
Love Begins
Cosimo Galluzzi
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Keni
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he wasn't even looking at me and he found me
we're not kids anymore.

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Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

祝日 / Permanent Vacation

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@carladmt
PH - Gianni Berengo Gardin © - Catania
Mommy (2014), dir. Xavier Dolan
You don’t make a photograph just with a camera. You bring to the act of photography all the pictures you have seen, the books you have read, the music you have heard, the people you have loved.
Ansel Adams (via observando)
A photograph is a secret about a secret. The more it tells you, the less you know.
Diane Arbus (via observando)
Gianni Berengo Gardin (b.1930)
‘‘Varese’’, 1987
Gianni Berengo Gardin Piazza San Marco. Venezia (1959)
Gianni Berengo Gardin
Normandía, 1933.
That’s Paris, 1954 by Gianni Berengo Gardin
Gianni Berengo Gardin - Venezia, 1958
The Dreamers (2003)
Before sunset
J: sai perché ho scritto quello stupido libro? Così che tu potessi venire alla presentazione a Parigi e io avessi potuto chiederti "dove cazzo eri finita?". C: no, davvero, so che non è vero ma è dolce da parte tua. Pensavi che sarei venuta oggi? J: sono serio, penso di averlo scritto in un certo senso per trovarti. C: pensavo che sarebbe meglio che io non veda più le cose in chiave troppo romantica. È una chiave che mi ha fatto sempre soffrire, ho ancora molti sogni ma non riguardano più la mia vita amorosa. La cosa non mi rattrista, la accetto. J: è per questo che stai insieme ad un uomo che non c'è mai? C: sì è evidente che non so gestire il lato quotidiano di un rapporto, quando lui c'è stiamo bene insieme e quando se ne va ne sento un po' la mancanza ma senza angoscia. Quando ho sempre qualcuno vicino mi sento soffocare. J: aspetta hai detto che vuoi qualcuno che ti ami e da poter amare giusto? C: sì, ma quando ne trovo uno mi viene subito la nausea. È un disastro, sono felice solo quando sto per conto mio. Del resto stare da soli è meglio che stare con un amante e sentirsi soli. Per me ora è difficile essere romantica, all'inzio sei motivata ma dopo aver preso tante fregature chiudi in un bel cassetto tutte le tue grandi illusioni e raccogli quello che la vita ti mette davanti. E non è neanche vero, non ho preso tante fregature ho avuto solo troppi rapporti insulsi con uomini che mi hanno anche voluto bene ma con cui non c'era sintonia o complicità, questo da parte mia intendo. J: mi dispiace. Va così male? Dimmi che non è vero. C: vedi, non è questo. Stavo bene finché non ho letto il tuo libro, mi ha riaperto la ferita. Mi ha fatto ricordare quanto ero romantica allora, di quante speranze coltivavo. Ora al contrario non credo più in niente, certi sentimenti io non li provo più. È come se avessi speso tutto il mio romanticismo quella notte e non ho più provato emozioni del genere. Quasi se ne fosse andata via una parte di me che io avevo espresso a te e tu ti eri portato via, da allora il gelo. Non fa più per me. J: no, non ci posso credere. Non ti voglio credere. C: te ne dico un'altra. Realtà e amore sono quasi una contraddizione per me. È curioso, pensa ognuno dei miei ex si è sposato. Uscivano con me, ci separavamo e si sposavano. Mi chiamavano per ringraziarmi di aver fatto loro conoscere l'amore e di aver insegnato loro a trattare le donne con rispetto. J: sono uno di loro anch'io. C: li ucciderei, credimi! Perché non hanno voluto sposare me? Avrei detto di no, ma avrebbero dovuto chiedermelo. È colpa mia, so che è colpa mia perché nessuno mi andava mai bene. Che significa l'uomo giusto, il grande amore, è un concetto assurdo, l'idea stessa di completarci con un'altra persona è deleteria! Ho avuto il cuore spezzato tante di quelle volte che è pieno di cicatrici, perciò ora fin dall'inizio non mi sforzo perché tanto so che non durerà. J: non puoi ragionare così, è assurdo che tu viva solo per non soffrire! C: no, sai che ti dico, queste sono solo parole, io devo allontanarmi da te, ferma la macchina voglio scendere. J: no no no no no C: tu non capisci che vuol dire stare vicino a te, non toccarmi, ho bisogno di camminare. J: no no no no ascoltami! Senti... io oggi sono molto felice perché sono qui con te e in particolare perché non ti sei dimenticata di me, mi credi? C: non ti ho dimenticato e la cosa mi fa incazzare. Vieni qui a Parigi, tutto romantico, e sposato. Chiaro? Vaffanculo! Non mi fraintendere, non voglio niente da te, l'ultima cosa di cui ho bisogno è un uomo sposato. Ed è passata tanta acqua sotto i ponti, non sei più tu il rimpianto. È il tempo, quel momento perduto per l'eternità. Non lo so... J: senti, te lo ripeto, io sono comunque felice di averti rivisto e anche se sei diventata un'incazzosa attivista maniacodepressiva ancora mi piaci, ancora mi diverto a stare con te. C: lo stesso vale per me, mi dispiace. Non so cosa mi è preso, erano cose che dovevo tirare fuori. La mia vita è così fallimentare e il mio modo di reagire inganna, io sembro distaccata ma muoio dentro in realtà. E muoio perché non provo dolore o altre emozioni. J: credi di essere l'unica a morire dentro? La mia vita fa schifo 24 ore al giorno. L'unica felicità che ho è quando sono con mio figlio. Sono stato da un consulente matrimoniale, ho fatto cose che mai pensavo avrei fatto, ho acceso candele, comprato libri sull'argomento... Io non amo il modo in cui lei vuole essere amata, non riesco a vedere un futuro per noi. Poi però guardo mio figlio davanti a me e decido di subire qualsiasi tortura per stare con lui qualsiasi minuto della sua vita. Non me ne voglio perdere neanche uno. Il guaio è che non c'è gioia, non ci sono risate a casa mia. C: è terribile! I miei sono stati insieme per 35 anni e anche dopo una brutta lite ridevano come due pazzi. J: lo so, infatti non voglio diventare come uno di quelli che chiede il divorzio a 52 anni, buttandosi a terra disperato, ammettendo di non aver mai amato sua moglie. Io voglio che la mia vita sia felice e che lo sia anche quella di mia moglie, anche lei se lo merita. Invece teniamo in piedi questa farsa del matrimonio, le responsabilità, inchiodati da questa idea di come due persone dovrebbero vivere. In più ci sono i miei sogni a complicare. C: quali sogni? J: niente... sogni ricorrenti nei quali sono alla stazione, al binario e tu continui a passare su un treno in corsa. Passi, ripassi e ripassi e io mi sveglio tutto sudato. E non è l'unico sogno, ce n'è pure uno in cui tu sei incinta nel letto accanto a me e io muoio dalla voglia di toccarti ma tu mi dici di non farlo. Poi ti volti e io ti tocco ugualmente, ed è così liscia la tua pelle che io mi sveglio pingendo sconsolato. Mia moglie, sveglia anche lei, mi guarda e io mi sento a migliaia di km e so che c'è qualcosa di sbagliato, che è inutile non può essere così, dev'esserci qualcosa in più del semplice impegno. Ma poi mi dico che avrei potuto lasciar perdere quest'idea assurda dell'amore romantico, l'avrei potuta archiviare quel giorno quando non sei venuta. Avrei potuto e forse dovuto farlo. C: perché mi dici questo? J: scusami, forse non avrei dovuto. C: che cosa strana! Pensiamo tutti di essere gli unici a passare brutti momenti. Leggendo quell'articolo ho pensato che la tua vita fosse splendida: una moglie, un figlio, un libro pubblicato. Invece hai una vita privata più incasinata della mia! J: sono contento di essere utile a qualcosa.