Non è banale poter contare su di sè
È vero, ma forse semplicemente non tutti lo dicono a se stessi. "Mi fido di me".
E tu?
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@cercomestessainunbicchieredivino
Non è banale poter contare su di sè
È vero, ma forse semplicemente non tutti lo dicono a se stessi. "Mi fido di me".
E tu?
Sono le quattro del mattino,
c'è un bicchiere di vino e un po’ di briciole sul tavolo,
Ray LaMontagne sussurra dalle cuffiette, che stancamente scivolano sulla mia spalla.
Ohssí, sono sveglia, dannatamente sveglia.
Sono centottanta i secondi, i secondi per capire quanto sia triste e snervante, direi quasi umiliante. Sí, li ho contati. Centottanta. Sembra così grande questo numero. Ma in fondo sono solo tre minuti. Tre minuti di dubbi, paure e ansie.
Il bicchiere di vino continua ad essere sempre meno pieno, le briciole invece continuano ad aumentare e Ray LaMontagne ha finito le parole…
Sessanta invece sono i secondi che ho dato alla mia felicità. Sempre così poco tempo gli lascio. Eppure avrei così tanto da pensare. Amore, amicizia…
Perché avere così paura della felicità, avere così paura di ciò che si ha?
Sono troppo poco saggia per fare certi discorsi, soprattutto alle quattro e cinque di notte, con il bicchiere vuoto e i miei occhi stanchi.
Le briciole ormai non le vedo nemmeno più…
E i problemi si fanno sempre più piccoli, innocui e stupidi.
Ma in fondo non importa più,
riprenderò domani a contare.
Ho pensato tanto.
Se scriverti.
Forse la paura, il non sapere cosa dire mi hanno bloccata.
Perché cosa si può dire ad una persona dopo così tanto tempo?
“Ei come va?”
Mmm. Non ci si addice molto.
Ma avrei tante cose da dirti. Ossí. Tante da riempirti una giornata.
Sei stato fondamentale per un certo periodo della mia vita, quasi necessario. Sono stata completamente dipendente da te per anni. Anni. Senza ricevere mai la cosa giusta. Usata. Così mi sono sentita appena ho aperto gli occhi. Usata. Non avevi bisogno di me e sapevi quanto ne avessi bisogno io. Non ho piú i nostri messaggi, io che scompaio e io ricompaio. Io. Solo io. Tu mi facevi credere di seguirmi. Eri tu a dirigere i miei sentimenti. E le promesse. Le tue dannatissime promesse.
Ti ho odiato. Me le ripetevo quelle promesse, mi rendevano felice. Ti ho odiato. Ora vorrei solo lanciarti contro tutto questo. Perché io sono scomparsa. Nel frattempo ho amato, non te. Ho pianto, non per te. E ho vissuto, non per te. E ad oggi dico per fortuna.
Perché, ecco cosa vorrei dirti, che hai perso tu. Tu. E solo tu sei quello che ha sofferto di più. Perché a te è rimasto il vuoto. Io ho sofferto ma mi sono rialzata. E non sai che forza, che cazzo di forza che ho dentro. Non sai. E ieri rivendetoti dopo anni, quasi come se ti avessi chiamato, infelice con lei, ho sorriso dentro di me. In un primo momento mi è mancato il respiro, ma poi ho sorriso. Tu non vivi. Ti lasci vivere.
E io no. A me piace vivere.
Buona vita.
Chi è?
La persona di cui mi fido di più? Me stessa credo
E se ti chiedessi: qual è la persona di cui ti fidi di più al mondo?
@itsmyecho
È un gioco il tuo, tornare e andare via.
Sai che sono qui, sai che ti penso.
Ma tu giochi a farti inseguire e sei anche più veloce.
E io rimango indietro.
Ad aspettare.
Passami le dita tra i capelli e scioglimi tutti i pensieri.
Uno sguardo può far tremare così tanto l'animo?
vorrei non avere più voglia di te
per avere, così, voglia di tutto il resto
e invece ho solo voglia di te
e me ne frega poco
del resto.
volevo scriverti una lettera
ma alla fine assomigliava più a una lista della spesa
allora senti: conosco una lista di cose di te
alcune belle
e altre anche.
sara bortolato
Alla fine è successo,
"Ei, come stai?"
Forse il più difficile delle mia vita. Forse il più strano e retorico.
Strano. Sí. Difficile.
Ed ho capito che in fondo non ci siamo mai conosciuti davvero, non ho mai capito chi fossi. Che forse abbiamo finalmente parlato e che forse non mi andava più di tanto.
Che forse è stato anche liberatorio.
Però forse avrei bisogno anche io di un"ei come stai?".
-cercomestessainunbicchieredivino
amo la spontaneità
dei gesti inaspettati.
The Perfect Date
- @ilragazzoluna
E ci trasforma in noi.
Sai, ho sempre la sensazione che da un momento all'altro mi scriverai, così, anche solo per sapere come sto, per commentare una mia foto. Sai, le cambio in base a quello che ti può piacere. Magari metto due persone che ci assomigliano. Lei bionda, come me, magari troppo magra per essere me. E poi c'è lui, barba, capelli lunghi,muscoloso. Che l'abbraccia. Non trovi somiglianze ? Molti,che conoscono la storia, pensano che siamo noi. Sai, non ho mai creduto veramente di piacerti, forse non volevo nemmeno. Sei troppo diverso da me, in senso buono. Non ho mai pensato che volessi baciarmi o tenermi per mano. Non saresti stato tu con me. Ma sarebbe stato bello anche solo pensare che tu avresti voluto. Sono pazza solo a scrivere questo. Ma ho bisogno di sfogarmi. Di parlarne con qualcuno che non si stanchi, stressi o pensi sia impossibile e mi dica: “ basta devi smetterla, è tutto finito. I suoi atteggiamenti sono incomprensibili ed è meglio se lo dimentichi. ” Ma loro non sanno che vuol dire rinunciare a qualcosa che non è mai iniziata. Fa male. Senti il sapore, come quando non ti viene in mente una parola e la tieni lì, sulla punta della lingua. Non sanno che tu pregusti la vittoria, la gioia finale e ti ritrovi solo la fatica.. Il nulla. È straziante. Perché tu, in fondo, ci speri sempre. Speri cambi tutto, che per una volta quello che vuoi tu non sia rotto, inutilizzabile e farneticante. Tu purtroppo sei tra le cose farneticanti. Non sei mio e non lo sarai mai. Ma non per qualcosa di difficile da spiegare, capire. È facile la spiegazione. Non mi vuoi e non mi hai mai voluta. E io devo iniziarlo ad accettarlo.
- Penelopesempresposadiulisse
“Odio chi mi toglie la solitudine senza farmi compagnia.”
— Nietzsche. (via labrigaditorturarti)