la prima volta che l’ho visto era a settembre, ad una premiazione della mia scuola.l’ho visto che camminava e rideva, con quei due buchi nelle guance e quel sorriso lì, quello che ti resta dentro.era abbronzato, biondo, la camicia bianca incollata al petto, gli occhi così verdi.mi è piaciuto subito. ho pensato fosse americano e che era in visita nella nostra scuola.poi me ne sono dimenticata.un giorno l’ho rivisto, ci siamo guardati, era sul mio piano.lentamente ho scoperto chi fosse, il nome, l’anno, gli interessi.poi me ne ridimenticai.un giorno mi è tornato in mente e ho deciso di aggiungerlo su facebook, lui mi ha accettata e ha iniziato a mettere mi piace ad alcune mie foto.poi mi ha fatto gli auguri, mi ha aggiunta su instagram e io ho fatto lo stesso.tutto ciò nell’arco di quattro mesi, mesi in cui io nemmeno pensavo a lui, se non raramente.poi mi ha scritto.da lì abbiamo iniziato a sentirci tutti i giorni, a parlare nel cortile, a salutarci, a passare casualmente davanti la classe dell’altro, a guardarci di nascosto.un paio di settimane dopo mi ha chiesto di uscire.due caffè, un tavolino e una chiacchierata di tre ore: lui mi parlava dell’università che avrebbe voluto prendere, dei suoi viaggi, degli interessi e delle persone che avevamo in comune ed io mi stringevo le mani sotto al tavolo per non mordermi le labbra. e ogni volta che rideva pensavo “ti prego copriti la bocca o te la bacio qui, ora, a questo tavolino”.poi c’è stato un attimo in cui ci siamo avvicinati, mi doveva far vedere una cosa al telefono, e la testa ha iniziato a ronzarmi. sentivo il suo profumo, la sua voce, il suo respiro troppo vicini.per fortuna si è staccato in fretta.dopo un po’ abbiamo deciso di tornare.ci siamo avvicinati alla sua moto, io ho detto qualcosa di stupido, ho riso, lui ha risposto velocemente, ha riso.poi si è messo una mano nei capelli, ha corrugato la fronte e ha socchiuso gli occhi come fa lui.in quel momento non sapevo che sarebbe stato uno dei suoi piccoli gesti a cui mi sarei affezionata.mi ha guardata.ha fatto per baciarmi sulla guancia, ha indugiato, il cuore ha iniziato a battermi, gli ho dato l’altra guancia, sorvolando le labbra, ho pensato “si baciano entrambe di solito”, ma dopo la seconda guancia per tornare indietro c’erano di nuovo le labbra e lui si è fermato, mi sono fermata anch’io.poi le labbra hanno iniziato a correre ed è stato bellissimo.