«(Che la vita fosse anche spreco, questo mia madre non l'ammetteva: cioè che fosse anche passione. Perciò non usciva mai dal giardino etichettato pianta per pianta, dalla casa tappezzata di bouganvillea, dallo studio col microscopio sotto la campana di vetro e gli erbari. Senza incertezze, ordinata, trasformava le passioni in doveri e ne viveva. Ma ciò che muoveva mio padre ogni mattina su per la strada di San Giovanni — e me giù per la mia via — più che dovere di proprietario operoso, disinteresse d'innovatore di metodi agricoli — e per me, più che le definizioni di doveri che via via mi sarei imposto —, era passione feroce, dolore a esistere [...]».
Italo Calvino, La strada di San Giovanni (1963)

















