i’m tired of being “strong” and working hard. i wanna be cared for and loved. i wanna be kissed goodnight…
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i’m tired of being “strong” and working hard. i wanna be cared for and loved. i wanna be kissed goodnight…
bro
chiedo scusa per il post precedente, domani torno stronza.
Non so cos’è peggio.
Non lo so.
C’è odore del mandarino che avete mangiato poco fa mescolato con quello del vostro sudore ed è incredibile e crudele che lo senta anche io.
- Susanna Casciani.
ciao.
!!!!!!
e va bene così, soprattutto così.
passo e chiudo
quando so che è impegnato:
come quella sera in cui ubriachi fradici mi hai tenuto il giubbotto mentre vomitavo, mi hai messo i vestiti sulla sedia, il telefono sotto carica e una bottiglia d’acqua per la notte sul comodino, come quando mi hai dato un bacio, mi hai detto “buonanotte”. come quando ti sei messo a letto e la mattina dopo mi hai detto “ogni tanto mi svegliavo, mettevo la mano sulla tua pancia per capire se respiravi e tornavo a dormire”.
amata così.
tu te lo ricordi?
-ab.
camicia stropicciate di fidanzato + mal di testa
tra le cose che:
lui non mi manda in hype come facevi tu.
ciao, stanotte ti ho sognato ed era bello, bello bello, ma mi hai incasinato i pensieri ancora una volta. eppure mi va bene lo sai? mi va ancora di lasciarti questo potere.
mi manchi.
quando studi infermieristica lo fai con spensieratezza, perché vuoi aiutare gli altri, perché vuoi stare dietro quelle porte chiuse al pubblico.
quando diventi infermiera capisci che non è tutto rosa e fiori ma ti piace comunque, diventi il volto rassicurante per i parenti, sei il punto di riferimento per qualcuno.
ma io non sono solo infermiera, io sono figlia. Figlia che può entrare solo perché sono del mestiere, figlia che sa cosa succede al corpo umano quando qualcosa non va, figlia che si interfaccia con i medici perché “tu lo capisci”, figlia che poi si prende il peggio di sua madre e lo manda giù, che la vede tremare e ai parenti manda messaggi rassicuranti “è tutto okay”.
No, non è tutto okay, fatemi essere figlia, fatemi avere paura, fatemi stare a letto a piangere perché oggi mia madre mi ha detto “ti prego, resta, ho paura, stanotte io non sopravvivo”.
ma esattamente, dopo quanto tempo mi è concesso avere paura? posso piangere adesso o do fastidio a qualcuno? tempisticamente parlando, è il momento giusto?
ho pensato: ora gli scrivo, ora glielo dico, ora lo invito per un’altra birra.
poi non l’ho fatto perché sono orgogliosa, perché sono cogliona, perché forse ho avuto paura di un no, di un sì, di un “non è il caso”.
ora non posso più farlo, ho pensato: l’ultima birra che abbiamo bevuto insieme era davvero l’ultima birra e io non lo sapevo.
certe cose non si sanno mai.