Avevo una vita prima, fatta di pensieri frivoli e problemi inutili.
Avevo una vita prima, dove potevo semplicemente infilarmi il cappotto e andare dove volevo.
Avevo una vita prima, dove potevo svegliarmi a mezzogiorno e andare a letto a mezzanotte.
La notte era serena e dormivo tranquilla fino al mattino dopo.
Potevo guardare tutte le serie tv su Netflix che volevo e mi avanzava del tempo per leggere, scrivere e pulire casa.
Potevo fare sport, progettare viaggi in giro per il mondo e cene di coppia.
La vita costava la metà e tutto era più semplice, ma le giornate erano vuote, le sere prive di significato.
Guardavo la vita scorrere senza rendermene conto, senza prestare attenzione ai minuti che si trasformavano in ore di ozio.
Ora sono stanca e affannata. Ogni secondo è prezioso. Alle volte mi viene il panico perché vorrei fare tante cose, ma non ne ho il tempo.
La televisione non la guardo più. I miei hobby sono in stand by. La mia esistenza è in stand by.
La piccola vita che ho messo al mondo richiede un lavoro costante, una dedizione totalizzante che alle volte ti distrugge, ma non c’è altro posto dove vorrei essere.
La vita di prima non mi manca. Non mi interessa essere libera. Mi interessa alzarmi ogni mattina con il sorriso di mio figlio di fianco.
È dura, sì, ma è la cosa più bella del mondo!
Un figlio ti insegna, un figlio ti fa cambiare opinione su tantissime cose, ti regala gioia, amore e ciò che prima era un problema insormontabile diventa una piccola spina nel fianco a cui non dare ascolto.
È una scalata senza fine, ma il panorama che riesci a vedere da lassù non ha un prezzo descrivibile.












