambi. Adesso intuiva che, se avesse capito Ashley, non lo avrebbe mai amato e, se avesse capito Reth, non lo avrebbe mai perduto. Dubitò di aver mai capito qualcuno al mondo.”
— Margaret Mitchell, Via col vento
Auguste Rodin
Rodin Museum
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