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@celavie17
-Tratto da Diario 1966, Anais Nin
“Bisogna trovare, in mezzo ai piccoli pensieri che ci danno fastidio, la strada dei grandi pensieri che ci danno forza.”
— Dietrich Bonhoeffer
Uno de los riesgos de estar callado es que las otras personas pueden llenar tu silencio con su propia interpretación: Estás aburrido. Estás deprimido. Eres tímido. Estás engreído. Eres crítico. Cuando otros no pueden leernos, escriben su propia historia, no siempre una que elegimos o que sea fiel a quienes somos.
— Sophia Dembling
“Nella vita solo chi rispetta i tuoi tempi saprà starti accanto e non vicino. Quando non vuoi vedere nessuno e ancora meno hai voglia di parlare, fai attenzione a chi ha il coraggio di aspettarti.”
— Vincenzo Cannova
@itsmyecho
“Troppi angeli in cielo e troppa gente cattiva sulla terra.”
— Cinzia Coppola
[...] È stato merito di Finch.
Mi ha insegnato a meravigliarmi.
Mi ha insegnato che non bisogna scalare una montagna per sentirsi in cima al mondo.
Che anche i luoghi più brutti possono essere bellissimi se ti concedi il tempo di guardarli.
Mi ha insegnato che va bene perdersi... se si ritrova la strada per tornare.
Ma nell'imparare tutto questo, mi sono persa una cosa fondamentale.
Non ho visto Finch.
Non ho visto che soffriva. Non ho visto che mi stava dando lezioni su come andare avanti.
Finch era un sognatore.
Sognava ad occhi aperti.
Sognava la bellezza del mondo e la trasformava in realtà.
Mi ha dimostrato che ci può essere della magia anche nei luoghi più inaspettati. Che ci sono posti luminosi anche nei giorni più bui. E se non dovesse esserci, tu puoi essere quel posto luminoso con le tue infinite capacità.
Mi mancate come l’aria ♥️
Adesso più che mai 💫
“Con la testa me ne vado altrove. E spesso, tu, vieni con me.”
—
Mancate
«Molto spesso diciamo di essere stanchi, ma la verità è che siamo tristi».
-Luigi Coppola
Manchi sempre di più💙🌈🌸💖
"È solo ipocondria" -CRONACHE DI UNA SOCIOFOBICA #10
'IPOCONDRIA': preoccupazione ingiustificata ed eccessiva nei confronti della propria o della altrui salute, con la convinzione che qualsiasi sintomo avvertito da un soggetto sia il segno di una patologia grave.
Ho riflettuto tanto prima di decidermi a scrivere qualcosa su questo argomento e
oggi, finalmente, ho trovato il coraggio per farlo.
Oggi, vi racconto la mia esperienza con l'#ipocondria.
Due anni fa ho sviluppato una forma di forte apprensione nei confronti della mia salute. Perciò, ogni minimo segnale di malessere fisico, mi generava un'ansia talmente difficile da placare che mi vedevo costretta ad andare dal medico di base. E così, ogni settimana avevo il mio posto fisso nella sala d'attesa dello studio della dottoressa - per la quale dovevo essere diventata un incubo. Dopo avermi fatta entrare, il copione era sempre lo stesso: iniziava con "Che cos'hai, Beatrice?" per poi finire con "Tranquilla, è solo ansia" dopo che le avevo elencato i sintomi che percepivo.
Le sue rassicurazioni sul fatto che non avessi nulla di grave, a parte il fatto che fossi estremamente ansiosa, riuscivano a calmarmi per qualche giorno, forse per una settimana o poco più. Poi l'incubo ricominciava e io venivo assalita da un'ulteriore ondata di paura, che fosse per un po' di mal di gola o per un banale mal di schiena.
Ed ecco che i miei pensieri si facevano via via sempre più sproporzionati e io mi chiudevo in una ricerca smaniosa su internet per trovare informazioni che confermassero la mia folle tesi, ovvero che fossi malata. Non riuscivo a fare a meno di compiere autodiagnosi e di convincermi che queste fossero fondate, per poi tornare nuovamente dalla dottoressa. Insomma, un circolo vizioso da cui mi sembrava di non poter più uscire.
Perché vi parlo di questo? Be' perché in questo periodo di pandemia, sono sicura che si tratti di una problematica comune a tante persone. Specialmente se si convive già con un disturbo d'ansia.
Quello che voglio dirvi dunque è che non siete sol*, che so quanto vi faccia stare male questa situazione e che siete stanch* di sentirvi ripetere che è che è "tutto nella vostra testa", che è "SOLO ipocondria".
So che vi crea disagio venire etichettat* come "malati immaginari", perché la vostra sofferenza è autentica e merita rispetto.
Voglio dirvi che il dolore non è mai una scelta ma c'è qualcosa che si può scegliere. Si può scegliere di farsi aiutare.
Perché anche se è difficile, è possibile uscire da questo disturbo o perlomeno imparare a gestirlo. Basta trovare il coraggio di affidarsi a un esperto che possa sostenervi senza giudicare quanto ciò che provate sia irrazionale (questo lo sappiamo già).
Qualcuno che vi aiuti con onestà e che vi tratti come ciò che siete: esseri umani.
Io sento di non aver superato del tutto la fobia per le malattie. A volte ho delle ricadute che mi buttano giù per diversi giorni, però non smetterò mai di ringraziare me stessa per essermi decisa a intraprendere un percorso con una psicologa. Essere seguita da lei mi ha aiutata tantissimo a conoscermi meglio e scovare le cause della mia ipocondria. Perché conoscere il proprio nemico, mettersi di fronte ad esso, può spaventare ma vi aiuta anche a capire quali sono i punti deboli su cui potete attaccarlo.
Ricordate, siamo più forti dei nostri demoni. Dobbiamo solo ricordarcelo più spesso.
Un abbraccio a tutt* e speriamo che questa pandemia finisca presto❤🍀
Beatrice Mascolini, @una-sociofobica-ribelle